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Tablet a Scuola, veri Acceleratori di Sapere!

Cosa succede a mettere insieme dei ragazzi ciusi, degli insegnanti sfaticati e degli imprenditori prenditori? Smentendo luoghi comuni ed etichette improprie, si ha la prova che per le iniziative di grande portata bastano voglia di futuro, buone idee e capacità di realizzarle, così come dimostrano i laboratori e le esperienze presentate al convegno Tablet School.

Nei giorni scorsi, a Bergamo, si è tenuto il convegno Tablet School organizzato dal Centro Studi Impara Digitale: quasi seicento ragazzi di scuole superiori di mezza lombardia, protagonisti di una didattica sperimentale incentrata sull’impiego delle nuove tecnologie digitali, hanno confrontato le proprie esperienze nel corso di due giorni molto intensi di lavoro.

Dianora Bardi - Foto Studio fotografico ControluceAnima del progetto è la prof. Dianora Bardi, vicepresidente di Impara Digitale e docente di lettere del Liceo Scientifico Lussana di Bergamo. “Grazie all’iniziativa “Generazione web” lanciata dall’Ufficio scolastico della regione Lombardia, abbiamo potuto fruire di un fondo di 12,5 milioni di euro per dotare alcune classi di strumenti tecnologici, e-Book e Tablet, da usare per l’apprendimento. Così abbiamo potuto applicare il nuovo metodo di insegnamento. Nel marzo 2012, con l’attivazione del Centro Studi Impara Digitale, 24 scuole sparse in tutta Italia si sono associate alla nostra rete e hanno cominciato ad applicare lo stesso metodo sotto il costante monitoraggio dell’Università Bocconi. E’ quindi importate condividere le esperienze che abbiamo maturato, in modo tale da utilizzarle come base per allargare il progetto su scala nazionale, pilotando anche gli sviluppi dell’industria - i produttori di tecnologie, cosi come gli editori - in questa direzione”. 

A Bergamo sono così confluiti gli studenti, i docenti, alcuni rappresentanti dell’industria tecnologica, i principali editori del mondo scolastico e non, pochi rappresentanti del mondo politico e anche qualche giornalista. Ed i fatti hanno cominciato a smentire le etichette frutto di superficialità e luoghi comuni:

  1. Gli studenti, tutt’altro che ciusi, come li ha definiti il Ministro Fornero e tantomeno soggetti passivi, hanno dimostrato di essere propositivi, preparati e molto orientati a pensare in chiave positiva sia nel loro stesso interesse, sia nei riguardi di chi li seguirà, visto che le proiezioni dei progetti considerano archi temporali ben superiori ai loro cicli di studio;
  2. Gli insegnati, da taluni etichettati come sfaticati, demotivati, retrogadi, si sono distinti per iniziativa, capacità di motivare i propri allievi, capaci di assumersi dei rischi e di saperne gestire le conseguenze. Tutto senza un ritorno diretto né indiretto, visto che per i professori, nelle scuole, non esistono né promozioni né licenziamenti.
  3. Gli imprenditori, minacciati nei propri modelli di business, ancorché spiazzati, cercano comunque di interpretare le nuove esigenze, trasformandole in opportunità per rivedere la propria offerta.

Uno scenario nel quale a segnare il passo sono da un lato la politica, impaurita dalla gestione dei combiamenti in quella che è tuttora la struttura più consistente del nostro apparato statale per numero di dipendenti e sedi, ma ancor di più dall’ipoteca che si rischia di mettere sugli eventuali errori nel formare i cittadini ed i lavoratori del futuro. Dall’altro le strutture scolastiche alle prese con modelli di valutazione ancorati a schemi del passato che è molto difficile innovare e sradicare. Ad esempio, su quali parametri valutare le competenze superando i tradizionali modelli cognitivi?
In tale contesto si colloca il Centro Studi Impara Digitale, la associazione nata nel marzo 2012 per promuovere lo sviluppo di una modalità didattica innovativa per la scuola italiana organizzatrice dell’incontro.

Format Innovativo

L’innovazione a Tablet School comincia dal format della conferenza, originale e molto efficace: un grande palco, a metà tra il teatro ed una sala convegni, con sulla scena una trentina di studenti e i così detti “esperti” schierati nelle prime file della platea. Già, perché esaurite le presentazioni delle esperienze maturate in un anno di sperimentazione, illustrate direttamente dagli studenti, sono cominciate due sessioni dove chi era sul palco doveva far le domande ai Manager ed ai politici chiedendo risposte chiare e brevi.
Tablet School - Foto Studio fotografico ControluceUno spettacolo vedere ragazzi dai 16 ai 18 anni, magari vestiti in modo scalcagnato, ma pungenti e diretti nelle loro questioni e per nulla intimoriti di doversi confrontare con personaggi del calibro di Irene Enriques, Direttore Generale di Zanichelli Editore, divisione formazione, Giuseppe Ferrari, Direttore Editoriale di Zanichelli, Roberto Battaglia, direttore della formazione del Gruppo Intesa Sanpaolo, Giorgio Riva, Direttore Generale di RCS Education, Giovanni Biondi, capo dipartimento del Miur, Patrizia Graziani, dirigente UST Bergamo e Francesco De Santis, direttore generale USR per la Lombardia.

Che fine hanno fatto i finanziamenti promessi, poi confermati, ma mai arrivati nelle scuole, generando grandi difficoltà ai Presidi ed alle famiglie costrette a coprire le spese sostenute con propri anticipi di cassa?"

