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Big Data, Analytics e telefoni cellulari per curare la Malaria

L'impiego delle tecnologie di gestione dei Big Data e dei Tool di analisi predittiva sui dati provenienti dagli SmartPhone e dai sistemi di geolocalizzazione offre nuove prospettive e sviluppi il cui unico limite è la fantasia...

Quando si parla di Big Data, forse non si ha l'esatta percezione di cosa si intende, soprattutto dal punto di vista delle fonti e degli usi. Ancorati ai tradizionali concetti di Record, Tabelle, prodotti, clienti che fino ad oggi hanno popolato DataBase e DataWarehouse, si fa fatica ad immaginari scenari radicalmente diversi, sia in termini di cosa poter considerare, sia nel come farne uso, impiegando nuovi approcci, modelli e i Tool di analisi predittiva (Analytics). Così, l'associazione più naturale al concetto di Big Data viene fatta in riferimento alle immagini, o ai filmati, le cui dimensioni sono enormemente più grandi di qualsiasi stringa alfanumerica. Ma il punto non è assolutamente questo. Pensiamo, ad esempio, ai flussi generati da quello che oggi viene comunemente indicato come l'Internet delle cose, tracciando in tempo reale i flussi di oggetti - e magari persone - per rilevarne i transiti a scopo operativo, senza trascurare la possibilità di dar un diverso significato ai dati così raccolti.

Nell'immaginario collettivo, rientrano poi i casi dei Social Media - Facebook e Twitter - che per numero di utenti e di messaggi generati guidano una classifica di inesauribili fonti di informazioni, sfruttabili in vari modi, dalle iniziative di marketing, alle indagini di mercato, dalla definizione di requisiti, al crowdsourcing negli ambiti più diversi. I limiti sono tuttavia ancora tutti da scoprire, ma molto spesso a fornire nuovi elementi e spunti di riflessione sono le osservazioni su ciò che ci circonda più da vicino. Cosa? Ad esempio, i telefonini, oggi sempre più SmartPhone, connessi a reti GPS e quindi geolocalizzabili.

Al proprosito, nella sua ultima indagine annuale Visual Networking Index (VNI) Forecast 2013, Cisco prevede il quadruplicarsi a breve del numero di connessioni a Internet, che considerando i vari Device "IP", presto arriverà a 19 miliardi di "utenti", tre volte l'intera popolazione della terra.

Contemporaneamente, solo tra il 2015 e il 2016 si avrà un incremento del traffico Internet pari a oltre 330 ExaByte, equivalente al totale del traffico IP mondiale registrato nel 2011 (369 Exabyte). Il che non vuol dire che tutti i dati in transito potranno o dovranno esser analizzati - cosa impossibile per le dimensioni, ma anche per la Privacy - ma dà una indicazione concreta su una fonte di dati non sempre percepita, ma che se ben sfruttata può rivelarsi preziosa.

Incrociare i Big Data del traffico telefonico con quelli della geolocalizzazione per prevenire e curare la malaria

Big Data e Analytics per la cura della malariaSembrerà strano, ma le aree che più di ogni altre stanno traendo i massimi benefici analizzano le linee telefoniche Wireless, non a supporto della Mobilità, ma in sostituzione delle linee fisse, sono quelle africane e asiatiche che, caratterizzate da grandi distanze, poche infrastrutture e scarsi mezzi da investire, riescono ad assicurare la copertura dei propri territori con ponti radio molto più facili da allestire, gestire, collegare. Così, telefoni cellulari e SmartPhone si stanno diffondendo a ritmi vertiginosi in gran parte dei Paesi del Terzo Mondo, spesso ancora alle prese con gravi problemi primari tipo la salute, le cure igieniche, la mancanza di cibo e acqua potabile. Con la conseguenza che malattie da noi ormai per lo più scomparse o curabili - quali la malaria, il tifo, il colera - sono lì ancora molto diffuse.

Partendo da tali considerazioni, Caroline Buckee, epidemiologa della Università di Harvard, ha trovato un modo estremamente efficace e intelligente per combattere la malaria. Analizzando la distrubizione e i comportamenti di una certa quanità di malati, la ricercatrice è riuscita ad individuare la fonte primaria della malattia, prendendo i provvedimenti necessari a fronteggiarne le origini.

La soluzione è stata trovata raccogliendo e analizzando i dati provenienti dai telefoni cellulari - decisamente Big Data - non tanto sul contenuto del traffico degli utenti mobili, quanto sui percorsi compiuti dai loro possessori. Osservando gli spostamenti delle persone attraverso i loro telefoni cellulari - ripartendole tra sane e malate - è stato infatti possibile rilevare che in una ben determinata area attraversata da chi si muoveva con maggior frequenza da un villaggio ad un altro, doveva probabilmente addensarsi un gran numero di zanzare portatrici del virus.

Correlando i segnali dei telefoni cellulari che rientravano sotto il controllo della torre di trasmissione in prossimità della città di Kericho, con la distribuzione delle persone colpite dalla malaria, è risultato che tra chi era transitato in prossimità di questa stazione radio sugli altopiani occidentali del Kenya si aveva un tasso di malati 16 volte superiore rispetto al resto della popolazione. Per di più, approfondendo lo studio dei dati e incrociandoli con quelli delle osservazioni satellitari, è stato possibile affinare le assunzioni iniziali che collocavano la maggior concentrazione di zanzare in una zona a Nord Est del lago Vittoria.

Analizzando i Big Data con Analytics e modelli di analisi appositamente sviluppati, si è giunti alla conclusione che la fonte primaria della malattia era una ben precisa piantagione di Té. Cosa puntualmente riscontrata tra i lavoratori della piantagione, sui quali è quindi stata condotta una intensa azione di cura e prevenzione, associata ad un consistente intervento di bonifica. Azione che dovrà quindi essere estesa ad altre aree limitrofe, tutte intorno al lago Vittoria, a beneficio non solo di chi vi risiede - che così potrà godere di interventi mirati e molto più efficaci che nel passato - ma anche di chi vi transita, evitando il rischio di aprire nuovi "falsi" fronti di intervento, pensando a nuove concentrazioni di zanzare in altre località.

Tracciare Mobilità e flussi, prima pressoché impossibile, diventa realtà grazie a SmartPhone e cellulari

La necessità di cercare di individuare le fonti dei virus non è nuova, ma le difficoltà incontrate nel passato hanno reso pressoché impossibile andare in questa direzione. Le autorità locali si basano infatti su interviste fatte ai malati, o al massimo su moduli da compilarsi, dei quali spesso non si riesce a tener conto, si perdono, sono imprecisi. Con la raccolta dei dati sui transiti rilevati dalle antenne di trasmissione dei dati e dai sistemi di geolocalizzazione, i modelli di analisi e usando gli Analytics, si possono avere dati molto più completi ed affidabili, ottenendone precise indicazioni operative. Si possono dare anche specifiche indicazioni a popolazioni mirate sui comportamenti e le precauzioni da assumere, prevenendo in tal modo i rischi di insorgenza della malattia.

L'intera esperienza della dott.ssa Buckee, condotta sui dati relativi a 15 milioni di cellulari in Kenya è stata pubblicata su Science, ma già lì viene indicato che può esser efficacemente replicata in altre aree o su altri tipi di malattie.

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