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Unicredit in Full Outsourcing partecipativo con IBM. Nasce Value Transformation Services con anche ambizioni di mercato

Alla presentazione della nuova Joint Venture, un Management molto ambizioso parla di piani che spaziano dall'innovazione tecnologica al Cloud Computing, dall'internazionalizzazione alla conquista di una posizione sul mercato, ma al momento sono certe solo due cose: nasce una società con quasi 200 milioni di Asset e 1.000 dipendenti, con risparmi stimati per Unicredit pari a oltre 700 milioni di Euro in 10 anni.

Value Transformation Services, già ribattezzata VT Services è la nuova società presentata ieri congiuntamente da IBM e Unicredit, nata dalla cessione da parte di quest'ultima di infrastrutture IT e Software per quasi 100 milioni di Euro e capitalizzata da IBM con una somma equivalente, per una compagine azionaria che attribuisce a Big Blue il controllo della società con il 51% di quota ed un Management misto tra ex-IBM ed ex-UBIS (UniCredit Business Integrated Solutions), l'unità operativa nella quale Unicredit aveva fatto confluire tutte le unità informatiche del proprio Gruppo.

Partiamo dalle certezze alla base di VT Services

L'azienda nasce assorbendo 700 dipendenti da Unicredit e 300 da IBM, per un totale iniziale di circa 1.000 unità che dovranno gestire 6 Data Center (2 in Italia, con il principale a Verona, 2 in Germania con capofila Monaco di Baviera, 2 in Austria) attraverso i quali continueranno ad essere gestite tutte le attività operative del Gruppo Unicredit attivo in Italia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria. Come punto cardine di questo accordo c'è un contratto in base al quale Unicredit fruirà dei servizi di gestione dei sistemi informativi di VT Services per dieci anni, con un risparmio pianificato rispetto ai valori attuali non inferiore a 725 milioni di Euro.

Al vertice della nuova joint venture UniCredit / IBM si sono insediati Giovanni Linzi, proveniente da IBM dove operava in qualità di Account Manager per il Gruppo Unicredit, in qualità di Amministratore Delegato e Massimo Schiattarella, con un passato da Direttore Risorse Umane all'interno di Unicredit come Direttore Generale. Scelta quest'ultima ben comprensibile in quanto, come pubblicamente asserito da Paolo Fiorentino, Vice Direttore Generale di UniCredit, il costo del personale in questo genere di aziende incide sui costi totali per oltre il 60%, mentre la qualità delle persone costituisce un fattore critico determinante per il successo di tutte le attività.

Clementi-ErickChe l'operazione sia molto importante, non solo per l'entità della somma in gioco ma anche per l'incidenza che può avere sui futuri orientamenti del mercato dell'Outsourcing è dimostrato dalla presenza all'incontro di Erich Clementi, Senior Vice President Global Techology Services di IBM Corporation, un italiano proveniente da Bolzano del quale c'è solo da essere orgogliosi visto che a lui oggi fanno capo oltre la metà delle persone che operano in IBM a livello mondiale (oltre 200.000) ed una porzione significativa dei servizi tecnici erogati dall'azienda ai clienti di ogni genere e parte del mondo. 

Le prospettive, i piani della nuova Joint Venture IBM Unicredit

Come sempre accade in occasione della nascita di nuove aziende, esauriti i fatti concreti si passa ai piani, alle aspettative, alle ambizioni. E qui le alee di incertezza divengono molto maggiori, ma il clima fa presagire che questa operazione potrebbe cambiare molti equilibri sul mercato non solo dell'informatica ma anche dell'intero settore dei servizi finanziari.

Nel suo discorso di presentazione, Erich Clementi ha infatti asserito che il settore finanziario continua a costituire per IBM la parte più consistente del suo intero giro d'affari, per cui con questa operazione si cerca di stabilire una nuova direzione verso la quale orientare i futuri contratti di Outsourcing, orientandoli verso un'impostazione di tipo collaborativo, il Cloud Computing e la trasformazione continua. Di fatto, quindi, per l'occasione è stata usata l'etichetta di "Outsourcing Partecipativo" volendo evidenziare che l'accordo prevede sì un contratto di fornitura basato su prezzi e livelli di servizio definiti, ma che punta a sviluppare sinergie e integrazione di competenze per aprirsi al mercato erogandovi nuovi servizi cavalcando l'innovazione tecnologica in un attento equilibrio tra sperimentazione e prudenza operativa.

