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Previsioni 2013: APPIfication, parola d'ordine dello sviluppo!

Previsioni 2013: APPIfication, parola d'ordine dello sviluppo!

Svolta radicale nel 2013 nello sviluppo software, passando dalla Modernization o e dalle Applicazioni alle Apps ed ai servizi Cloud. Scenario che trascina nuovi Tool, Metodi, sistemi di testing 

Girando tra le Direzioni Sistemi delle aziende si ha la netta sensazione che dopo l'abbuffata di progetti per far superare alle applicazioni il "millennium bug" - che per molte aziende ha voluto anche dire abbandonare le soluzioni sviluppate in proprio a favore di ERP e altre soluzioni pacchettizzate - tutte le attività di sviluppo abbiano cominciato a languire, vittime dapprima della "bolla Internet" e successivamente delle più recenti crisi economiche che hanno imposto significativi tagli ai Budget IT.

Tagli che in alcuni casi hanno favorito l'avvio dei così detti progetti di Modernization del software, il cui obiettivo era - ed è - abbassare i costi di esercizio dei servizi applicativi, a parità di funzioni, utilizzando piattaforme meno costose e più efficienti dei tradizionali Mainframe. Un fenomeno di tipo conservativo, che se non accompagnato da altre azioni, non garantisce alcun futuro alle imprese, specie alla luce delle evoluzioni tecnologiche di questi ultimi anni. Quali opzioni?

1. Gli accessi ai sistemi ed ai servizi stanno ormai spostandosi dai PC a SmartPhone e Tablet. Il che vuol dire che devono cambiare le interfacce, la "User Experience", ma anche che si aprono nuove occasioni d'uso degli apparati, per esempio nel commercio elettronico, nel couponing, nei sistemi di pagamento....

2. L'abbinamento tra apparati mobili e geolocalizzazione incide anche a livello di gestione dei processi - pensiamo ad esempio ad un'azienda di spedizioni o di commercio che può "deviare" i propri dipendenti in tempo reale su nuove strade o mete in funzione dell'accadere di fatti esterni tipo una nuova richiesta da parte di un cliente o la chiusura di una via...

3. Il rilascio di Windows 8 giuda nella direzione di interfacce di tipo Touch Screen anche i PC ed i LapTop, per cui tutta l'interazione va pensata in logiche "APPs", cosa che mal si sposa con gli ormai antichi terminali a caratteri.

4. I sistemi operativi da supportare non sono più uno, con molte varianti, ovvero Windows, ma tanti andando da iOS ad Android, da RIM a Ubuntu. E nel testare le applicazioni, le verifiche funzionali non bastano più. Ogni variante deve infatti garantire "schermi funzionali", mentre i tempi di risposta divengono un fattore determinante con il quale fare i conti. Pensiamo, ad esempio, ad un sistema di navigazione che impiega qualche decimo di secondo in più nel segnalare le svolte in un centro cittadino: farà sbagliare strada peggio di un taxista ubriaco!

5. Componenti quali Flash divengono obsolete, non più supportate da alcuni sistemi operativi, mentre assumono rilievo nuovi standard tipo HTML5. Cambiano così non solo le interfacce, ma anche gli strumenti per generarle.

6. Il Cloud Computing - che sarà solo "ibrido", facendo cadere definitivamente l'artificiosa distinzione creata, per fortuna, solo da alcuni analisti e produttori - diverrà la regola, sebbene per l'utente questo sia del tutto trasparente o indifferente. Ovvero, se dall'altra parte del terminale c'è un Server aziendale, una cascata di fornitori interconnessi, o qualsiasi altra cosa, per l'utente sarà assolutamente lo stesso, purchè il servizio che sta richiedendo venga svolto. Facebook e Twitter l'hanno ormai "educato" in tal senso, non hanno preteso alcuna formazione iniziale e funzionano sempre, anche in mancanza di qualsiasi "Contratto che Regola i Livelli di Servizio".

 Ma, soprattutto, parlando di APPs si parla di "prodotti" che possono essere acquistati - o anche semplicemente scaricati - in modo spontaneo dagli utenti. Si parlerà pertanto sempre meno di "Software LifeCycle Management" e sempre di più di Ciclo di vita di prodotti" che in realtà costituiscono la via di accesso a servizi erogati da Server che nel nuovo scenario debbono risultare disponibili 24ore su 24, per popolazioni di utenti difficilmente controllabili per livello di competenza, localizzazione - che vuol dire qualità delle linee - e tipologia di apparati impiegati. Cambiano così molti paradigmi dello sviluppo tradizionale, imponendo una salutare accelerazione a tutto l'ambiente.

Di conseguenza, proprio sotto la pressione dellaccumularsi di tutte queste nuove opzioni, il 2013 va considerato come un vero anno di svolta. In che direzione?

1. Serviranno nuove piattaforme per sviluppare, testare, integrare le APPs con i servizi d'Impresa, con annessi simulatori di traffico, di utenti, di interfacce. Il disaccoppiamento tra le singole parti delle APPs e dei servizi dovrà esser fatto in modo ancor più radicale, anche perché nello sviluppo si dovrà avere un approccio estremamente multidisciplinare tanto sul piano tecnologico, qualto su quello funzionale.

2. L'unica via per affrontare i nuovi livelli di complessità e utlizzare le Metodologie Agili con le quali governare il portafoglio dei servizi nel suo insieme, così come i singoli componenti, tenendo anche presente che l'uso stesso delle APPs ne condizionerà pesantemente l'evoluzione. Un'evoluzione difficilmente immaginabile "a bocce ferme".

3. Stanno nascendo nuovi strumenti specializzati tipo Surface di Microsoft, la suite di Infragistics, le Suite specializzate per Android, iOS e RIM, ma il vero limite sta nella formazione e nell'addestramento del personale: le opzioni stanno tra il far evolvere verso il nuovo mondo la generazione di sviluppatori/analisti formatisi con le tecnologie del passato ed il sostituirli assumendo giovani con maggiori competenze in tal senso e molta più propensione all'apprendimento. Probabilmente, la vertà sta nel mezzo, mentre l'immobilismo passivo di questi ultimi anni è senza ombra di dubbio l'atteggiamento peggiore, che porta diretti verso lo smantellamento delle Direzioni Sistemi, seguito però da vicno dalla crisi delle aziende stesse. Non per nulla, già a partire dal 2011 e con molta più frequenza nel 2012 ci sono stati numerodi casi di "Insourcing", cioè di aziende che allo scadere dei propri contratti di Outsourcing, anziché rinnovarli, hanno preferito tornare al pieno controllo della propria informatica. Fenomendo che proseguirà con vigore anche nel 2013.

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