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Avremo una H e una P: addio HP

E' ufficiale: dopo molti pettegolezzi, discussioni e ripensamenti, Meg Whitman spezza in due la gloriosa Hewlett-Packard, tenendosi la parte Enterprise e lasciando PC e Stampanti a Dion Weisler

HP-BrokenOrmai, sembra che il dado sia tratto: Meg Whitman, CEO di HP, ha deciso che è meglio se il numero uno dei Vendor IT si spezza in due, dando così vita alla Hewlett-Packard Enterprise, e alla HP Inc. nella quale confluiscono le Divisioni PC e Stampanti. Una strategia per certi versi opposta a quella scelta a suo tempo da Louis Vincent Gerstner per IBM che in qualità di suo CEO ne vide nel rilancio di IBM - poi perfettamente riuscito - proprio l'unitarietà dell'impresa. Impresa che successivamente si è focalizzata su software e servizi, arrivando quindi alla cessione della Divisione PC a Lenovo.

Per Meg, che ha deciso di condurre personalmente la Enterprise, lasciando a Dion Weisler la responsabilità di HP Inc., la scelta appare più forzata da necessità finanziarie ed economiche che non da una svolta strategica, ma d'altronde la pressione degli investitori e alcuni insuccessi recenti avevano reso improrogabile l'assunzione di un drastico cambio di rotta, cosa avvenuta proprio all'inizio di questo ottobre 2014.

Molto interessante considerare che l'attuale logo resterà in eredità della compagnia di PC e Stampanti, mentre per l'altra ex-divisione ci si aspetta un rilancio che parte proprio dalla creazione di un nuovo marchio, collegato al passato, ma proiettato nel futuro.

La gestazione dell'operazione sarà comunque complessa, visto che è previsto si concluda nel prossimo ottobre 2015, con una ripartizione proporzionale delle azioni agli attuali investitori.

HP Fagocitatrice di imprese

Anni fa, a corollario del marchio HP c'era la parola "Invent". E da tutti, la società californiata era considerata come una fucina di innovazioni e sviluppo tecnologico. Vocazione che a un certo punto della sua storia si è drasticamente interrotta, dando vita ad un'incredibile serie di acquisizioni, molte delle quali non hanno dato i frutti sperati. Ne ricordiamo solo alcune, quelle con i marchi più famosi: nell'Hardware Compaq, 3Com , 3PAR, Palm, Neoware; nel Software Bluestone Software, Peregrine Systems, Mercury Interactive, Baltimore Technologies, Phoenix Technologies, ArcSight, Vertica Systems, Autonomy; nei Servizi Procter & Gamble IT, Ericsson IT, ManageOne, Atos Origin Middle East, Electronic Data Systems - EDS.

Acquisizioni che non sempre erano parte di una strategia precisa, ma condizionate dai numerosi avvicendamenti ai vertici dell'impresa e dai conseguenti repentini cambi di direzione. In parallelo, infatti, sono stati annunciati nuovi prodotti, talvolta ritirati prima ancora di esser portati sul mercato, o presentate scelte e alleanze importanti mai andate a buon fine.

Ora, la decisione sembra irreversibile, sebbene non sia detta ancora l'ultima parola: l'anima vocata all'innovazione di una certa parte dell'impresa fa a pugni con il taglio molto più commerciale e governato con cipiglio finanziario da un'altra parte del lotto di azionisti, ma i dati calanti in termini di profitti e volumi di vendita sembra abbiano impresso un'accelerazione nelle scelte. Vedremo quindi come andrà a finire, ma con questa mossa un altro dei grandi Player storici dell'informatica mondiale sembra giunto alla stretta finale.

Auguri!

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