Menu

CIO Stai Sereno... ma non dormire sugli allori!

Nella grande kermesse intitolata "Oracle Cloud Day" organizzata dalla società di Larry Ellison con l'ausilio di una consistente rappresentanza di partner, i due messaggi principali emersi sono: "Cloud, mai più senza" e "Il Business guida, l'EDP ha credito, ma..."

Fabio Spoletini, Oracle Cloud Day 2016Da Fabio Spoletini, Country Manager di Oracle Italia, in giù, partner compresi, Oracle si è presentata al principale appuntamento annuale del mercato italiano in ottima forma, forte anche della recente acquisizione di NetSuite, uno scherzo da 9,3 miliardi di dollari, che la rilancia da protagonista nel mercato del Cloud Computing, un settore che continua a crescere a due cifre su scala mondiale e anche nazionale (+20% sul 2015). Acquisizione che è la più consistente per entità, ma che arriva dopo una fila di altre con nomi quali Textura, Opower, AddThis, Ravello Systems, tutte orientate a fornire servizi proprio in ambieti Cloud. 

 Al di là delle presentazioni di Fabio Spoletini e di Andrew Sutherland, Senior Vice President, Business Development e Systems & Technology Oracle EMEA & APAC, che come facile immaginarsi hanno mostrato i muscoli dell'azienda e illustrato le strategie che la vedono investire pesantemente nel Cloud Computing - ma non solo - anche per competere meglio con i rivali di sempre IBM, Microsoft e Google che nel settore continua ad avere una forte presenza così come Amazon con la divisione AWS, desidero puntare l'attenzione su un paio di aspetti che reputo importanti, ma sui quali non è stato dato il rilievo che meritano, principalmente per questioni diplomatiche, oltre che di opportunità commerciale.  

Senza ripercorrere il significato di Cloud Computing in tutte le sue declinazioni, desidero partire da una macro-ripartizione. Da un lato abbiamo l'infrastruttura IT, dall'altro i servizi applicativi tanto di tipo tradizionale quanto di tipo innovativo. Ma in ogni caso, dalla vendita di prodotti si passa a quella di servizi, visto che anche le infrastrutture vengono messe a disposizione di chi ne fruisce in forma di servizi.

Bene. Il punto è che tradizionalmente, Oracle, così come Microsoft e non solo, è sempre stata radicata nella fornitura di componenti di infrastruttura, sulla quale nel tempo ha costruito una solida offerta di applicativi, ma sempre visti in ottica "On Premise". Una politica che l'ha resa una vera potenza commerciale, ma che ora diventa indispensabile accantonare o far evolvere nel nuovo mondo Cloud così come hanno fatto dapprima IBM e in seguito Microsoft con svolte anche radicali rispetto al passato. Tutto ciò implica da un lato la revisione dei modelli di Business, cosa importante ma gestibile, così come hanno dimostrato il gran numero di aziende che sono state in grado di affrontare questo cambiamento.

Dall'altro, un cambio di interlocutori, in parte già avviato, ma che comporta la necessità di porre molta attenzione tra il delicato equilibrio esistente con i CIO - o Direttori dei Sistemi Informativi delle aziende - da sempre i principali interlocutori di Oracle, che ora rischiano di vedere messo in discussione il proprio ruolo e potere, a vantaggio di altri funzioni aziendali, non necessariamente più in alte in grado, ma anche semplicemente parallele e coinvolte in specifiche aree funzionali.

Infrastruttura Cloud: chi la sceglie, governa, gestisce?

Prima considerazione: se il compito del CIO era soprattutto erogare servizi all'impresa attraverso l'infrastruttura IT che ricadeva sotto le sue responsabilità, nel momento in cui l'infrastruttura diventa Cloud, quale ruolo vi avrà? E la scelta di svoltare verso il Cloud è e sarà del CIO o gli passa sopra o di fianco?

Seconda considerazione: se si abbandona la logica di infrastruttura IT per l'erogazione di servizi applicativi, sostituita dall'acquisto di servizi funzionali, gli aspetti più squisitamente informatici vengono "mascherati" dall'insieme che da qui in poi corrisponde ad un "bocchettone" al quale allacciarsi per vedere soddisfatte le varie necessità aziendali: elaborazione di dati e Big Data, gestione ERP, CRM, pagamenti, clienti, produzione... Quindi, il budget diventa di proprietà pressoché integrale delle funzioni, che hanno il compito di scegliere e valutare ciò che serve, al massimo rispettando le cautele suggerite dal CIO in temi quali sicurezza e Privacy, integrità dei dati, possibilità di connettere tra loro i "bocchettoni" utilizzari dai vari fornitori.

