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Zopfli, nuova tecnologia di compressione dei dati nata in casa Google

Per i Big Data, ma anche per tutto il mondo Web, occorrono "Big compressioni". Così, nel suo tempo individuale di "ricerca" previsto dalle politiche del personale di Google, Lode Vandevenne ha sviluppato uno strumento Open Source molto più performante di qualsiasi altra tecnologia esistente

Prima considerazione: forse non è noto a tutti che, dando grande rilievo all'iniziativa e alla creatività individuale dei propri collaboratori, con una politica a dir poco "illuminata" Google ha inserito come parte dell'attività lavorativa una certa percentuale di tempo (circa il 20%) nella quale ciascuno può dedicarsi a sviluppare idee o intuizioni, senza dover dar conto a nessuno. Iniziativa che  stimola il pensiero creativo e la capacità di prendersi dei rischi, perseguendo l'idea che l'innovazione è spesso frutto di iniziative personali che nascono in un clima stimolante e positivo.

Seconda considerazione: nel breve volgere di qualche anno siamo passato a ragionare da K byte, a Mega Byte, a Giga Byte, dirigendoci rapidamente verso i Tera, ed i Zetta byte, ogni volta con consistenti cambi degli ordini di grandezza delle dimensioni di File e archivi. Percorso favorito dal diffondersi dell'impiego dei Big Data e dalle accresciute capacità di elaborazione.Lode Vandevenne

Da questo insieme, e considerando che le tecnologie di compressione dei dati sono basate ormai da sempre sulle librerie zlib, derivate dall'algoritmo di compressione chiamato DeflateLode Vandevenne, uno sviluppatore di Google, ha cominciato a ragionare sulla possibilità di migliorare l'efficienza della compressione scegliendo strade alternative a quelle tradizionali. Così, tempo fa ha pubblicato un post sul Google Developers Blog, gettando le basi per quello che è quindi divenuto Zopfil, uno strumento Open Source per la compressione dei dati. 

Come e con quali risultati oera Zopfil?

Zopfil è in grado di migliorare i tassi di compressione dal 5 all'8% rispetto a quelli attuali, usando tecniche più sofisticate, a scapito di una velocità di esecuzione un po' più lenta. Valori che possono apparire relativamente modesti, ma che hanno un impatto considerevole su diversi fronti, proprio in relazione alle aumentate dimensioni dei file. Pensiamo, ad esempio, cosa può voler dire ridurre anche solo del 5% il traffico sulle reti o i tempi di caricamento di un grafico o di un'immagine su di una pagina Web. In alcuni casi, tipo la trasmissione di un filmato, questo potrebbe voler fare la differenza tra erogare servizi di videoconferenza, di Web TV, di "Cinema On Demand", e non poterlo fare per la mancanza di banda o per la scarsa qualità dei risultati.

Zopfil è sviluppato in C e serve per le fasi di compressione dei dati, ma i suoi formati sono compatibili con la gran parte di quelli più diffusi tipo gzip, Zip, PNG, HTTP requests e altri ancora.

Il Download di Zopfil, che viene rilasciato in modalità Open Source secondo la licenza Apache 2.0 è disponibile a questo indirizzo https://code.google.com/p/zopfli/downloads/list, mentre  la sua scheda tecnica e tutte le informazioni sono consultabili del sito del Progetto Zopfil.

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