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La musica preferita? E' questione di situazioni e stati d'animo: lasciamo al Web in compito di interpretarli

Al Campus Mind the Bridge, di scena numerose start up italiane, fatte di giovani con grandi aspirazioni: alcune davvero originali...

Stereomood è forse autrice di una delle idee più originali tra le 15 finaliste dell'edizione 2011 del Campus di Mind The Bridge, la fondazione creata da Marco Marinucci, con il supporto del Corriere della Sera e di varie altre organizzazioni, che ha il compito di facilitare l'accesso alla Silicon Valley ed ai suoi Venture Capital da parte di Start Up italiane, creando un ponte ideal "the bridge" tra le due sponde dell'Oceano.

Ispirandosi all'Apps Shazam, capace di individuare il titolo di qualsiasi brano musicale ascoltandone anche solo poche note, i geniali creatori di Stereomood hanno cercato di abbinare gli stati emozionali, sentiti o cercati, alla scelta della sequenza musicale da proporre ai propri ascoltatori.

Stereomood opera infatti da aggregatore capace di proporre una nuova modalità d’ascolto della musica su Internet, non più basata su tassonomie legate a genere, artista o album, ma sugli stati d’animo e le attività che gli utenti provano nei vari momenti della propria giornata.

A questo risultato si arriva dopo una sofisticata opera di catalogazione della musica su base emozionale, amplificando le potenzialità del crowdsourcing con l’intelligenza artificiale. Una sfida certamente ambiziosa quanto concretamente realizzabile grazie a STEREORANK, l’algoritmo proprietario che stereomood ha creato per tracciare, raccogliere e aggregare i tag degli utenti in playlist basate sugli stati d’animo. E che gli ha già permesso di catalogare per “mood e activity” oltre 50.000 brani in più di 100 playlist, ascoltate ad oggi da 1 milione di visitatori unici al mese ed 300.000 utenti registrati in tutto il mondo.
Ed è proprio questa folta community a costituire la risorsa più autentica e importante di questo progetto.

Non solo perché è lei ad aver rappresentato, grazie al potere del passaparola e alla complicità dei social network, lo strumento di promozione esclusivo su cui si è costruita la popolarità del sito, ma anche perché proprio sulla sua psicologia, sulle sue inclinazioni e sui suoi gusti si basa l’esperienza sociale, oltre che musicale, che stereomood sta portando avanti in termini di crowdsourcing.

Perplessi? Provare per credere: stereomood.com

Nel complesso, il campus di Mind The Bridge,ha proposto una serie di iniziative di elevato livello, che nulla hanno da invidiare da quelle più blasonate di stampo americano, favorite invero da una maggiore facilità di accesso ai capitali di rischio e da mercati di base molto più grandi del nostro. Gap che proprio la fondazione sta meritoriamente cercando di colmare.

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