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Cloud Computing: I responsabili IT ne prevedono una massiccia adozione sia in ambito pubblico che privato

 I dati dell'indagine di InsightExpress: Virtualizzazione dei Server e Unified Fabric Data Center sono in cima ai trend IT a livello globale

 L'indagine condotta a livello mondiale da InsightExpress per conto di Cisco ha evidenziato il ruolo crescente della rete nei Data Center, così come la sicurezza e l’importanza dell’accesso mobile alle informazioni.

I dati, raccolti nel Report "The Cisco Connected World" sono focalizzati sui trend relativi a Data Center e virtualizzazione i relazione al Cloud Computing e sull’evoluzione dei ruoli nelle Direzioni IT, in un contesto di crescente mobilità e delocalizzazione.

Lo studio sottolinea che per i professionisti IT si stanno aprendo nuove opportunità di lavoro in relazione alle nuove prospettive di collaborazione tra i vari team nei Data Center e all'adozione di nuove tecnologie quali la virtualizzazione.

Due settori in forte tensione sono anche quelli della sicurezza e della Governance dei dati, dal momento che risulterà assicurare maggiori possibilità di accesso dall'esterno delle reti controllate direttamente dalle aziende.

Nei 13 paesi presi in esame dallo studio, il 52% dei professionisti IT ha dichiarato di utilizzare o prevede di utilizzare il cloud computing già nel prossimo futuro.

I livelli più elevati di adozione del cloud sono previsti in India (76%), Brasile (70%) e Cina (69%) mentre l’Italia rimane vicina al valore medio con il 51%.

Globalmente, gli intervistati hanno espresso una valutazione sulle priorità in ambito data center per i prossimi tre anni: migliorare l'agilità e la velocità nella distribuzione delle applicazioni business (32%), gestire meglio l’utilizzo delle risorse per allineare necessità e risorse disponibili (31%), aumento della resilienza dei data center (19%), e riduzione dei costi di alimentazione e raffreddamento (17%).

Nel nostro Paese le prime due priorità espresse sono le stesse con valori che non si discostano dalla media degli altri paesi (33% per entrambe), mentre la terza e la quarta sono invertite, laddove in Italia si dà maggiore peso alla riduzione dei costi di alimentazione e raffreddamento (21%) piuttosto che all’aumento della resilienza dei data center (13%). Stanno tuttavia crescendo le preoccupazioni su come gestire nel mondo del lavoro l'uso i Social Media, la proliferazione degli apparati di accesso alle reti ed ai dati e la crescente mobilità del personale.

I risultati principali della ricerca:

Tendenze nel cloud computing

  • Utilizzo attuale del Cloud: tra i 13 paesi presi in esame dalla ricerca, in media solo il 18% degli intervistati sta utilizzando attualmente soluzioni di cloud computing, mentre un ulteriore 34% prevede di utilizzarlo in futuro (in Italia lo utilizza il 17% e prevede di utilizzarlo il 34%). 
  • Principali utilizzatori del cloud: Brasile (27%), Germania (27%), India (26%), Stati Uniti (23%) e Messico (22%) sono i paesi che in maggior misura stanno già usufruendo dei vantaggi del cloud computing, al di sopra della media del 18% di tutti i paesi coinvolti nella ricerca.
  • Utilizzo previsto del cloud: un’ampia maggioranza (88%) degli intervistati IT prevede che entro i prossimi tre anni una certa percentuale di dati e applicazioni della propria saranno archiviati su cloud pubblici o privati (in Italia il 96%).
  • Cloud privati: un professionista informatico su 3 ha dichiarato che entro i prossimi tre anni oltre la metà dei dati e applicazioni aziendali saranno archiviati su cloud privati. La previsione di adozione dei cloud privati è più alta in Messico (71%), Brasile (53%) e Stati Uniti (46%.), mentre in Italia il dato si ferma al 27%.
  • Tempistiche di adozione dei cloud pubblici: tra gli intervistati intenzionati ad utilizzare cloud pubblici, uno su tre (34%) prevede di adottarli entro un anno, il 44% ha previsto cha la propria azienda li utilizzerà entro i prossimi due anni; mentre il 21% prevede di farlo entro due-tre anni. Il 43% di intervistati italiani prevede l’utilizzo di cloud pubblici entro un anno, il 38% entro due e il 18% entro tre.

