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Alla salute del Web e dell'IT! Anche il Futuro del Vino Italiano si Gioca sulla Tecnologia e sull'Innovazione

Alla 47^ edizione di Vinitaly, numeri importanti per la produzione nazionale oggi prima al mondo, ma anche molta attenzione sulle novità tecnologiche di Enolitech per la produzione, la gestione, il Web Marketing

Tra tutte le manifestazioni fieristiche, Vinitaly è indubbiamente una di quelle che mettono più di buon umore per almeno due ragioni:

  • Si passa allegramente da un assaggio all'altro, per cui il rischio di giocarsi qualche punto della patente sulla via del ritorno da Verona è piuttosto alto;
  • Si respira l'aria di un comparto che dà orgoglio all'essere italiani: stando ai dati dichiarati da Ettore Riello, presidente di Veronafiere, in Italia ci sono 385mila imprese che generano un fatturato aggregato di 10 miliardi di euro, dei quali 4,7 miliardi sono di esportazione, ponendo il nostro Paese in cima alla classifica degli esportatori su scala mondiale. E fare il vino è a cavallo tra l'arte e l'industria, tra la natura e la produzione industriale. Il prodotto è infatti frutto di amore per la natura, attenzione ai particolari, gusto, esperienza. Un mix che ci dovrebbe convincere a concentrare le nostre attenzioni ed i nostri investimenti su attività nobili e di alto valore, lasciando ad altri Paesi e Culture le manifatture industriali di più basso livello.... Ma questo è un discorso che sfocia nella politica che non mi sembra il caso di affrontare adesso.

Tornando invece agli aspetti che ci sono più vicini, è importante sottolineare che se da un lato produrre vino è un'arte, dall'altro distribuirlo, venderlo, gestirlo è un processo industriale per il quale l'innovazione gioca un ruolo cruciale sia sul piano dell'efficienza - per essere sempre competitivi sul mercato - sia su quello della pervasività in modo tale da raggiungere mercati altrimenti difficilmente profittevoli. Ed è su questi due punti che intendo concentrare le considerazioni che seguono, stimolate da due osservazioni. La prima di carattere strettamente personale, frutto di una breve indagine condotta qualche mese fa sullo Stato dei Siti Web delle case vinicole nazionali, la seconda dalla presenza di Oracle tra gli espositori di Enolitech assieme ad uno sparuto gruppo di aziende del comparto informatico.

Web Marketing per il vino e le case vinicole

Vino-ItalianoOk, sappiamo che il vino italiano è il più esportato nel mondo ed il migliore nei rapporti qualità/prezzo. Così, qualche tempo fa, pensando ai progetti di Search Engine Optimization (SEO) e di Digital Marketing di BCI Italia, ho fatto una rapida indagine cercando su Internet termini quali Vino Italiano, Italian Wyne, Chianti, Pinot, magari associandoli ad "acquisto", "vendita" ecc. Sorpresa delle sorprese: il primo della lista nelle richerche Google che compare proprio dopo la voce di Wikipedia è il distributore americano "Vino Italiano" e non è che le cose vadano meglio in seguito... 

Le cose migliorano per la ricerca Italian Wine, grazie al distributore Italian Wine Selection, che però si qualifica come l'enoteca online specializzata in vini italiani. E-commerce con una vasta selezione di magnum e vini rari... Quindi, non un potenziale fornitore abituale, ma come organizzazione specializzata nella piccola nicchia delle rarità e dei regali di prestigio.

Italian-WineIn compenso, la rete è letteralmente piena di produttori e commercianti di varie parti del mondo che propongono i propri vini in confezioni di ogni genere - dalla bottiglia regalo, alle confezioni sempre più grandi i bottigle, bottiglioni, damigiane e persino in tetrapack, spesso usando le nostre etichette più classiche - chianti, barbera - pur avendo produzioni in ogni parte del mondo.

