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SAP aggiunge ai propri 2.500 Apple iPad, Blackberry e Android

Dopo aver adottato 2.500 iPad per la gestione di vari servizi, il CIO di SAP ha annnciato che nel corso del 2011 continuerà su questa linea, puntando anche sui Blackberry Playbooks e sulle nuove unità basate su Android

Già distintasi per esser tra i primi e più convinti sostenitori dell'Apple iPad come abituale strumento di lavoro - attualmente ne sono stati messi in esercizio ben 2.500 - per voce del suo CIO Oliver Bussmann SAP ha dichiarato di ritenersi estremamente soddisfatta di questa scelta, al punto di estenderla anche a nuove apparecchiature mobili quali i Blackberry Playbook e gli appartati basati su Android.

iPad in SAP

A tale scopo è stata rivista l'infrastruttura IT dell'azienda, che nei piani 2011 verrà resa assolutamente indifferente agli apparati che vengono utilizzati per fruirne dei servizi.

Avviato il progetto su una combinazione tra un ridotto numero di servizi aperti essenzialmente all'iPad, in prospettiva si punta ad aprire tutti i servizi erogati agli utenti a qualsiasi genere di unità da essi usata per accedervi. Si tratta in ogni caso di un percorso progressivo, che pone al suo centro la necessità di garantire i dovuti controlli di sicurezza, le prestazioni e l'affidabilità indispensabili per il corretto funzionamento dell'azienda, ma nel contempo di consentire agli utenti di maturarne l'impiego e determinarne i nuovi requisiti.

Si tratta di un fenomeno che probabilmente interesserà un crescente numero di CIO nel corto del 2011, fenomento che SAP ha deciso di cavalcare sin dall'inizio in modo da poter anticipare le esigenze funzionali dei propri clienti, mano a mano che questi ultimi cominceranno a percepirle.

Un punto nodale già emerso gravita attorno alla necessità di gestire centralmente i controlli delle prestazioni e della sicurezza, considerando i servizi nel loro insieme e le apparecchiature come entità astratte, indipendenti dai loro sistemi operativi e dalla loro tipologia, visto che le unità periferiche di accesso - che ormai hanno cicli di sostituzione che oscillano tra i 6 ed i 12 mesi - possono cambiare anche molto rapidamente nel tempo, ed in modo del tutto incontrollabile dall'azienda.

In tutto ciò, l'importanza di gestire i contenuti - così come i servizi - assume un ruolo cardine, attorno al quale andranno riviste le infrastrutture IT ed i loro sistemi di controllo. I primi servizi aperti alle nuove apparecchiature sono stati la posta elettronica, le agende condivise, la Directory aziendale, tutte accedibili via VPN (Virtual Private Network). I passi successivi puntano su alcune funzioni di Business Intelligence e quelle di supporto alle vendite, sfruttando anche le nuove capacità di elaborazione di grandi quantità di dati, integralmente "in memory".

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