Tendenze nella virtualizzazione

  • La virtualizzazione dei server non è ancora diffusa negli ambienti di produzione e non. Solo il 29% degli intervistati a livello globale ha più della metà dei propri server di produzione virtualizzati, e solo il 28% ha virtualizzato più della metà dei server di ambienti di non produzione.
  • Principali motivazioni dell’adozione della virtualizzazione: il personale IT ha fatto riferimento all’aumento della velocità di cambiamento dell’ambiente informatico (30%, in Italia il 27%) come ragione principale per l’adozione della virtualizzazione, seguita dalla possibilità di ottimizzare le risorse e ridurre i costi (24%, in Italia il 23%) e da una più veloce distribuzione delle applicazioni (18% anche in Italia).
  • Fattori che frenano la virtualizzazione: tra i principali ostacoli all’adozione di sistemi di virtualizzazione ci sono la sicurezza (20%), le preoccupazioni riguardo alla stabilità (18%), le difficoltà nella creazione dei processi operativi in un ambiente virtualizzato (16%) e la gestione(16%).
  • Crescita della virtualizzazione: il quadro cambia se guardiamo ai prossimi tre anni. Quasi la metà degli intervistati IT (46% a livello globale, il 40% in Italia) prevede che tra il 50% e il 100% dei propri server degli ambienti di produzione saranno virtualizzati.
  • I professionisti IT intravvedono grandi risparmi grazie alla virtualizzazione: due intervistati su cinque (40% a livello globale, 36% in Italia) prevedono una riduzione dei costi tra il 25 e il 49%, e un ulteriore 30% (32% nel nostro Paese) prevede di risparmiare fino al 24%.

Tendenze, preoccupazioni, priorità nei Data Center

Le principali preoccupazioni sul data center: i responsabili informatici ritengono che le principali preoccupazioni legate al data center siano  sicurezza, prestazioni, affidabilità e budget per la manutenzione e la gestione. 

Principali tecnologie e tendenze: Globalmente, un IT manager su tre considera che l’accesso mobile alle informazioni sia la tendenza che impatta maggiormente sul data center, in particolar modo in China (47%), Brasile (40%) e Germania (39%), mentre in Italia sono uno su quattro (25%). Seguono la virtualizzazione (32% a livello globale, 19% per l’Italia), l’unified fabric data center (29% globalmente, 16% nel nostro Paese), la virtualizzazione desktop (globalmente 27% e 23% in Italia) e il cloud computing (27% a livello globale e 13% in Italia).

Trend business che avranno maggiore impatto sui data centers: è stato chiesto ai responsabili IT di indicare le tendenze di business che avranno maggiore impatto sui propri datacenter nei prossimi tre anni.

Due su cinque (40% a livello globale e 27% in Italia) hanno dichiarato che nei prossimi tre anni la principale tendenza business sarà l’aumento di applicazioni e dati, seguiti da vicino da sicurezza e risk management (39%) e dalla riduzione dei costi (34%). In cima alla lista anche il supporto per impiegati sempre più distribuiti localmente in mobile o remoto, e un maggiore utilizzo delle tecnologie video e di collaborazione.

I manager IT italiani concordano che la principale tendenza business per il data center sarà l’aumento di applicazioni e dati (27%), mentre al secondo posto (26%) la mobilità dei dipendenti e al terzo (25%) la necessità di contenere le spese e ridurre i costi.