Così, il CIO perde gran parte del proprio tradizionale potere, divenendo un consulente importante, ma complementare - alla stessa stregua dell'ufficio legale dell'azienda - a meno di non trasformarsi nell'artefice dei cambiamenti, nello stratega della trasformazione, nel responsabile dell'execution dei progetti.... O no?

L'Agenda dell'Oracle Cloud Day testimone del cambiamento

La difficoltà di gestire la trasformazione delle relazioni con i propri interlocutori è proprio l'elemento che a mio parere è apparso in tutta la sua portata all'Oracle Cloud Day di Milano, leggendone l'agenda ed assistendo alle presentazioni di molti testimoni protagonisti di questa svolta.

Il primo "attore" sul palco è stato infatti Paolo Galvani, CEO e cofondatore di MoneyFarm, azienda innovativa che, nata nel 2011, ha ormai superato lo stadio di Start-Up avendo raggiunto una discreta consistenza e visibilità europea, ma che svolge la tradizionale attività di consulenza finanziaria e gestione patrimoniale. L'azienda deve il suo successo ad un uso avanzato delle tecnologie IT, impiantate sin dall'inizio in ambiente Cloud e, sebbene lo stesso Paolo Galvani abbia un passato di informatico, lo considera come complementare rispetto alla sua esperienza di gestore di denaro...

Un'eccezione? No: il suo intervento è stato seguito da un dibattito che ha visto schierati ben sette testimoni dell'uso di Cloud marchiato Oracle - ahimé 6 uomini e solo una donna - ma solo due CIO. Per Luxottica è infatti intervenuto Nicola Saraceno, responsabile del Retail Marketing (oltre 7.000 negozi), mentre per Assicurazioni Generali e TIM - Telecom Italia sono intervenuti Alessandro ProtasoniGiovanni Iacobelli che fanno capo alle rispettive Direzioni del Personale. La rappresentanza funzionale è quindi proseguita con Daniele Lunetta, Direttore della Comunicazione e prodotti editoriali, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ugo Giorcelli, Direttore Finanziario di Amplifon e finalmente i CIO di Sirti, Vincenzo De Lisi e GE Oil & Gas, Angelica Tritzo.

Uno scenario che si è replicato nell'unica sessione parallela alla quale ho partecipato, che ha visto sulla scena Stefano d'Albora, CEO di RetItalia, Bettina Reuhl, capo del CRM di Maserati, Roberto Chieppa, Direttore Marketing di Fastweb, Cesare Salvini, anche lui Direttore Marketing, ma di Mercedes-Benz, accompagnato da Olimpia Schiavone Panni, sua responsabile dei servizi di Digital Marketing.

Per tutti, il perno della testimonianza è stato posto sull'importanza dei cambiamenti nei modelli di business, nell'importanza di usare i dati non solo sul piano amministrativo, ma per impostarvi strategie e scelte operative, considerando le piattaforme Cloud come abilitanti nel cambiamento, cambiamento che tuttavia è stato imposto o avviato per risultare più competitivi nei mercati esistenti o nell'entrare in nuovi mercato.

L'IT perde così di centralità, dovendo supportare le scelte, dando per scontato che affidabilità, prestazioni, convenienza ne siano caratteristiche irrinunciabili, ma sempre più scontate nella dinamica dei fatti.  Un problema che Oracle dovrà affontare e risolvere rapidamente cambiando la cultura delle sue strutture commerciali e di supporto, con anche l'inserimento di nuove competenze sulle quali l'azienda - stando alle affermazioni di Fabio Spoletini - sta già investendo da tempo, ma con un'accelerazione che dovrà essere in grado di sostenere la crescita nell'azienda nel nuovo contesto competitivo.

Le soluzioni Oracle sono cambiate moltissimo in questi ultimi anni, oggi l’unicità di Oracle è quella di essere in grado di offrire una risposta Cloud completa: Servizi, Piattaforme e Infrastrutture. Il Cloud è oggi il nostro driver di crescita centrale, il focus di investimenti. - il discorso di Spoletini, che sembra perfettamente consapevole di ciò che lo attende per il futuro. - "Le aziende dovranno passare da una adozione tattica del Cloud, ad una adozione strategica, coinvolgendovi tutti i processi di business, inclusi quelli mission critical. Ci saranno pertanto maggiori esigenze di garanzie di sicurezza e protezione dei dati. Dovremo comporre risposte specifiche e personalizzate per ogni azienda, dando ai dipartimenti IT nuovi strumenti per gestire lo stress posto dalla trasformazione digitale in atto in termini di risorse, complessità, capacità di governare la crescente adozione di applicazioni e servizi digitali a livello di linee di business”.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Torna in alto