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Smart Working: da non si può fare, a priorità. Il bando della Regione Lombardia

4,5 milioni a fondo perduto per l'attivazione nelle imprese lombarde di modelli di Smart Working che da subito aiuta a superare i blocchi al lavoro intodotti a causa del Corona Virus, ma che migliora per sempre produttività e benessere dei lavoratori.

Smart Working Bando Regione LombardiaDi Smart Working si parla da anni, in associazione alla Digital Transformation o anche molto più semplicemente per semplificare e rendere più rapide le attività di ogni genere di lavoratore, dalla grande impresa al singolo artigiano.

Ormai da anni qualsiasi idraulico, vetraio, manutentore usa il proprio Smart Phone come agenda digitale, segreteria per appuntamenti, strumento di organizzazionne del proprio lavoro. Una realtà inarrestabile che solo in alcuni casi trova poi complemento sull'uso di un Personal Computer, ma che nella totalità combina l'accesso a Internet, con la capacità di scattare fotografie e la disponibilità di APP più o meno specializzate. Smart Working? Direi una sorta di: questi artigiani hanno trovato un enorme ausilio nel proprio lavoro, che in ogni caso è incentrato su interventi in loco e l'uso delle mani, dall'impiego dei telefonini cellulari e dal bagaglio di funzioni che mettono a loro disposizione.

Problemi di formazione, di sicurezza, di contrattualistica o sindacali? Forse, ma sempre in qualche modo superati grazie alla buona volontà e all'enorme convenienza tratta dall'impiego intelligente di questi device.

E allora, perché lo Smart Working non si è diffuso su larga scala in tutte le imprese più strutturate, specialmente in quelle nelle quali il lavoro di ufficio rappresenta quasi il 100% delle attività?  Probabilmente, questo è imputabile ad una combinazione tra pigrizia imprenditoriale (o timore di dover investire ingenti somme e nel contempo di perdere il controllo delle attività svolte dai propri collaboratori?), timore per la sicurezza, ostacoli generati da rigide politiche sindacali, ritrosia da parte di molti lavoratori di accettare cambiamenti che potrebbero mettere in discussione le posizioni di potere e gli equilibri raggiunti, senza trarne benefici personali. Che tristezza!

La spinta del Corona Virus, il Covid-19

Improvvisamente, lo Smart Working è divenuto la priorità per ogni genere di impresa e persino per almeno una parte della Pubblica Amministrazione: una violentissima risposta al "Reddito di Cittadinanza" che spinge le persone a percepire delle regalie di denaro per stare sul proprio divano di casa, data prima di ogni altro dalla Lombardia. All'obbligo di rimanere a casa per ridurre il diffondersi del Corona Virus (nome ufficiale Covid-19) con il rischio di veder svanire il proprio apparato produttivo, la reazione positiva di un gran numero di imprese è stata adottare lo Smart Working ovunque possibile.

Di fatto, per lo Smart Working tutte le tecnologie sono disponibili da tempo, tant'è che è ormai prassi consolidata tra varie multinazionali, a cominciare dalla più tecnologiche tipo Microsoft e IBM, che da tale modello operativo hanno tratto benefici in termini di miglioramento della produttività e della qualità della vita dei propri collaboratori, oltre che concrete riduzioni dei costi per sedi di lavoro, trasferte, riunioni e via dicendo.

Certo, per l'introduzione dello Smart Working servono alcune tecnologie di interconnessione e per la gestione della collaborazione, ma i problemi maggiori non solo certo questi: le tecnologie hanno un costo risibile, mentre l'impostazione di nuovi processi, la formazione, la sicurezza e soprattutto i vincoli sindacali possono costituire i veri ostacoli da superare. L'improvvisa svolta impressa dalle aziende al loro operare abituale per evitare di bloccare le proprie attività, con il rischio di trovarsi fuori mercato alla fine della crisi sanitaria dimostra che la cosa è meno complessa di quanto per anni si è voluto credere. Una mentalità molto diversa dall'arrendersi sperando in fantomatici supporti economici che dovrebbero arrivare da uno Stato estremamente indebitato che con tutta la buona volontà dei suoi amministratori non potrà certo sostenere migliaia di imprese e milioni di lavoratori che hanno perso le proprie attività.

Da Regione Lombardia 4,5 milioni a fondo perduto per le imprese che investono in Smart Working

Per facilitare le imprese lombarde nell'adozione dello Smart Working, utilizzando parte delle risorse del Por Fse 2014-2020 (Asse Prioritario I - Occupazione - Azione 8.6.1), la Regione Lombardia ha pubblicato un Bando che finanzia a fondo perduto attraverso l'emissione di appositi voucher a favore di aziende iscritte alla Camera di Commercio o in possesso di partita Iva, con almeno 3 dipendenti.