  • Ruolo della rete: Circa sette intervistati su dieci tra i responsabili IT (69%) prevede che crescerà l’importanza della rete per la sua posizione centrale nel data center e la sua capacità di unire e gestire le risorse.
  • Principali priorità nel data center: globalmente, le principali priorità nel data center nei prossimi tre anni sono aumentare l’agilità e la velocità nello sviluppo delle applicazioni business (32%, il 33% in Italia), gestire meglio l’utilizzo delle risorse per allineare necessità e risorse disponibili (31%, 33% in Italia), aumentare la resilienza dei data center (19%, mentre in Italia il 13%), e ridurre i costi di alimentazione e raffreddamento (17%, 21% in Italia).
  • Strategia prioritaria per il data center: più di un intervistato su 4 tra i responsabili IT (28% globalmente) hanno sostenuto che la strategia prioritaria nel loro data center è realizzare un unified fabric data center per unificare il traffico storage e dati LAN (local area network), al secondo posto  segnalano la virtualizzazione del data center 23% seguita dal cloud computing (18%), unified computing (17%) e dalla virtualizzazione dei desktop (13%). In Italia il 30% concorda sul fatto che al vertice delle strategie da implementare è la unified fabric data center, seguono al secondo e terzo posto con il 22% l’unified computing e la virtualizzazione del data center seguiti dal cloud computing (13%).
  • Unified computing: anche se si tratta di una tecnologia molto nuova, uno su cinque responsabili IT intervistati (19%) ha già effettuato test in questo ambito o l’ha già adottato stabilmente, mentre un ulteriore 41% prevede di testare o adottare soluzioni di unified computing entro i prossimi 12 mesi.
  • Media del numero dei server nei data center: i responsabili IT hanno indicato che le loro aziende utilizzano in media 14 server.
  • Opportunità di carriera nei Data Center: nuovi ruoli professionali e collaborazione all’interno dei team
  • Principali benefici per il modo del lavoro: la tendenza verso un’infrastruttura unificata dei data center ha favorito una maggiore collaborazione tra i team IT precedentemente separati e dato vita a nuovi programmi di formazione, nuove certificazioni e nuovi ruoli e posizioni professionali.
  • Opportunità di carriera nell’informatica: circa il 50% dei professionisti nell’informatica intervistati prevede che entro i prossimi tre anni si creeranno nuove opportunità di carriera IT a seguito di attività di formazione congiunte e della collaborazione tra team precedentemente separati. Più di un quarto (27% a livello globale, in Italia il 22%) ritiene che l’efficienza migliorata sia la ragione della migliore collaborazione tra i team, e il 25% (31% nel nostro paese) ritiene che l'impiego di nuove tecnologie richieda una più stretta integrazione dei team IT.
  • Crescita professionale: i paesi che prevedono il maggior sviluppo di nuove carriere a causa di formazione congiunta e collaborazione sono India (59%), Cina (56%), Spagna (53%) e Messico (53%). L’Italia con il 49% supera di poco il valore medio che si assesta al 48%.
  • Opportunità di carriera: a livello globale, il 43% (il 36% in Italia) prevede la creazione di nuove opportunità di carriera a seguito dei più recenti programmi di formazione e certificazione per i responsabili di data center. Questo è stato il caso soprattutto di Cina (64%) e Stati Uniti (52%). Complessivamente, il 41% (in Italia il 35%) considera che nuove opportunità di carriera si apriranno per i ruoli di data center architect e responsabile data center; una tendenza molto forte in Cina (75 %) e India (51%).

Lo Studio

Lo studio è stato commissionato da Cisco e condotto da InsightExpress, una società di ricerca con sede negli Stati Uniti. Cisco ha commissionato tale studio per comprendere le sfide attuali che le aziende devono affrontare per soddisfare le esigenze di business e dei propri dipendenti a fronte della disponibilità crescente di funzionalità di mobility, dei rischi alla sicurezza e delle tecnologie in grado di fornire più diffusamente le applicazioni e le informazioni – dai data center virtualizzati e il cloud computing alle reti cablate e wireless tradizionali.

Lo studio globale è organizzato in due parti – la prima incentrata sui dipendenti e l’altra sui professionisti IT. Ciascuna parte di ricerca include il parere di 100 intervistati in 13 Paesi, per un totale di 2.600 persone.

I 13 paesi inclusi nella ricerca sono Stati Uniti, Messico, Brasile, Inghilterra, Francia. Spagna, Germania, Italia, Russia, India, China, Giappone e Australia.

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