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Gli Emoji, i geroglifici dell'era moderna, superano le barriere linguistiche

La nuova edizione del report Emoji Trend Report rilasciato da Adobe evidenzia il contributo che i nuovi simboli espressivi danno alla comunicazione, accelerandone la lettura e la comprensione

La nuova edizione dell’Emoji Trend Report, parte dello studio “The Future of Creativity” di Adobe, analizzando il ruolo cruciale e gli effetti degli emoji nella comunicazione digitale sottolinea che per il 91% degli utenti gli emoji facilitano l’espressione individuale, mentre per il 71% favoriscono l'avvio un dialogo positivo su contenuti di carattere culturale e sociale. La maggioranza degli intervistati è inoltre d’accordo sul fatto che si dovrebbero studiare emoji ancora più rappresentativi ai fini dell’inclusione (82%), come conferma quanto annunciato da Unicode 15.0 che introdurrà nuovi emoji tra cui le maracas, il flauto, il khanda, il pettine afro, il cuore rosa e il ventaglio.

In sintesi, gli emoji creano connessioni che superano le barriere linguistiche (92%), facilitano l’espressione (91%), promuovono l’empatia (88%) e dovrebbero puntare a diventare ancor più rappresentativi e inclusivi (83%).

Stilando una classifica d'uso e di popolarità degli emoji, in testa si posizionano quelli che esprimono reazioni positive: 

? (#1), ? (#2),  ?  (#3),  ❤ (#4),  ?  (#5).

Per contro, quelli meno apprezzati sono quelli che manifestano reazioni negative:

? (#1),  ? (#2),  ? (#3).

Spesso, gli emoji vengono usati in coppia, ma in prevalenza per rafforzare reazioni e sentimenti positivi:

?? (#1),  ? ❤ (#2),  ?? (#3).

Tra gli insight della ricerca, emerge che gli emoji possono anche avere un significato diverso da quello che gli utenti si aspettano e sono in continuo cambiamento. In particolare, gli emoji che danno luogo ai maggiori fraintendimenti ci sono ? (#1),  ? (#2),  ? (#3). A tal proposito, la Generazione Z è quella più propensa a utilizzare gli emoji con un significato diverso da quello effettivo (70% Gen. Z vs. 60% Millennial, 33% Gen. X e 27% Boomer). Questo perché anche l'impiego degli emoji richiede un certo studio e un costante aggiornamento che non tutti fanno con regolarità. . Solo il 78% degli utenti dichiara di essere aggiornato sul significato degli emoji, letterale e non, percentuale che sale al 93% tra i membri della GenZ e scende al 63% tra i boomer.

Fidanzamenti favoriti dal corretto uso degli emoji

Le faccine sono elementi imprescindibili anche nella cultura del dating. Amore, felicità e tristezza sono infatti le prime tre emozioni che gli utenti in tutto il mondo esprimono con gli emoji, rispettivamente dal 73%, 71% e 61% della popolazione. Nel corteggiamento o dopo un appuntamento, con questi emoji o la va o la spacca:

? (#1),  ?  (#2),  ?  (#3) rendono chi le invia più piacevole, mentre  ?  (#1),  ?  (#2),  ?   (#3) lo rendono invece meno gradevole.

Il 71% degli utilizzatori invia gli emoji nelle conversazioni con persone con cui vorrebbe flirtare o iniziare a frequentare. Addirittura, il 34% degli intervistati appartenenti alla Generazione Z si dichiarano non disposti a intrattenere una relazione seria o duratura con chi non usa gli emoji.

Gli emoji migliorano la condivisione di stati d'animo e la creazione di conversazioni più divertenti

Per il 91% degli intervistati, gli emoji contribuiscono ad esprimersi con più facilità, mentre per il 73% l'impiego degli emoji rendono più socievole, divertente e simpatico chi le usa. La maggioranza (88%) riferisce di sentirsi tendenzialmente più empatico nei confronti di chi usa gli emoji e il 74% li considera uno strumento di comunicazione importante per creare unione e favorire rispetto e comprensione reciproci.

Il 92% del campione concorda sul fatto che gli emoji consentano di abbattere le barriere linguistiche nelle comunicazioni.

Una forte spinta all'estensione degli emoji

L’82% degli intervistati ritiene che gli emoji debbano puntare a rappresentare gli utenti in modo più inclusivo, mentre il 75% concorda nel dire che gli emoji inclusivi possano contribuire a una maggiore sensibilizzazione rispetto alla diversità. Inoltre, il 71% afferma che gli emoji inclusivi possano contribuire a promuovere discussioni positive su questioni sociali e culturali.

Di fatto, sembra il preludio al grande ritorno dei geroglifici egiziani del tempo delle piramidi, estremamente espressivi e contemporaneamente sintetici nel trasmettere messaggi che vanno oltre la pura sequenza di parole.

In particolare, oltre la metà degli utenti si dichiara propensa a fare acquisti servendosi di un emoji (55%), a partire dai cibi d’asporto (#1), seguiti da abbigliamento (#2) e servizi di streaming (#3). La maggioranza è aperta all’impiego creativo degli emoji, per esempio per confermare la partecipazione a un evento (66%) o inviare e ricevere pagamenti (41%).

Anche sul lavoro gli emoji danno un proprio contributo positivo: il ricorso agli emoji in contesti lavorativi consente di condividere le proprie idee in modo rapido (76%), rende più efficienti i processi decisionali all’interno del team (61%) e riduce al contempo la necessità di riunioni e telefonate (47%).

Per Kamile Demir, rappresentante di Adobe presso l’Unicode Emoji Subcommittee, “Gli emoji sono diventati una delle forme di espressione individuale più apprezzate in ogni parte del mondo. Si stanno inoltre dimostrando molto efficaci nella promozione dell’inclusività e nello stimolare il dialogo su temi culturali, portando inoltre benefici per la salute mentale. Di conseguenza, all'interno del Consorzio Unicode si sta studiando l'allargamento della loro portata coprendo nuove forme espressive e simboliche.

Il rapportoEmoji Trend Report 2022 esamina la rilevanza degli emoji in una serie di ambiti quali espressione individuale e identità, diversità, equità e inclusione, incontri di coppia e relazioni, dialogo sul posto di lavoro e tanto altro. Fa parte della serie di ricerche “Future of Creativity” condotte da Adobe per scoprire come la creatività stia cambiando su scala mondiale. L’indagine è stata condotta su un campione di 10.000 utenti tra marzo e aprile 2022, in sei Paesi: Australia, Corea, Francia, Germania, UK, USA.

Ultima modifica ilDomenica, 09 Ottobre 2022 10:35

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