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Quand'è il tempo per la virtualizzazione? Se non è già stata fatta, ora!

I dati dell'indagine sullo Stato dell'Arte della virtualizzazione condotta da King Research per conto di Symantec parlano chiaro: il 18% delle aziende intervistate hanno già virtualizzato almeno il 75% dei propri sistemi, ma più della metà pensano di completare i propri progetti entro i prossimi 2 anni

Di virtualizzazione si parla ormai da alcuni anni, ma qual è il reale stato del mercato? Con questa domanda in testa, correlata ai livelli di adozione del nuovo sistema operativo di Microsoft Windows Server 2012, spinto dalle innovative funzionalità per virtualizzazione di Hyper-V e da altre caratteristiche come il File System potenziato ed i miglioramenti della deduplica dei dati, Symantec ha commissionato a King Research una ricerca tra i professionisti IT per valutare le opinioni delle organizzazioni IT verso la migrazione a Windows Server 2012, i piani di adozione e le tendenze generali del mercato riguardanti la virtualizzazione.

L'indagine "WINDOWS SERVER 2012: Migration/Virtualization Survey", condotta tra novembre 2012 e marzo 2013, ha coinvolto gli specialisti IT di 530 organizzazioni distribuite tra Nord e Sud America, Europa, Asia con da 50 a 1.000 dipendenti.

Windows-Server-2012-Migration01Il primo dato che emerge è che siamo in uno stato di continuo cambiamento. Le aziende sono interessate alla virtualizzazione, ma nel processo alcune sono molto più avanti di altre: il 18% delle aziende intervistate ha virtualizzato almeno il 75% dei loro ambienti IT, mentre oltre la metà degli intervistati (52%) ha intenzione di operare una virtualizzazione completa del proprio ambiente entro i prossimi due anni.
Nelle aziende che non hanno ancora implementato la virtualizzazione, i motivi inibitori vanno da un inadeguato risparmio dei costi, alla mancanza di ambienti fisici adeguati o a quella di tempo e risorse per la migrazione. Viene inoltre percepita con preoccupazione la maggiore complessità di gestione con il passaggio agli ambienti virtualizzati.

Migrazione a Windows Server 2012

La maggior parte delle aziende intervistate ha intenzione di migrare a Windows Server 2012, ma il 93% di esse non ha ancora messo in pratica questa scelta: il 13% delle aziende che sta pianificando la migrazione pensa di farlo dopo il primo Service Pack, il 15% entro i prossimi 6 mesi, il 17% entro i prossimi 12 mesi e l’11% in più di 12 mesi.

Windows-Server-2012: migrarvi desta consistenti preoccupazioni per gli ambienti sottosantiA fare da freno sono da un lato i costi dell'aggiornamento, dall'altra il fatto che tutto sommato le aziende sono soddisfatte di quanto stanno ricevendo dal proprio sistema, per cui la spinta al cambiamento non è determinata da esigenze primarie. In compenso, sorgono svariate preoccupazioni sulla compatibilità con le altre applicazioni sottostanti ed alcune componenti hardware, per cui toccare un elemento di base quale il sistema operativo potrebbe portare a numerose sorprese e malfunzionamenti nell'esercizio dei servizi.

Protezione e Backup dei dati

In merito alla protezione dei dati, le grandi aziende hanno più probabilità rispetto alle PMI di utilizzare applicazioni separate per eseguire il backup di macchine fisiche e virtuali. Indipendentemente dalle dimensioni, la maggior parte dei clienti vorrebbe ancora trovare una soluzione unica di protezione dei dati in grado di gestire ambienti fisici e virtuali.

Anche se il 62% degli intervistati ha un backup separato per le macchine fisiche e virtuali, il 91% degli intervistati "ama l'idea" o e’ interessata a saperne di più sui vantaggi di una unica soluzione.
La transizione a Windows Server 2012 può portare importanti benefici per le aziende, tuttavia è importante essere preparati ad affrontare le sfide che questa soluzione presenta nel migliore dei modi.

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