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Oracle contro Google: il processo slitta al 2012 e si divide in tre

La causa intentata da Oracle a Google per aver violato alcune licenze d'uso nella creazione di Android non si avrà alcuna risposta entro novembre, come ipotizzato inizialmente, ma darà seguito a tre diversi procedimenti consecutivi l'uno all'altro.

Nell'era Internet gli affari viaggiano alla velocità della luce, ma talvolta la realtà impone di tornare a ritmi più umani, sebbene non quelli assurdi della giustizia italiana. Così, le speranze di Oracle di veder soddisfatte entro Novembre le proprie richieste di indennizzo da parte di Google per aver usato in modo abusivo delle componenti sotto copyright di Sun dovranno aspettare il 2012.

Lo slittamento è dovuto in parte alla richiesta dei legali di Google formulata il 25 ottobre al giudice federale William Alsup di rispondere in modo specifico alle tre domande cruciali per determinare in modo oggettivo la legittimità - o meno - delle accuse mossegli da Oracle. In pratica, questo ha portato a rivedere la celebrazione del processo, che è così stato ripartito in tre fasi:

> Fase uno. Legittimità nelle pretese di tutela dei diritti di Copyright da parte di Oracle su tutte le componenti implicate nelle richieste.

> Fase due. Chiariti tutti gli elementi della fase uno e presupponendo che le richieste vengano giudicate legittime, legittimità sulla tutela dei brevetti reclamati da Oracle. Solo dopo che sarà stata emessa la sentenza anche su questo capitolo, si potrà passare alla sucessiva fase 3.

> Fase tre. Si dovranno dimostrare oggettivamente le violazioni segnalate, valorizzandone i relativi danni e la volonarietà della loro provocazione. Le due aziende avranno quindi tempo fino al 18 novembre per criticare, ed eventualmente opporsi a questo programma.

In pratica, la causa scaturisce da quello che Oracle considera un uso abusivo da parte di Google per il suo Android di alcune componenti Java, i cui diritti erano di Sun Microsystems, poi acqusita dalla stessa Oracle. Nel corso del tentativo di conciliazione, è però emerso che da parte di Oracle mancavano dei riferimenti precisi sulle componenti contestate, rendendo le valutazioni meno semplici di quanto sembrasse all'inizio.

In compenso, è risultata chiarissima la richiesta di indennizzo da parte di Oracle valutata 1.16 miliardi di dollari!

L'esito finale della causa è ancora molto incerto, ma ciò che appare oggi è che il ritardo del procedimento favorisce indubbiamente Google, visto che nel frattempo può sempre continuare a commercializzare Android così com'è e nel mentre sostituirne le parti in contestazione.

Il clima tra i grossi Vendor IT è comunque sempre più arroventato!!!

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