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L'impresa di successo oggi si fonda sulla Leadership Agile

La quarta rivoluzione industriale che stiamo ormai vivendo da tempo è caratterizzata dalla convergenza di tecnologie di varia natura che rendono sempre più sfumati i confini tra il mondo fisico e quelli digitali e biologico connettendoli tra loro per formare un tutt'uno da gestire in modo flessibile e integrato.

Marco Comastri, General Manager EMEA di CA Technologies

Nel 2011 - sembra ieri - Jeremy Rifkin presentò il suo diciasettesimo libro intitolato La Terza Rivoluzione Industriale al quale a suo tempo dedicammo largo spazio. su questo stesso blog.
In essenza, Rifkin incentrava questa rivoluzione sull'effetto combinato di tre fattori diversi in un unico scenario: le energie rinnovabili integrate con l'idrogeno come "magazzino trasportabile" di energia; un nuovo modello sociale/produttivo basato sul decentramento dei punti decisionali e sulla democraticizzazione delle relazioni resi possibili dall'impiego del web; la nascita di nuove infrastrutture "intelligenti", capaci di mediare tra i diversi ruoli di fornitori e clienti in continuo interscambio, ricostruendo nuovi equilibri economici e sociali tra Paesi, Imprese ed Individui.

Sebbene questa rivoluzione sia ancora agli albori, un paio di anni fa si è materializzato un ulteriore salto di qualità nella direzione dell'integrazione di processi e oggetti con l'impiego delle tecnologie IoT (Internet of Things), dell'RFID e dell'Intelligenza Artificiale quale componente decisionale guidata dall'analisi di Big Data utilizzando varie metodologie basate sulla statistica, sulla fuzzy logic e sul Machine Learning.

Marco ComastriOra, Marco Comastri del quale ospitiamo volentiri il contributo, pone l'attenzione su un altro aspetto del discorso, forse il più cruciale, ma ciononostante spesso trascurato: la necessità di rivedere gli stili di mananagemen e leadership in chiave attuale per rendere possibile l'attuazione della terza e della quarta rivoluzione industriale.

La gestione dell'incertezza determinante nell'epoca attuale

L’attuale accelerazione dei cambiamenti tecnologici rende difficile prevedere come si evolverà nei prossimi anni il panorama economico, tecnologico e sociale; possiamo tuttavia affermare con certezza che ancora oggi troppe aziende non riescono a tenere il passo con il ritmo accelerato dei cambiamenti: basta pensare che solo il 50% delle aziende presenti nella classifica Fortune 500 dell’anno 2000 sono ancora in vita!

È chiaro che la stragrande maggioranza delle realtà aziendali dovrebbe innovare in tempi più rapidi e gestire i cambiamenti con maggiore competenza così da sfruttarne al massimo il potenziale assicurando un maggior benessere alla propria forza lavoro e generare un elevato valore aggiunto per creare maggiore prosperità e migliorare la società. Di conseguenza, ritengo sia giunto il momento che gli amministratori delegati e i consigli d’amministrazione - ovunque risiedano - adottino modelli e metodologie Agile: un approccio nuovo germinato dalle aree dello sviluppo software, ma da esportare al management dell'intera impresa per dar vita a un’economia flessibile e innovativa, più consona alla rivoluzione tecnologica in atto. 

L’approccio Agile

Negli ultimi decenni è andata diffondendosi la pratica di rilasciare il software in modo incrementale anziché in un’unica soluzione, dando precedenza agli elementi più importanti da introdurre in corrispondenza di ciascun rilascio di nuove versioni dei prodotti o delle applicazioni software. Tale approccio, affermatosi con il nome di Metodologia Agile, che in realtà segue diversi modelli accomunati da principi e pratiche similari, è incentrato sulla collaborazione transfunzionale all'interno dei gruppi di lavoro e un’attenzione costante sui risultati offerti ai clienti, superando l'antica prassi di misurare i risultati attraverso metriche indirette che guidano l'assunzione delle decisioni e la valutazione delle prestazioni.

Mentre le Metodologie Agili (MA) sono applicabili a livello di team o di prodotto, l’approccio da me caldeggiato interessa l’intero apparato organizzativo. Un ottimo esempio è General Electric (GE), che ha saputo applicare le MA per accelerare la propria transizione da conglomerato industriale a leader digitale del suo settore industriale – ed è solo una delle migliaia e migliaia di storie di successo in questo ambito.

