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Data Base, Big Data e Cloud? Un matrimonio che s'ha da fare!

La strada l'ha praticamente aperta Microsoft lanciando SQL Server nell'Azure del Cloud, ma specialmente quando entrano in gioco i Big Data, la via delle nuvole sembra l'unica praticabile...

Ci sono varie ragioni che rendono la scelta Cloud come la più conveniente per la gestione dei dati, specie quando sono tanti, complessi e assoggettati ad andamenti fluttuanti dei carichi con picchi elevati, ma poco prevedibili. In rapida rassegna, considerare gli ambienti Cloud per la gestione dei dati (tanto di tipo tradizionale basati su di un DBMS, quanto per scopi analitici e quindi destinati ad un Data Warehouse, almeno sul piano teorico, offre i seguenti vantaggi:

1. Migliora l'efficienza complessiva del sistema, grazie alle economie di scala realizzabili dai fornitori di servizi Cloud, ma nel contempo migliorano anche i livelli di affidabilità, la disponibilità di supporto 24 ore su 24 e la salvaguardia dei dati stessi, potendo contare sulle infrastrutture di Backup e Disaster Recovery che qualsiasi erogatore di servizi Cloud, se vuole rimanere sul mercato, è costretto ad impiantare.

2. Come in tutte le scelte Cloud, l'azienda "variabilizza" i propri costi, anche di infrastruttura, riducendo gli investimenti in componenti fisse ed incrementando la flessibilità per rispondere a qualsiasi variazione di esigenza dettata da nuove strategie, cambiamenti di contesto o pressioni competitive.

3. Di fronte alle prospettive offerte dai Big Data, pensare di rinunciarvi o di procastinarne a tempo indeterminato l'adozione delle tecnologie e delle pratiche potrebbe riflettersi su consistenti perdite di competitività. D'altro canto, per lavorare sui Big Data bisogna mettere in conto un potenziamento dell'infrastruttura di elaborazione dati, dello Storage e, naturalmente, l'installazione e la messa a regime degli strumenti per la loro acquisizione, classificazione, integrazione, analisi. Ma questo non è che l'inizio: già dopo i primi risultati, è facile che se ne abbia una proliferazione dei progetti, con la conseguenza di dover nuovamente rivedere l'infrastruttura. Cominciare in ambiente Cloud rende molto più semplice questo percorso, potendo crescere nelle dimensioni della potenza elaborativa o dello Storage in parallelo all'incrementarsi delle esigenze, mentre sul versante professionale si potranno adottare soluzioni già pre-configurate e pronte all'uso messe a disposizione dal fornitore di servizi. Il che vuol dire "partenza lanciata" nei Big Data, riducendo rischi e investimenti di avviamento. Oltretutto, in questo ambiente si può ragionare in modo progressivo, operando per Divisioni aziendali o per progetti specifici, utilizzando diversi Data Mart "In the Cloud", senza tuttavia dimenticarsi di mantenere coerenza ed integrità del sistema nel suo insieme, magari utilizzando le soluzioni di Master Data Management.

Database "In the Cloud"? A disposizione, varie opzioni tutte diverse...

Facile parlare del concetto "Elaborare i dati In the Cloud", ma poi bisogna fare i conti con l'effettiva offerta di Public Cloud sul mercato. E questo punto cominciano a sorgere le prime domande, le prime perplessità determinate dall'ampia gamma di possibilità tra le quali occorre orientarsi. Ad esempio, tra le offerte più comuni abbiamo quelle concentrate esclusivamente sugli aspetti di infrastruttura (potenza elaborativa o Storage), per poi salire di livello includendovi le piattaforme Software - già preconfigurate o da definire in base alle proprie esigenze - che possono comprendere l'intera gamma di servizi necessari ad alimentare di dati il Database, ad interrogarli, ad analizzarli, per arrivare a soluzioni già pronte all'uso in forma di Software as a Service (SaaS), comprendenti persino le applicazioni e le maschere unicamente da personalizzare che introducono qualche vincolo operativo, ma semplificano in modo significativo tutte le azioni preliminari per l'avvio della gestione dati nel nuovo ambiente.