Mentre le nostre case vinicole sulla rete - e sono tante - nella gran parte dei casi presentano l'azienda agricola, gli impianti, le etichette, i premi, ma quasi mai indicano dove andare ad acquistare i vini - in Italia o all'Estero - e tanto meno sono pronte a ricevere ordini via Web. Tant'è che per il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, intervenuto all’inaugurazione: «Siamo fortissimi sui mercati storici, come Usa e Germania, ma siamo indietro nei nuovi mercati come Asia e Cina. Dobbiamo lavorare per recuperare terreno, dobbiamo fare meglio."

Stando al Ministro, a Bruxelles sembra sia stata assegnata all'Italia una dotazione finanziaria di 400 milioni su base annua per sette anni finalizzata alla promozione ed al rinnovamento del comparto vinicolo. Bene, dal mio punto di vista questa dovrebbe esser destinata in gran parte allo sviluppo del Digital Marketing puntando sul trasformare le "vetrine web" dei produttori che oggi si affacciano sulla rete, in "Enoteche Digitali", ma anche in occasioni di vacanza per vivere dall'interno la produzione del vino, offrendo settimane di formazione/degustazione, la possibilità di vivere momenti unici tipo la vendemmia stando sul luogo e così via.

In parallelo, si potrà lavorare alla digitalizzazione dei processi, mentre un grande peso potrà avere la revisione di tutta la filiera produttiva tornando a metodi più rispettosi per la natura, basati quindi su processi ecologici sulla falsariga di quanto fatto - proprio in Italia - dai Viticultori Associati di Canicattì che oltre a vincere per l'ennesimo anno vari premi per qualità e rapporto qualità/prezzo, esportando così gran parte della loro produzione, hanno radicalmente abbattuto i propri costi di produzione e conservazione del vino.

Ben venga quindi VinitalyWineClub, il progetto digitale di Veronafiere come nuovo canale di promozione e vendita che al momento propone un'offerta iniziale selezionata di circa 200 etichette prodotte da 125 cantine provenienti da 18 regioni italiane. Le tre aree sulle quali si sviluppa la piattaforma coprono la vendita di una selezione di vini di qualità ad un giusto prezzo, una Community che consente di scoprire etichette emergenti, un'area Blog, contenitore di storie, immagini ed esperienze raccolte direttamente sul territorio, conversando con i produttori per guidare i consumatori nelle loro scelte di acquisto.

Esempio che dovrebbe esser seguito, e diventare la norma, per la gran parte dei nostri produttori di vino - da soli o in modo consortile - per il quali il Digital Marketing diventa un importante canale di comunicazione e vendite.

Dal Digital Marketing alla Gestione delle Produzione

Dalle fantasie e dagli stimoli del Digital Marketing, con Oracle si arriva invece alla parte più "industriale" della produzione, visto che la catena logistica ed i processi per la produzione e la distribuzione del vino sono comunque complessi e anche critici visto che un banale errore può compromettere la qualità di intere partite o addirittura annate di vino.

Facendo leva sul proprio modello Oracle On Oracle, che combina sofisticate componenti hardware e software spaziando dai Server ai Servizi in Cloud Computing, dai Database alle soluzioni di business intelligence, Oracle ha creato un set integrato di tecnologie per dare la massima efficienza alla gestione delle Case Vinicole andando dal vigneto, all’imbottigliamento fino alla spedizione. Soluzioni adottate con successo da aziende vinicole tra le quali ILLVA Saronno, Gruppo Cevico, Marchesi Antinori e Castello Banfi.

Al proposito, Enrico Viglierchio, Direttore Generale di Castello Banfi, ha affermato di aver ridotto i costi di gestione, migliorato le capacità di controllo e resi più efficienti i processi ed i contatti con i clienti integrando la gestione di varie unità operative all’interno di un unico sistema ERP - Oracle JD Edwards EnterpriseOne - che ora copre l’intero ciclo del vino e della catena del valore aziendale, partendo dalla coltivazione dei vigneti, alla raccolta e  trasformazione dell’uva in vino finito, per poi arrivare fino alla commercializzazione del prodotto. Cosa che permette alla Castello Banfi di programmare meglio persino la produzione dei vini in base alla domanda stimata del mercato.

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