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Con la nuova Soundbar di Samsung, i film a casa meglio che nelle sale cinematografiche!

La Soundbar HW-K950 di Samsung sfrutta la tecnologia Dolby Atmos in modo innovativo ponendo lo spettatore dei film in TV al centro della scena: i suoni arrivano da ogni lato della stanza facendo vivere le immagini in modo coinvolgente in un'atmosfera 3D. Abbinata a un lettore BluRay o ai film in streaming di Netflix e ad una TV ad alta definizione, il salotto di casa diventa l'ambiente perfetto per vivere i film in modo appassionato e da protagonisti!

Confesso di non essere un esperto in materia, ma desidero in ogni caso condividere le sensazioni ricavate dalla visione in anteprima per il mercato italiano della nuova Soundbar HW-K950 che Samsung immetterà sul nostro mercato a partire dall'anno prossimo. In realtà, non si tratta di una novità assoluta, visto che questo apparecchio era già stato presentato al CES 2016 di Las Vegas lo scorso gennaio, ma forse a causa di alcuni problemi di messa a punto - i primi clienti internazionali hanno testimoniato di aver ricevuto nel corso dell'anno vari aggiornamenti del firmware - e delle ridotte dimensioni del mercato italiano il lancio in Italia è stato fissato per i prossimi mesi, attraverso un canale preferenziale per i negozi specializzati in Hi Fi e impianti musicali di alta qualità.

Parto da una considerazione assolutamente personale: all'inizio degli anni '80, non ricordo esattamente quando, ho comprato e installato a casa uno dei primissimi impiati di Dolby Sorround composto da 5 casse, tre frontali più due posteriori, e da una centrale di ripartizione dei canali audio da connettere al mio amplificatore HiFi. Corredato di uno schermo elettrico e da un videoproiettore di alta qualità, un piccolo cinema casalingo per godersi le serate con gli amici.

Una soluzione che ho reputato ottima, fino a quando non ho visto di persona i passi da gigante fatti dalle tecnologie digitali, riassunti nella saletta allestita da Samsung per presentare la nuova Soundbar HW-K950. Le differenze sono apparse evidenti sin dall'inizio: al di là dell'impostazione pressoché simile alla mia, un barra centrale contenente sia vari speaker, sia la centrale di controllo, due speaker posteriori ed un subwoofer, addio agli scomodi cablaggi fisici tra fronte e retro, sostituiti da connessioni wireless, e dimensioni estremamente ridotte per tutti i componenti. Molto più pratica da installare in un ambiente che non nasce come sala cinematrografica. Ma il bello deve ancora venire!

Acceso l'impianto, attraverso un telecomando con il quale si gestiscono tutte le funzioni, già allo scorrere delle prime immagini si percepiscono le radicali differenze con il passato. Non per nulla, nelle sigle tecnologiche, siamo passati dal mio Dolby Digital 5.1, al Dolby Atmos 7.1.4 dove la prima cifra (7) si riferisce al numero di speaker per il tradizionale effetto surround (fronte, centro, lati, retro), il numero nel mezzo (1) indica il numero di subwoofer da connettere al sistema, l'ultima cifra indica il numero di speaker da installare sul soffitto - sì, sul soffitto, come fanno i cinema, altrimenti, se nelle immagini cade la pioggia o scoppia un tuono, come fa il rimore ad arrivare dall'alto?

D'altronde. la tecnologia Dolby Atmos non è nata con finalità "casalinghe", ma per dare il massimo nelle sale cinematografiche dove poter vedere i film in modo estremamente coinvolgente. Già, ma allora come ricrearla in ambienti domestici o nella sede del proprio circolo? E proprio qui sta il bello della soluzione escogitata da Samsung per la propria Soundbar HW-K950.

La nuova Samsung  Soundbar HW-K950 Il primo filmato "vissuto" ci infatti portato in un bosco, dove volano degli uccelli, si spezza un ramo, comincia a piovere. Tutti suoni che arrivano da direzioni diverse: il ramo che si spezza è davanti a noi, il volo degli uccelli dietro, la pioggia ci cade sulla testa. Non un filmato, ma lo scorrere delle immagini con noi, gli spettatori, al centro della scena: le riprese con il telefonino non rendono certo, ma almeno danno un'idea.

L'esperienza è risultata ancor più coinvolgente nel momento in cui ci siamo trovati all'interno di un bombardiere USA della seconda guerra mondiale in missione, bersaglio della contraerea da terra prima e dei caccia dei nemici dopo. Davvero immagini emozionanti al punto di tenersi sulla poltrona mentre l'areo vibra scosso dagli scoppi, dai colpi, dai vuoti d'aria! 