Nella scelta occorre essere molto cauti, valutando pro e contro di ciascuna ipotesi, considerando non solo le esigenze del momento, ma anche quelle proiettati in avani nel tempo. Ad esempio, supponendo di optare per un ambiente "pronto all'uso", cosa succede se si decide di cambiare ambiente? Ovvio che si perdono le applicazioni usate fino a quel momento, ma che dire dei dati? E, a proposito, quali precauzioni vengono prese dal Cloud Provider per il salvataggio dei dati e per la loro riservatezza?

Criteri di Scelta dei Servizi Cloud per la Gestione dei Dati

Per avere un'indicazione generalizzata sui criteri di scelta da considerare nell'adottare un servizio di elaborazione dati "In the Cloud", partiamo dalle motivazioni che sono state riscontrate in chi è già andato in tale direzione.

DBMS-in-The-Cloud-Why Fonte TDWIDa una recente indagine condotta da TDWI, è emerso che la motivazione principale per mandare i propri dati tra le nuvole sta nei vantaggi che se ne ottengono in termini di scalabilità e flessibilità. Come riscontrabile dalla figura a lato, con il 49% di opinioni favorevoli - nell'indagine era possibile formulare più risposte - la scalabilità supera di gran lunga la riduzione delle spese fisse, che si ferma al 37% e la disponibilità di applicazioni "pronte all'uso".

Dalla stessa indagine emerge anche una netta propensione all'allestimento di Cloud proprie (Private), gettonate dal 53% dei rispondenti, superando di gran lunga sia le configurazioni ibride (scelte dal 27% del campione), mentre le Cloud pubbliche restano praticamente al palo, con solo il 7% delle preferenze.

Leggendo questi due tipi di risposte se ne rileva una certa incoerenza visto che ai primi posti si pongono le motivazioni tipiche per optare per Cloud pubbliche, ma poi le aziende si indirizzano verso soluzioni essenzialmente interne. Il che lascia presupporre alcune condizioni al contorno da valutare attentamente:

1. La scelta di allestire Cloud private interne può esser considerata - con vantaggio - solo da aziende di grandi o grandissime dimensioni, che in tal modo possono realizzare delle consistenti economie di gestione interna. Non è invece assolutamente proponibile per le aziende medie o piccole.

2. Le perplessità nei riguardi delle Cloud Pubbliche può derivare da ragioni di sicurezza - privacy, rispetto normative, disponibilità - o da un'offerta che attualmente non ha ancora incontrato i reali bisogni delle aziende. Si tratta in entrambi i casi di aree nelle quali i fornitori di servizi dovranno intervenire se voglio che questo mercato prenda davvero corpo così come la gran parte degli analisti si attendono.

Le Barriere al Cloud

Non per nulla, alla domanda "Quali pensa che siano le barriere principali all'adozione del Cloud per la gestione dei dati?” le prime tre risposte sono state:

  1. Minacce alla sicurezza. La sicurezza ha diverse sfaccettature, ma tre sovrastano su tutte: la riservatezza, il rispetto delle normative, la disponibilità. In alcuni casi sono le normative che vietano di esportare all'esterno della propria organizzazione i dati sensibili, ma il timore di perderne il controllo sovrasta ogni altra considerazione. 
  2. Governance. Il timore, in questo caso, è perdere il controllo dei dati con potenziali conseguenze nefaste sia nel loro uso diretto, sia per i potenziali impatti che ci potrebbero essere a livello applicativo.
  3. Data Integration. Gli aspetti di integrazione dei dati, a livello applicativo ma ancor di più negli ambienti di Big Data rappresentano uno dei problemi di più difficile soluzione tanto nei progetti di Data Warehouse che in quelli di DBMS. Da una cattiva integrazione possono derivare dati incoerenti o disallineati rendendo vani tutti gli investimenti operati per la loro elaborazione. E qui, la sensazione di perdere il controllo dell'ambiente indirizzandosi verso Cloud pubbliche è assoluta.

Sono queste le aree nelle quali per il prossimo futuro dovremo attenderci le novità più consistenti sia in tema di offerta che di alleanze tra fornitori e di rilascio di nuove funzionalità. Ma una cosa è certa: tutti i segnali indicano che si tratta di un settore molto promettente, con prospettive di crescita superiori ad altre tipologie di "Servizi in the Cloud".

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