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La Top 10 delle strategie per la protezione del Brand per il 2013

Il decalogo stilato da MarkMonitor per aiutare le aziende a salvaguardare la reputazione e il business dai pericoli che derivano dalla rete. 

L’uso abusivo dei marchi nell’era digitale richiede nuovi approcci per la loro protezione. Applicando le strategie delineate da MarkMonitor è possibile ridurre al minimo l’impatto della violazione dei marchi sul marketing online, nella gestione dei canali, nei servizi ai clienti, nella qualità dei prodotti e la sicurezza,  salvaguardando la propria reputazione ed i profitti.

  1. Definire le priorità: misure proattive possono ridurre in modo significativo l’abuso del marchio. La questione è capire “chi, cosa, dove e quando” dell’abuso del marchio. Un ottimo punto di partenza è rivedere l’intelligence fornita dai programmi di protezione dei marchi, con risposte a domande del tipo: Chi sono i maggiori responsabili? Quali le tattiche utilizzate dai truffatori? Dove avvengono gli abusi e quali siti web violati ricevono la maggior parte del traffico? Quando accade il culmine della violazione? Le risposte a queste domande aiutano a stabilire la priorità di intervento e massimizzare i risultati.
  2. Agire tempestivamente: le prove dimostrano che la diagnosi e l'azione precoce sostanzialmente aumenta il successo degli sforzi di tutela del marchio. È molto più probabile che i delinquenti attivi sui siti assecondino le richieste per chiudere i siti violati quando l'infrazione è rilevata precocemente, prima di investire molto tempo o denaro nella costruzione del sito e generare traffico sullo stesso. In altre parole, la tempestiva individuazione e la vigilanza continua nel monitoraggio dei siti fraudolenti porta a risultati migliori.
  3. Focus sulle reti criminali, non sui singoli operatori. Individuare uno a uno i truffatori online può richiedere molto tempo ed essere inefficace. Un approccio più efficace è identificare le reti di siti non autorizzati, a volte nell’ordine delle migliaia, gestiti da un singolo individuo o da un gruppo. Si inizia dalla verifica dei registri Whois per le informazioni e l’esame di indirizzi IP in base alle analogie che collegano i siti tra loro. L’esecuzione di queste ricerche impiega tempo e risorse quindi è meglio utilizzare strumenti che automatizzino tali operazioni. Per capire come un marchio di jeans di qualità è intervenuto con successo contro le reti criminali, è possibile vedere il webinar, New Strategies for Knocking Out Online Counterfeiters.
  4. Monitorare i Social Media. La natura virale, trasparente e globale dei Social Media li rende il luogo ideale per i truffatori che vogliono sfruttare il valore e la potenza di marchi affermati per il loro tornaconto. Con così tanto in gioco, è indispensabile includere i social media nelle strategie di protezione del marchio. È bene assicurarsi che il marchio sia stato registrato sulle più importanti reti di Social Media in tutti i paesi in cui si intrattengono rapporti commerciali. Bisogna monitorare i siti che imitano tutte le pagine che potrebbero ingannare i fan e follower assicurandosi che entrano in contatto con il proprio marchio in modo sicuro. Nel caso si dovessero rilevare casi di contraffazione dei propri marchi o frodi, usare gli strumenti di controllo messi a disposizione dagli stessi siti. Per ulteriori informazioni su come proteggere il brand nei social media, è possibile scaricare il white paper, How to Preserve Brand Health in Social Media.
  5. Controllare gli affiliati e i canali di vendita per la conformità. Nei canali digitali, rivenditori e affiliati forniscono un effetto moltiplicatore guidando nuovi clienti e generando traffico al sito. Tuttavia, quando gli affiliati vanno fuori strada e fanno offerte su parole chiave del brand, stanno essenzialmente intercettando del traffico destinato al proprio brand. Questo significa un maggior costo per click (CPC) e commissioni di affiliazione. Quindi cosa fare? Sviluppare una politica chiara per l’uso delle parole chiave, essere sicuri che rivenditori e affiliati abbiano capito i termini e le condizioni e che controllino la conformità. Queste azioni aiuteranno a mantenere l’armonia con i partner, garantendo elevati profitti e il rafforzamento del brand. Per saperne di più sul controllo di conformità di affiliazione on-line è possibile visionare il webinar Protecting Your Brand Online—Anywhere and Everywhere.
  6. Stabilire chiare metriche. I marchi avveduti misurano il successo del loro programma di protezione del marchio proprio come fanno altre iniziative di marketing digitale. Si inizia con la definizione di obiettivi concreti per il programma di protezione del marchio e individuando le metriche che verranno utilizzate per misurare le prestazioni e il ROI. Occorrerà quindi monitorare gli indicatori chiave delle prestazioni tipo  i tassi di conformità, il numero di recovered domain o prodotti in delisting. Se la paid search è una parte importante del programma di protezione del marchio, misurare i miglioramenti in CPC (cost per click) in base ai termini di brand, oltre che ad aumentare il traffico web, i tassi di conversione e i ricavi.
  7. Preparare il marchio per il lancio di nuovi gTLD. Con il lancio di nuovi domini di primo livello generici (gTLD), la dimensione dello spazio dei nomi di dominio dovrebbe aumentare sensibilmente. Di conseguenza, le pratiche di registrazione difensive del passato dovranno essere rivedute. Tentare di registrare ogni variazione, errore di ortografia e typosquatting in ogni dominio di primo livello nuovo diventerà presto costo proibitivo. Meglio avere un occhio critico sul proprio portafoglio di domini e abbandonare i dominii che non vi servono più. Fra i candidati per l’eliminazione vi sono quei domini associati a promozioni scadute, prodotti obsoleti o luoghi in cui non si opera più. Ripulendo il portafoglio di dominii, si revupereranno nuove risorse per agire nel nuovo spazio dei nomi.
  8. Bloccare i domini di valore. I dirottamenti dei nomi di dominio, gli attacchi di social engineering e altri tipi di violazione della sicurezza dei nomi di dominio sono in netto aumento. Ecco perché l'azienda deve individuare i suoi nomi di dominio più preziosi e, se possibile, bloccarli a livello di del sistema di registro. I Registri dei domini bloccati sono impermeabili a dirottamenti, erronei aggiornamenti del server dei nomi e ad attacchi di social engineering. Per ulteriori informazioni sulla protezione del dominio, è disponibile il white paper Six Steps to Securing Your Domains.
  9. Ricordarsi che la Brand Protection inizia prima del lancio del prodotto. Gli sforzi di protezione del marchio devono iniziare ben prima che il prodotto venga lanciato. In realtà, si dovrebbe costruire la protezione del marchio in tutto il ciclo di vita del prodotto. Ad esempio, coordinare gli sforzi di registrazione dei marchi con gli sforzi di registrazione del nome di dominio per moltiplicare le difese del brand.
  10. Sincronizzare le strategie di protezione del marchio con le strategie aziendali. Man mano che i consumatori di tutto il mondo girano i canali digitali, i truffatori prendono atto di nuovi comportamenti e reagiscono di conseguenza. In risposta, è necessario espandere gli sforzi di tutela del marchio: bisogna quindi identificate i principali mercati geografici specifici, siti di aste, motori di ricerca e siti di social media. Definire poi una strategia di protezione del marchio scalabile in modo che l’azienda possa facilmente adattarsi e rispondere agli specifici canali per Paese.

MarkMonitor, società specializzata nella protezione dei marchi e parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters, utilizza un modello SaaS per fornire tecnologia avanzata e competenza in grado di tutelare il fatturato e la reputazione dei più famosi marchi a livello mondiale.

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