Tra gli investimenti contemplati nel Bando rientrano i servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione dello Smart Working nelle aziende, nonché l’acquisto dei relativi strumenti tecnologici. Chiaro che la decisione va letta in connessine ai vari decreti di chiusura delle attività, con l'obbligo di permanenza a casa dei lavoratori, ma in realtà lo smart working apre a nuovi modelli organizzativi che danno maggiore flessibilità e produttività per quanto riguarda il luogo e i tempi di lavoro. Ancor di più, migliora il benessere dei lavoratori.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 2 aprile 2020 fino al 15 dicembre 2021. La domanda di finanziamento al bando dovrà essere presentata, pena la non ammissibilità, dal soggetto beneficiario dell’agevolazione obbligatoriamente in forma telematica, per mezzo del Sistema Informativo Bandi online disponibile all’indirizzo: www.bandi.servizirl.it.

Smart Working: i maggiori benefici per le donne, ma non solo

I benefici introdotto dallo Smart Working sono innumerevoli e facilmente intuibili: meno spostamenti casa-lavoro e viceversa, minore necessità di trasferte, maggior flessibilità di oriario e di coniugazione tra i propri impegni familiari e lavorativi... ci sono, ovviamente, alcuni limiti: al di là della disponibilità degli strumenti e delle connessioni-dati, che possono esser fornite dalle aziende, servono un luogo confortevole e la possibilità di spazi confortevoli dove operare senza esser interrotti o distratti. Cosa non sempre alla portata di tutti, specie se si hanno abitazioni di dimensioni ridotte e nuclei familiari di grandi dimensioni. Per costoro, infatti, l'ufficio può rappresentare una sorta di isola felice, oltre alla possobilità di socializzare con i colleghi - per non dire altro... - ma in linea generale i miglioramenti nella qualità della vita superano di gran lunga i problemi che si devono affrontare.

Organizzativamente, occorre inoltre esser capaci di strutturare la propria vita in spazi bene definiti: il lavoro, gli hobby, le faccende domestiche vanno ripartite in momenti ben definiti per non disperdersi in tutte le attività, cosa che inevitabilmente si affronta all'inizio del nuovo modello di lavoro.

Lo Smart Working costituisce un'ancora di salvezza in varie circostanze, alcune delle quali si sono presentate in tutta la loro drammaticità proprio in concomitanza alla crisi indotta dal Corona Virus. Ad esempio, come gestire i figli con la chiusura delle scuole? Il problema è sempre presente ogni estate e in corrispondenza dei canonici periodi di vacanza, ma la chiusura imposta tra Marzo e Aprile è arrivvata improvvisa e il modo migliore per fronteggiarla è proprio lo Smart Working, anche a causa dell'obbligo di dover rimanere a casa e di non poter scaricare il problema su nonni o baby sitter a loro volta precettati nei propri domicilii. La soluzione di questo problema potrà quindi avere effetti permanenti e non solo limitati a questa contingenza! 

TeamViewer, un esempio di soluzione pratica e facilmente attivabile

A dimostrazione che la tecnologia necessaria ad attivare lo Smart Working è già disponibile da tempo e facilmente attivabile, prendiamo come esempio TeamViewer Remote Access, una soluzione progettata per le piccole aziende e offerta ad un costo contenuto. Per le imprese di maggiori dimensioni c'è invece TeamViewer Tensor, una piattaforma SaaS aziendale che gestisce in modo sicuro gli accessi remoti ai sistemi dell'azienda, l’assistenza, il controllo e la collaborazione online. Il tutto senza dover attivare una VPN (Rete Virtuale Privata) che non è sempre possibile avere usando connessioni Wi-Fi pubbliche. Già attivi su oltre 2 miliardi di dispositivi, questi strumenti sono stati sviluppati dalla TeamViewer, azienda tedesca fondata nel 2005, che oggi conta circa 800 dipendenti in Europa, Stati Uniti e in Asia.

TeamViewer permette di gestire la collaborazione tra i diversi dipendenti aziendali ovunque essi siano, consente di partecipare a videochiamate e chat private, garantendone la sicurezza e la privacy attraverso la crittografia end-to-end delle comunicazioni, della trasmissione dei documenti e dei dati. Per l'accesso si possono attivare diversi livelli di controllo, con anche due livelli di autenticazione.

TeamViewer consente di lavorare con la gran parte dei sistemi operativi (Windows, macOS, Linux, Chrome OS o Android) e si può attivare in modo estremamente rapido, semplice e con un brevissimo percorso di formazione per i suoi utenti.

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