Oppure: “State pensando a dei nuovi formati per vocabolari e libri di testo. Come pensate di gestire l’inserimento di appunti a fronte degli aggiornamenti o di eventuali cambi di piattaforme tecnologiche che nell’arco di 5 anni di liceo, o ancor meglio di 8 anni di scuole medie tra inferiori e superiori sono certamente destinate ad esser cambiate?"

Domande che hanno spesso evidenziato punti ancora non affrontati soprattutto dagli editori che molto spesso hanno ancora un’anima da “tipografi”, che li vincola a schemi consolidati nel passato, a strutture produttive incentrate sulle rotative e in considerevole difficoltà nel dover ripensare integralmente i propri modelli di Business.

Si parlerà infatti non più di libri in proprietà, ma di contenuti digitali acquisiti o fruiti con licenze d’uso differenziate. Di conseguenza, gli strumenti tecnologici dovranno essere integralmente riconcepiti per superare radicalmente l’impostazione delle attività tradizionali. Trasformazioni che potranno nascere solo attraverso una stretta collaborazione tra coloro che, in prima persona, vivono la trasformazione e chi ha i mezzi e le competenze per trasformare le esigenze in nuovi prodotti e servizi.

Profondi Cambiamenti

A confermare la necessità che il cambiamento dei supporti implica una rivisitazione dei modelli di insegnamento, arriva puntuale la testimonianza della professoressa Bardi: “Siamo stati i primi a portare i tablet in classe, tre anni fa, ma ci siamo resi conto che da solo il tablet non basta. Serve una vera e propria svolta. E così nel Liceo Lussana abbiamo messo a punto una nuova didattica fondata sull’uso delle nuove tecnologie. - spiega - Ad esempio, con l’uso dei Tablet, cambiano le relazioni in classe e fuori. Non basta trasformare in formato PDF gli attuali libri di testo, quanto di farli diventare una sorta di snodo tra i contenuti di approfondimento reperibili sulla rete, selezionando le fonti di informazione e le attività di collaborazione interattiva. L’obiettivo moderno è infatti formare competenze, anziché trasferire conoscenze, come negli schemi del passato, condividendo anche esperienze e punti di vista talora divergenti.

In prospettiva, infatti, l’insegnamento sarà sempre meno basato sulle lezioni frontali, puntando invece sulla laboratorietà, sulla condivisione, sulla creazione e sulla collaborazione. La tecnologia diventa lo strumento che facilita l’avvio di nuovi processi di costruzione del sapere tramite metodi collaborativi incentrati sui ragazzi e la costruzione di competenze.

Questo è esattamente quello che abbiamo fatto nella nostra sperimentazione." - commenta la Bardi - “Certo, le tecnologie ci hanno aiutato a tenere le nostre lezioni a ragazzi pronti a fuggire, con la mente se non con il corpo. Dopo qualche difficoltà iniziale, dovuta alla complessità e alla mole di lavoro da affrontare, sono arrivati i primi risultati positivi. La nostra esperienza è così stata ufficialmente riconosciuta dall’Usr della Lombardia e documentata nel libro Oltre la carta”.

La Fase di Sperimentazione

La prima fase di sperimentazione avviata dalla Regione Lombardia ha interessato 5 licei (Liceo scientifico Lussana di Bergamo, i Licei G. Galilei di Caravaggio e di Voghera, il Liceo Leone XIII di Milano, l’ISISS di Gazzanica), coivolgendo oltre 600 studenti. A questa fase ne seguirà una nuova che si estenderà alle 400 scuole assegnatarie dei fondi della Regione e del Miur, una somma che supera i 10 milioni di euro. Al Liceo Lussana, considerato capofila di questo progetto, è stato quindi affidato il compito di coordinare la formazione di tutti i docenti degli istituti coinvolti a livello regionale (oltre 400).

Scuola-Tablet-Box-1Nel prossimo futuro, anche altre scuole di tutta Italia potranno beneficiare di finanziamenti regionali ed europei per portare la tecnologia nelle proprie classi. A quel punto, sarà necessario capitalizzare e diffindere su larga scala le nuove metodologie di insegnamento. Area nella quale il Centro Studi Impara Digitale sta concentrando i propri sforzi.

Ciò che colpisce nell’incontro di oggi è la grande maturità degli studenti, consapevoli di essere protagonisti di un cambiamento sostanziale del sistema di apprendimento. L’utilizzo delle nuove tecnologie viene da loro vissuto come un’opportunità per migliorare notevolmente le loro condizioni di studio e per riorganizzare il proprio sapere su canoni metodologici del tutto nuovi. Il modo in cui hanno raccontato questi cambiamenti scalda il cuore e dà una speranza concreta per il futuro”, è il commento di Stefano Quintarelli, coordinatore delle sessioni di domande e past president del Centro Studi ImparaDigitale.

Il convegno è stato sponsorizzato da Samsung, in collaborazione con Nova Multimedia, UST di Bergamo, RCS Education, Zanichelli, Rivista Tuttoscuola, Magnetic Media Network S.p.A., C2 Group, Associazione delle scuole cattoliche FIDAE, MSC-Movimento Studenti Cattolici, Wikimedia, Epson, ACER, ASUS, Toshiba, Microsoft, Oilproject, Cross Library, Adobe, Banca Popolare di Bergamo, Monti & Russo Digital ed il supporto nella comunicazione di Nova24, Corriere della Sera, Tuttoscuola, Education 2.0, L’Eco di Bergamo, Docete, Educazione&Libertà, Il Giornalino, Wired.
Tutte le informazioni sull’evento si possono trovare sul sito: studenti.imparadigitale.it/

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