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Cloud Ibrido: ormai una regola, anche per le Aziende Italiane

Dai dati della ricerca internazionale condotta da Wakefield Research emerge che nell'arco dei prossimi tre anni gran parte delle grandi aziende sposteranno molti servizi IT in ambienti Cloud, integrandoli con quelli On Premise.

Nello scorso mese di ottobre, per conto di Avanade, Wakefield Research, società di specializzata in indagini di mercato su scala internazionale, ha condotto un sondaggio nel quale sono stati coinvolti 1.000 tra alti dirigenti, responsabili di divisioni e responsabili IT delle più grandi società di Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Malesia, Olanda, Norvegia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

Il primo dato interessante da sottolineare è che mentre i responsabili IT manifestano alcune preoccupazioni e stanno studiando come e in quali aree procedere, la spinta maggiore ad andare nella direzione delle piattaforme Cloud viene dai vertici aziendali, che premono per trovare rapidamente le soluzioni per superare le barriere relative alla loro implementazione.

Metà dei servizi destinati ad essere erogati da ambienti Cloud

Stando agli analisti di Wakefield Research, metà degli attuali applicativi in esercizio sui sistemi dele aziende nell'arco dei prossimi tre anni saranno spostati in ambienti Cloud. Naturalmente, la regola diverrà operare in ambienti di Cloud Ibride, rendendo d'un colpo obsolete le distinzioni in auge un paio di anni fa tra "Cloud Private e Pubbliche".

Le preoccupazioni maggiori connesse agli aspetti relativi alla sicurezza e alla Privacy rimangono un elemento di freno, ma destinate ad esser superate dalla nascita di una serie di innovativi servizi specializzati proprio in questi ambiti.

Dallo studio finanziato da Avanade emerge che le aziende di ogni parte del mondo si aspettano dal passaggio agli ambienti Cloud il conseguimento di nuovi vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti diretti dei settori nei quali operano.

Un punto importante sottolineato dallo studio rileva come l'interesse maggiore, nonché la pressione, verso il Cloud Compunting arrivi dai Top Manager delle aziende che, per contro, trovano alcuni elementi di resistenza all'interno delle proprie Direzioni IT. Una situazione per certi versi simile a quanto accadde anni fa a fronte delle prime soluzioni di Outsoucing.

La spinta del Top Management arriva anche ad individuare le applicazioni ed i servizi da orientare verso il Cloud Computing, non risparmiando quelle più ”critiche”: Big Data & Analytics, e-Commerce, CRM.

Passando dalle intenzioni ai fatti, in realtà, attualmente sono ancora poche le aziende ad aver definito le proprie strategie di adozione di soluzioni di Cloud ibrido come parte integrante della loro infrastruttura IT aziendale, sebbene in molti casi ci siano già state delle azioni in tal senso, con numerosi progetti pilota in fase di consuntivazione. In particolare, su scala internazionale, il 69% delle aziende concordano nel porre l’implementazione di strategie di Cloud ibride al centro dei propri programmi del 2015. Valore che tra le imprese italiane non si discosta da quello megio, scendendo solo al 65%. 

Benefici del Cloud Ibrido ancora da chiarire, specie in Italia

Interessante constatare che nonostante sempre più spesso si senta parlare in modo generico di benefici nel passaggio agli ambienti Cloud, quando si passa ad approfondirne gli elmenti ci sia solo il 16% dei Manager ad averne compreso appieno il potenziale. Valore che in Italia precipita al 10%.... Opportunità di comunicazione/formazione per i fornitori, o muro invalicabile di presunzione/percezione da parte di chi dovrebbe investirci?

Tra i vantaggi meno esplorati ci sono, ad esempio, la possibilità di integrare Cloud di tipo pubbliche con quelle private per fruire di servizi già pronti all'uso da utilizzare  in combinazione con i propri per dare risposte immediate e flessibili ad esigenze altrimenti difficili da soddisfare. In secondo luogo, si possono ridimensionare i propri sistemi in base ai livelli standard di lavoro, attivando gli ambienti Cloud per smaltire i picchi. O anche, vi si possono collocare elaborazioni particolari o attività di Backup & Recovery... Insomma, la gamma delle possibilità è molto ampia, ma ad entrare veramente nel merito solo al momento in pochi. 

Su un punto c'è tuttavia un'elevata convergenza (il 74% a livello mondiale, l'84% in Italia): il Cloud ibrido costituisce un elemento capace di consentire alle organizzazioni di concentrarsi sulle questioni centrali ai fini della crescita della propria impresa.

Fruizione parziale, poco sviluppo

Attualmente, sono ancora ben poche le società che sviluppano applicazioni in grado di sfruttare tutte le funzionalità tipiche degli ambienti Cloud. Il 71% delle società a livello globale, e il 90% in Italia, utilizzano il Cloud Computing semplicemente per componenti di infrastruttura o applicativi già esistenti, trascurando così i benefici che potrebbero trarre dall'impiego di proprie soluzioni espressamente sviluppate per operare in ambienti Cloud.

Il 53% (il 38% in Italia) delle società identifica le questioni legate alla sicurezza e alla privacy – reali o percepite – come particolarmente critiche ai fini dell’implementazione di soluzioni Cloud ibride, ma il 60% (e ben il 78% in Italia) di esse ammette che oggi queste soluzioni sono più sicure rispetto a tre anni fa. Dati che dimostrano chiaramente come in Italia, rispetto al resto del mondo, c’è maggiore fiducia nei livelli di sicurezza delle soluzioni di Cloud ibrido.

Grandi aspettativi dal passagio alle Cloud ibride

Nonostante i timori, i manager che hanno partecipato alla ricerca ripongono comunque la loro fiducia nella capacità delle soluzioni Cloud ibride di aiutare le loro aziende a distinguersi dalla concorrenza. Società di ogni dimensione e area geografica prevedono che entro tre anni in media la metà dei rispettivi applicativi e servizi sarà implementata in ambiente cloud ibrido. E questo dato trova d’accordo anche i manager italiani, con una media tra i 3 e i 4 anni.

Il cloud ibrido offre alle aziende la velocità e la flessibilità necessarie al processo di digitalizzazione e consentono loro di concentrarsi sulle attività finalizzate a crescere e a superare la concorrenza,” sottolinea Sergio Visci, Senior Director Infrastructure Services & Cloud di Avanade. “Le funzioni IT possono perdere i rispettivi compiti di controllo e di gestione dei budget, ma le soluzioni cloud ibride danno loro l’opportunità di operare in sintonia con le priorità dei vertici aziendali, e di offrire valore strategico all’impresa in modo sicuro e ben disciplinato.

I risultati della ricerca confermano quanto indicato sia nel documento High Performers in IT: Defined by Digital report di Accenture sia nella Gartner 2014 Cloud Survey, da cui emerge che il 72% delle aziende seguirà una strategia di cloud ibridi entro il 2015.

Grazie ai miglioramenti in termini di sicurezza e di privacy realizzati nell’ultimo triennio, Avanade ritiene che le soluzioni Cloud ibride siano ormai giunte ad una fase concreta e che possano rappresentare un vantaggio competitivo tale da consentire alle organizzazioni di concentrarsi sulle questioni centrali ai fini della crescita dell’impresa. Inoltre, Avanade sostiene che l’impiego del cloud ibrido darà alle funzioni IT gli strumenti, le capacità e il controllo di cui avranno bisogno per mantenere il loro ruolo in azienda anche in futuro.

Ulteriori informazioni sulla posizione di Avanade rispetto ai sistemi di cloud ibrido consultare il sito: www.avanade.com/hybridcloud

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