Il soffitto come schermo riflettente

Probabilmente, grattandosi la testa in cerca di una soluzione innovativa per ricreare gli stessi effetti Dolby Atmos® in ambienti senza dovervi intervenire con opere strutturali, lo sguardo dei tecnici Samsung è caduto sul soffitto e da qui l'idea illuminante: usarlo come schermo riflettente per dare tridimensionalità alla provenienza del suono. L'uovo di colombo è così stato direzionare l'uscita dei suoni dalle casse non solo in direzione frontale, ma anche in verticale contando sul rimbalzo sulle superfici non fono-assorbenti. Questo vuol dire che l'impianto non è installabile in una sala dotata di pannelli schermati per il suono, né in ambienti con soffitti molto alti - 6 metri e oltre - casi che tuttavia difficilmente si ritrovano nella propria abitazione, così come nella gran parte dei locali pubblici, ad esclusione di teatri, chiese, palestre e similari.  

Così, la Soundbar di Samsung ai tre speaker frontali ne aggiunge due rivolti verso l’alto, che si accompagnano al Subwoofer e alle casse da posizionare sul retro della sala, tutte collegabili in wireless (attenzione: vanno tuttavia alimentate e per questo occorre allacciarle alla corrente elettrica tramite cavi tradizionali...).

La Soundbar HW-K950 va quindi collegata al televisore - o alla fonte delle immagini - attraverso una connessione HDMI, tenendo comunque presente che la qualità della fonte dei contenuti risulta determinante per la qualità degli effetti ricavati.

Film in BluRay, ma non solo

A questo punto, si entra nel tecnico più specifico che cercherò di semplificare al massimo. E' chiaro che trattandosi pur sempre di un sistema di riproduzione, per quanto possa fare dei miracoli, il risultato finale dipende enormemente dalla qualità delle registrazioni effettuate in fase di ripresa. Il che vuol dire che se un film non è stato codificato per sfruttare tutti i nuovi canali audio, difficilmente potrà arrivare agli stessi livelli di qualità offerti dai più moderni sistemi di ripresa.

I tecnici Samsung asseriscono che la loro Soundbar HW-K950 è dotata di un sistema intelligente capace di decodificare i suoni e di distribuirli in modo opportuno sui vari canali, esattamente come nel passato si potevano sentire alcuni pezzi musicali mono "con effetto stereo". Ovviamente, non era la stessa cosa che averli in qualità stereo sin dalle fasi di registrazione, ma il risultato poteva esser giudicato migliorativo e più che soddisfacente. Ora, nelle prove alle quali ho assistito sono stati usati filmati realizzati e messi a punto appositamente per i test, quindi di qualità eccelsa e capaci di trasmettere sensazioni davvero uniche e appassionanti, mentre non posso dire cosa sarebbe successo con un film tipo Arancia Meccanica, ormai datato, ma nel quale la musica e i suoni hanno un ruolo importante.

Alcune caratteristiche tecniche della Soundbar HW-K950

Senza entrare troppo nello specifico - per questo ci sono le schede tecniche di Samsung - mi limito a segnalare gli aspetti da valutare nel momento in cui si decide di farsi questo regalo di lusso, oltre che di piacere:

1. La potenza totale del sistema arriva a 500 Watt e non servono altre connessioni con amplificatori o pre-ampli. Chiaro che per "vivere" i film, il suono ad alto volume acquisisce un ruolo determinante, ma come rendere questo compatibile con la convivenza con i vicini di casa?

2. L'installazione si fa in un attimo, ma bisogna considerare dove porre la Soundbar, che è lunga circa , considerando che va messa in prossimità del televisore, o dello schermo, che sempre più spesso vengono appesi a parete. Occorre inoltre ricordarsi che tutti gli speaker vanno alimentati, per cui ci sarà sempre qualche cavo da tirare e magari da camuffare per non trasformare il proprio ambiente in un laboratorio...

3. La configuazione è automatica, tutte le unità si riconoscono subito tra loro, ma l'unica unità di comando e controllo è il telecomando del sistema. Per usarlo, occorre impratichirsene un po'. Per avere il massimo dei risultati bisogna, ad esempio, controllare sempre il settaggio dell'output distinguendo tra PCM e Bitstream. Forti di quanto avvenuto nel corso del 2016, curare anche gli aggiornamenti del firmware e applicarli regolarmente: coloro che lo hanno fatto asserirscono di averne ricavato continui miglioramenti. Cosa che probabilmente si protarrà ancora nel tempo.

4. Attenzione alle codifiche dei film:il meglio del meglio si ha con quelli codificati "Dolby Atmos", riprodotti su unità BluRay di alta qualità. Da lì in poi la qualità può solo calare, visto che tutta la riproduzione è gestita dal software che interpreta e ricodifica in segnali in ingresso ed uscita. Questo avviene, ad esempio, per i film codificati in DTS-HD Master Audio, anziché in Dolby Atmos, oltre che per tutti quelli di vecchia generazione.

In conclusione, 1.500 Euro spesi bene - ma, volendo, si può risparmiare qualcosa attraverso i canali OnLine - per un oggetto che può dare tante soddisfazioni, ma che va utilizzato sapendo bene quali contenuti dagli in pasto e come trattarli...

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