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Secondo uno studio di Standish Group, i progetti di Application Modernization hanno un'alta probabilità di successo e ROI elevati

Da una recente ricerca di Standish Group è emerso che i progetti di modernizzazione delle applicazioni hanno un’elevata probabilità di essere terminati per tempo, rispettando i budget prefissati.

Il nuovo report, Modernization: Clearing a Pathway to Success, offre un confronto oggettivo di quelli che sono i costi, i rischi e il ROI associati alla riscrittura, all’acquisto di un pacchetto e alla modernizzazione di un particolare applicazione per l’elaborazione degli ordini.

Dallo studio emerge che la modernizzazione delle applicazioni ha registrato la più alta percentuale (53%) di probabilità di essere completata in tempo, rimanendo all'interno dei budget assegnati e rispettando in pieno le caratteristiche richieste. Questo paragonato a un tasso di successo pari al 30% per sostituire l’applicazione di elaborazione degli ordini utilizzando pacchetti commerciali industrializzati (COTS), e solo il 4% di successo per riscrivere l’applicazione da zero, adottando i più recenti strumenti e tecniche.

Peter Gadd, VP Modernization, Micro Focus: “Il report offre una visione attendibile delle sfide e dei fattori di successo che è necessario prendere in considerazione quando si desidera avviare progetti IT di modernizzazione determinanti per il business. I risultati della ricerca confermano quanto molti CIO affermano: modernizzare applicazioni IT mission-critical è spesso l’approccio meno rischioso che offre ritorni molto più vantaggiosi e in tempi brevi rispetto alle altre possibili alternative. E poiché due progetti non sono mai uno uguale all’altro, è importante che i CIO, che si trovano a valutare il miglior approccio per le proprie applicazioni mission-critical, analizzino i dati di tale ricerca che include informazioni che potrebbero essere d’aiuto nella scelta di quale opzione sia la migliore per il business dell’organizzazione.”

Jim Crear, direttore di The Standish Group: “Fin dai primi anni ‘90 studiamo lo sviluppo e la gestione delle applicazioni. Sia che si stia sviluppando un’applicazione da zero o si stia personalizzando un pacchetto software o modernizzando un’applicazione esistente, tutte le diverse possibilità hanno caratteristiche proprie e pongono sfide diverse che devono essere analizzate. I progetti di modernizzazione sono pre-ottimizzati, non richiedono cambiamenti a livello dei processi e poca formazione; per tali motivi sono la strada migliore per le applicazioni mission-critical. Si otterrà la stessa applicazione che si aveva prima dell’avvio del progetto, ma su una piattaforma più flessibile e meno costosa, facilitando in futuro i margini di miglioramento di cui l’organizzazione potrà beneficiare.

Wikileaks è la prova tangibile dei danni che possono creare i dipendenti scontenti della propria azienda

Wikileaks sta facendo tremare il mondo, provocando serie riflessioni sull'importanza della sicurezza informatica. Pare infatti che i dati pubblicati dal sito siano stati facilmente trafugati da un dipendente infedele, che li avrebbe salvati su semplici CdRom.

“ E’ la dimostrazione di una delle tesi che da sempre sosteniamo: la vera “falla” della sicurezza informatica , prima ancora che i sistemi, è la persona, il dipendente, che volontariamente o meno apre la porta ai pirati. Oppure che, come in questo caso, deliberatamente li copia per farne un uso improprio. – ha dichiarato Mirko Gatto, dell’Osservatorio Nazionale per la Sicurezza Informatica – Da un sondaggio da noi fatto realizzare appositamente, emerge che il 97% del campione è certo che i dipendenti non salvino i dati dell’azienda senza autorizzazione. Ma i dati dimostrano invece che si tratta di un fenomeno ben più diffuso: il 5% delle aziende che sono state colpite da attacchi informatici hanno scoperto che il danno deriva o da un uso fraudolento dei dati da parte di dipendenti o collaboratori o da disattenzione “colposa”.

Addirittura il 100% delle aziende che non hanno nessun sistema di prevenzione del fenomeno del download non autorizzato dichiara che non se ne preoccupa perché “ha fiducia nei dipendenti.

“ La fiducia è una bella cosa, indispensabile in una azienda. Ma se i dipendenti o i collaboratori sono numerosi, ecco che affidarsi solo all’onestà ed alla buona fede non è sufficiente. Se poi in questo periodo di crisi il dipendente tema un licenziamento, oppure ha motivi di risentimento verso l’azienda a causa di ritardi di pagamento o per ricorsi a cassa integrazione…”

Il 17% delle aziende colpite dichiara che il danno è stato elevato.

“ Se persino il Governo degli Stati Uniti è stato colpito immaginiamo cosa potrebbe succedere ad una azienda, in particolare se fossero piratati dati sulla ricerca e l’innovazione, sulle strategie aziendali o il settore commerciale, con i dati dei clienti attuali, di quelli passati e di quelli potenziali. – ha continuato Gatto – Si tratta di costruire una cultura imprenditoriale di maggiore consapevolezza. Pensare per tempo a sistemi di sicurezza che permettano di evitare download non autorizzati costa poco e permette di evitare danni che potrebbero essere notevoli. Dovrebbero pensarci anche dalle parti di Washington..”.

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