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Apre in Italia GIG Technology: sarà la nuova RedHat delle piattaforme Cloud?

L'innovativa piattaforma di sviluppo di applicazioni e servizi Cloud si basa su componenti Open Source capaci di sfruttare la capacità residua di Server e DataCenter per ridurne al massimo i costi di esecuzione. A capo della struttura italiana, Nino D'Auria, manager di lungo corso, già in Digital, EMC, Ericsson...

Nino D'Auria"Inutile domandarsi ancora se adottare il Cloud Computing o meno: i dati di mercato dimostrano che il passaggio alle nuove piattaforme è una realtà ormai ineluttabile, spostando l'attenzione sulla scelta delle soluzioni più efficaci e convenienti per le imprese che le adottano e i loro partner che le supportano nel passaggio. Alla luce di queste considerazioni, e di fronte a 3 colossi americani che puntano a dominare il mercato accaparrandosi la gran parte dei profitti e dei margini, lasciando ben poche opzioni agli operatori locali, stanno nascendo in Europa e non solo nuove alternative e modelli di business. Uno dei pionieri di quest'area è la GIG Technology, nata in Belgio ma già con operazioni in vari paesi del mondo, dal Sud America, all'Africa, dall'Asia e al Centro Europa, che ha creato una innovativa piattaforma basata sull'impiego di componenti Open Source, capace di interagire e integrarsi con tutte le altre piattaforme Cloud sul mercato. Una scelta tecnicha che si accompagna a quella commerciale di voler privilegiare il rapporto con gli operatori del settore e gli utenti, lasciando loro margini più consistenti e maggiori gradi di libertà. Questi, assieme ad alcuni altri, sono i punti che mi hanno indotto a scommettere su GIG Technology, assumendone il compito di guidare le operazioni in Italia. Una nuova avventura che rompe con il passato, così come feci entrando in Digital Equipment, il primo artefice della rivoluzione dell'informatica distribuita, e molti anni dopo in EMC, protagonista della rivoluzione nel mondo Storage e non solo."

Con queste parole, virgolettate anche se non corrispondono ad una precisa citazione ma ne riassumono il succo, Nino D'Auria ha presentato l'apertura della filiale italiana di GIG Technology e Willem Hendrickx, suo CEO e co-fondatore.

In aggiunta ai punti evidenziati da D'Auria, GIG Technology - che non ha alcun riferimento alla GIG Economy, ma che racchiude nel proprio nome il concetto di Green, sottolineato dalla doppia G - ci sono altri elementi che caratterizzano l'azienda e ciò su cui punta per avere successo. Due su tutti: il concetto di Green viene esplicitato dall'obiettivo di valorizzare le capacità residuali e non sfruttate delle piattaforme già in esercizio nei Data Center esistenti, sui quali possono essere poste in esecuzione le applicazioni Cloud sviluppate usando l'ambiente messo a disposizione da GIG Technology.

Il secondo punto verte sul modello collaborativo/partecipativo con il quale GIG intende svilupparsi: non un'unica realtà che "detta le regole" per tutto il mercato - tanto sul fronte dei clienti quanto su quello degli operatori spaziando qui dai System Integrator alle aziende di telecomunicazioni per arrivare ai fornitori di servizi Cloud - ma una comunità che rispetta realtà e normative locali, tutela i margini di chi lavora e valorizza il patrimonio di tecnologie e competenze messo a disposizione da ciascuno.

Un modello di business interessante, simile per certi versi a quello adottato da Red Hat per l'impiego e la diffusione delle tecnologie Open Source, che ne ha determinato dapprima l'indiscusso successo sul mercato e, notizia di questi giorni, la fortuna dei suoi fondatori e azionisi in seguito all'acquisizione fatta da IBM. 

lUna scommessa ambiziosa che tuttavia cela i rischi tipici di chi innova: il piano è passare dalla cinquantina di collaboratori di oggi a oltre 200 entro il 2019, moltiplicando nel contempo il numero dei partner su scala mondiale, contando sugli attuali mezzi, su quelli messi a disposizione dai partner e su eventuali investitori da coinvolgere nel prossimo futuro. L'adozione della piattaforma da parte degli utenti, così come degli operatori, richiede inoltre un periodo di formazione, la cui lunghezza è determinata dal punto di partenza di chi vi si avvicina: più preve per chi intende affiancarla o sostituirla con quelle di altri operatori, più lungo per chi affronta il mondo Cloud per la prima volta. Da ultimo, il valore più consistente si riflette su chi sviluppa in proprio nuove soluzioni e servizi applicativi: un fenomeno molto interessante per cavalcare le nuove tendenze in tema IoT, BlockChain e via dicendo, ma che va in direzione opposta all'adozione di servizi "pronti all'uso".

Nata in Belgio nel 2015, GIG.Tech dispone oggi di una piattaforma Cloud totalmente automatizzata - dalle fasi di sviluppo a quelle di rilascio in esercizio -, scalabile, multi-tenant concepita per operare tanto in Cloud pubbliche quanto in quelle private. Utilizza tool di sviluppo standard (es. Terraform e Ansible, Kubernetes..) e facilmente integrabile - via API - in qualsiasi ambiente operativo.

Ultima modifica ilGiovedì, 22 Novembre 2018 11:17

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