Un’indagine condotta nel 2016 coinvolgendo professionisti IT in tutto il mondo ha rilevato che mentre il 51% delle aziende “tende” verso un’impostazione Agile, solo il 16% lo ha pienamente adottato, un'area nella quale CA Technologies opera in ausiio alle organizzazioni che puntano a realizzare la propria trasformazione digitale. In questo momento, noi stessi stiamo affrontando la trasformazione Agile all’interno di CA. Desidero tuttavia sottolineare che Agile è un processo e non un punto di arrivo; l’obiettivo è il miglioramento continuo.

Le tante esperienze mi hanno convinto della necessità cruciale di assumere una leadership Agile se vogliamo che la nostra economia sia in grado di adeguarsi ai prossimi cambiamenti tecnologici.

La trasformazione di un’organizzazione tradizionale in una realtà Agile può avvenire in maniera incrementale: si può ad esempio pensare di istituire dei team ristretti, formati da risorse di talento che si occupino delle priorità, al di fuori della gerarchia precostituita. Purtroppo, però, ho visto molte organizzazioni fermarsi a questo stadio inziale, senza riuscire poi a raggiungere i risultati attesi.

Per declinare un approccio Agile sull’intero perimetro aziendale sono necessari provvedimenti radicali e una guida decisa che miri ad abbattere i silos del business e persino le strutture dipartimentali presenti in azienda. È indispensabile modificare o sostituire eventuali processi e tecnologie poco idonei allo scopo e predisporre un ambiente e team adeguati, che incoraggino la collaborazione e la dinamica decisionale.

Adottare una leadership Agile significa anche essere “agile” in ambito operativo – ovvero prendere le decisioni nella giusta sequenza. I vertici aziendali devono interpretare il loro ruolo come quello di soggetti Agile, in grado di classificare il carico di lavoro arretrato per ordine d’importanza, per poi smaltirlo in base al livello di priorità. Il tradizionale ciclo di pianificazione strategica annuale va sostituito (o almeno integrato) con una pianificazione in tempo reale, basata su problematiche concrete, per poter allocare risorse e attuare strategie secondo criteri più dinamici.

Vantaggi tangibili e immediati

È chiaro che inizialmente saranno sollevate alcune resistenze al cambiamento epocale richiesto da un’evoluzione Agile. L’esperienza, però, mi ha insegnato che l’impostazione Agile produce i suoi frutti in tempi talmente rapidi che il personale interessato dal cambiamento se ne fa immediatamente promotore.

Se correttamente formati, i team Agile possono partire a tutta velocità, accogliendo con favore l’eliminazione dei silos funzionali controproducenti e la riduzione di eventuali interdipendenze. Godono inoltre dei vantaggi di un approccio collaborativo e della libertà di poter approfittare di eventuali opportunità - o rispondere alle minacce - in maniera veloce e decisa.

Quando le esigenze degli utenti finali sono poste al centro di un’azienda, emergono chiarezza e coesione e le persone acquisiscono la fiducia necessaria per prendere le decisioni migliori per il business aziendale; nel momento in cui soddisfano i bisogni dei clienti in modo visibilmente più efficiente, i team sentono di poter realizzare appieno il potenziale disponibile.

Nel mio lavoro continuo ad assistere a storie di successo incredibili che nascono dall’incontro con la metodologia Agile, come quella di un istituto finanziario internazionale che di recente è riuscito a varare una nuova business unit che ha generato ben 600 milioni di dollari di ricavi in soli cinque mesi o quella di un fornitore di soluzioni per lotterie e gaming, con oltre 2.500 dipendenti che ha iniziato a rilasciare nuovi prodotti destinati ai clienti con cadenza settimanale, anziché limitarsi a due o tre volte all’anno.

Questi miglioramenti prestazionali sono riproducibili nelle aziende di tutto il mondo e incidono profondamente sull’evoluzione dei diversi settori, e ritengo innegabile che, in un’era in cui si susseguono cambiamenti continui e accelerazioni costanti che esigono la massima agilità, l’adattamento debba necessariamente partire dai leader aziendali.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Aprile 2018 12:06

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