Da parte sua, Giovanni Linzi ha voluto evidenziare i continui cambiamenti di impostazione e gestione che in questi anni Unicredit ha dovuto affrontare in seguito alla lunga lista di acquisizioni di banche e istituti di credito condotta in mezza Europa. Cambiamenti che hanno implicato il passaggio da oltre 20 Data Center agli attuali 6 - e non è detto che il processo di revisione sia finito qui - da un mondo incentrato sui Mainframe, poi evoluto verso i sistemi distribuiti e oggi proiettato verso il Cloud Computing, da interfacce fisse più o meno intelligenti agli attuali Tablet e SmartPhone che pretendono nuovi livelli di facilità d'uso da parte degli utenti, ma richiedono drastici controlli in tema di sicurezza ed affidabilità. Percorso che, grazie anche ad altre tecnologie tipo i Big Data, appare ancora lungo, ma determinante per il successo di qualsiasi "Impresa Banca". Per questo, un classico contratto di Outsourcing non è sembrato applicabile a tale contesto, facendo optare il management di Unicredit e IBM per la costituzione di una società partecipativa.

Le ambizioni, gli insegnamenti del passato

Sebbene già questo risulti essere un piano piuttosto ambizioso visto la complessità di operare in vari Paesi d'Europa differenti per cultura, lingua, scenari tecnologici e normative, Massimo Schiattarella ha voluto rincarare la dose puntando a far divenire VT Services un operatore del mercato, uscendo così dalla sua condizione di mono-cliente, per competere con gli altri fornitori di servizi di Outsourcing al settore finanziario. Passo che al momento sembra più nei pensieri che nella azioni, probabilmente dichiarato per sviare l'attenzione dagli attuali problemi di estrema complessità di riconfigurare un'azienda che oggi si trova ad operare in un contesto estremamente diverso da quello dove era collocata fino al 31 agosto scorso, visto che VT Services è ufficialmente operativa dall'1 settembre 2013. Infatti, mentre UniCredit Business Integrated Solutions era chiaramente una società di servizi di emanazione bancaria che si avvaleva di svariati fornitori tra loro concorrenti, passando sotto il cappello IBM la prima cosa da fare sarà rivedere i rapporti e gli equilibri interni, forse sostituendo qualche componente, rivedendo contratti e collaborazioni. Certamente l'aspetto più critico da affrontare nei prossimi mesi.

Ad ogni modo, Schiattarella ha dichiarato "Abbiamo valutato il mercato dei servizi di Outsourcing - limitandoci al momento all'Italia - e ci siamo accorti che gli attuali protagonisti gestiscono normalmente banche medio-piccole, lasciando scoperto l'importante segmento delle banche medie che oggi non hanno le dimensioni che consentono loro di fare il salto di qualità per competere con i servizi di primo livello quali i nostri, sempre più richiesti dai clienti, né trovano sul mercato strutture in grado di supportarne le esigenze per questioni dimensionali e di complessità gestionale. Questa è la fascia di Banche alle quali pensiamo di rivolgersi, poco più do una decina in tutto nel nostro Paese, ma molto sensibili a queste problematiche. La vendita di questi servizi potrà esser fatto in modo congiunto da nostro personale diretto e da quello di IBM, con la garanzia di poter operare su scala internazionale e di poter disporre di mezzi inarrivabili ai più."

Un piano ambizioso, certamente di difficile attuazione visto la progressiva riduzione delle Banche di fascia media - per lo più assorbite dai colossi del settore - e la consistenza degli operatori attivi in Italia ormai da anni, tipo Cedacri, Cerved, SEC, CSO. Sarà comunque bene che queste aziende si preparino: talvolta alle minacce ed alle dichiarazioni di guerra possono seguire dei fatti, per cui sono avvertite, da oggi hanno un concorrente in più!

Per contro, sempre in Italia abbiamo già avuto un'esperienza di tal genere con la nascita di Sevizi ICT, Joint Venture tra EDS - ora HP - ed il Gruppo ENI, nell'ambito delle scelte di Outsourcing del nostro principale Gruppo petrolifero. Oggi, il Gruppo ENI ha fatto parziale marcia indietro, divenendo uno dei pionieri dell'Insourcing, dopo esserlo stato dell'Outsourcing, vaninficando i piani e le ambizioni di Servizi ICT. "Siamo consapevoli di questo - è il commento si Linzi - ma dall'operazione di ENI pensiamo di poter trarre due insegnamenti. Il primo è che il contesto ed il momento storico nel quale si effettuano certe operazioni sia importante, per cui riteniamo che oggi le condizioni siano più favorevoli di allora. Il secondo è che la focalizzazione è determinate per il successo: non per nulla, con VT Services ci vogliamo concentrare nei settori dove abbiamo competenze, strutture e condizioni operative favorevoli, così che anche da parte del mercato possiamo più facilmente ottenere credito e riconoscibilità.

I corsi ed i ricorsi della storia si susseguono, con un un'unica certezza: a dominare sono sempre le capacità di gestire i cambiamenti, le trasformazioni, le capacità di adattamento. Elementi sui quali il Management di VT Services intende investire per garantirsi il proprio futuro. Ci riuscirà? Vedremo: mezzi e capacità non mancano...

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