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Big Data 2013: per Gartner, + 30% sotto la spinta di dover interpretare i dati Web

Commenti su Facebook, tweet, bacheche di pinterest, post sui blog: algoritmi potenti permettono di estrarre informazioni dai Big Data, interpretando le informazioni del web e interfacciandole con i dati aziendali. beanTech prova a cavalcare l'onda portando in Italia una serie di strumenti finalizzare a colmare il gap.

Commenti su Facebook, tweet, bacheche di pinterest, post sui blog: una mole di dati immensa, che ogni minuto cresce e si arricchisce di informazioni potenzialmente di grande valore per le aziende. A patto, cioè, di saperle individuare, cogliere, intepretare. Ma soprattutto, di collegarle con i dati già presenti nei database aziendali. Dati che vanno poi elaborati in tempo reale, ma a quel punto capaci di produrre significativi aumenti di fatturati e profitti.

Sono queste le aspettative che stanno spingendo l'impiego di Big Data in contesti sempre più ampi, utilizzandone le nuove metodologie e strumenti che rendono possibile gestire in tempo reale grandi quantità di dati eterogenei e complessi. Tant'è che i Big Data sono stati indicati come uno dei temi “caldi” del 2013 da Gartner, che li ha posti al centro dell'attenzione del su annuale simposio, svoltosi a fine 2012 a Barcellona.

"Attualmente sono ancora poche le aziende in Italia ad aver colto la potenzialità dei Big Data, ma questo costituisce l'endemico ritardo del nostro mercato nel recepire le innovazioni tecnologiche, ritardo che tuttavia viene regolarmente colmato nel tempo. D'altronde, si tratta di un tema capace di fare la differenza nel business» è il commento di Fabiano Benedetti di beanTech, al ritorno dal simposio di Gartner.

"Per avere un'idea della mole di dati di cui stiamo parlando, basta considerare che se dovessimo memorizzare su dvd tutte le informazioni esistenti nell'universo digitale, impilandoli riusciremmo a coprire la distanza tra la terra e la luna e ritorno – continua il CEO di beanTech, Benedetti -. Non solo: i dati prodotti nel mondo crescono del 40% all’anno, mentre gli investimenti in IT aumentano solo del 5%. Anche per questo motivo, secondo Gartner, è fondamentale iniziare da subito ad affrontare il tema Big Data, che nel giro di 3-5 anni diventerà imprescindibile sia nel settore pubblico che privato».

Su raccolta, archiviazione e storage delle informazioni si giocherà il futuro delle aziende. Stando ad uno studio commissionato da Oracle, entro il 2017 il mercato globale dei Big Data sarà pari a 50 miliardi di dollari e solo negli Stati Uniti, oggi, la mancanza o la scarsa qualità dei dati ha un impatto a livello di costi pari a 600 miliardi di dollari, fino al 30% dei profitti lordi di ogni azienda.

Volumi di dati che sono destinati a crescere a dismisura: si prevede che nel 2020 i dati digitali aumenteranno di 40 volte rispetto a oggi, arrivando a un miliardo di terabytes. Circa un terzo di questi saranno gestiti dal cloud. Su scala mondiale, solo i dati inerenti le aziende raddoppiano ogni 1,2 anni.

Anche la varietà delle fonti dei dati è in crescita su scala mondiale. Ci sono:

  • gli Smartphone: 6.5 miliardi di dispositivi mobili;
  • i sistemi di navigazione: ogni volo di un Boeing genera quasi 250 terabytes di dati;
  • i Social Network: 175milioni di tweet al giorno e 2.5 miliardi di post su Facebook;
  • le ricerche su internet: solo su Google 34mila ricerche al secondo.

Senza trascurare, ad esempio, l'e-Commerce, con tanto di transazioni e sistemi di pagamento (i soli clienti di Walmart generano ben un milione di transazioni all’ora) o i video (su Youtube vengono caricate 48 ore di video al minuto).

Tutti dati complessi da gestire, anche perché non strutturati, quindi non elaborabili con le tradizionali tabelle fatte di righe e colonne dei Database relazionali. Da qui, la nascita e l'espansione delle nuove metodologie di archiviazione e interrogazione.

Cambiano anche i modelli d'uso dei dati. Nel nuovo scenario, "Non è più necessario salvare i dati sul proprio computer e poi elaborarli, come succedeva con l’approccio tradizionale." - spiega Benedetti, che aggiunge - "I Big Data consentono di estrarre solo ciò che serve, con vantaggi anche sull’archiviazione dei dati oltre che sui tempi di gestione".

Le applicazioni pratiche dei Big Data nelle aziende sono numerose, a iniziare dal marketing, che in tempo reale può sapere non solo cosa i clienti comprano, ma anche cosa pensano, e agire di conseguenza. Ci sono poi le PR che in tal modo possono monitorare la reputazione sul web della propria azienda e compararla con quella dei concorrenti, ma le possibilità di intervento diventano davvero senza limiti. Ad esempio, si può tenere sotto controllo il traffico stradale, o ottimizzare l’erogazione di risorse difficilmente accumulabili tipo l'energia elettrica, modulandone la produzione in funzione delle reali necessità. E ancora, nella sanità, perfezionare diagnosi e trattamenti avvalendosi di statistiche a livello globale e non locale. Nella selezione del personale, è possibile valorizzare skill e credibilità del candidato. Nella prevenzione del crimine si possono snellire le procedure incorporando dati da fonte diverse, mentre nel ramo finanziario una migliore analisi del rischio porta a prodotti su misura.

Fondata una decina di anni fa da Fabiano Benedetti e Massimiliano Anziutti, beanTech è un buon esempio dell'imprenditoria italiana che investe in innovazione: dalle sue sedi di Colloredo di Monte Albano (Udine) e Conegliano (Treviso), integrando le piattaforme di Business Intelligence di Microsoft con strumenti specializzati e sofisticate competenze realizzative è riuscita a porsi all'avanguardia proprio nell'uso e nell'elaborazione dei Big Data.

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