Menu

Data Mining o Analisi Predittiva? Così simili, così diversi!

La domanda potrebbe anche essere Business Intelligence o Analytics, con varie declinazioni che passano da Data Warehouse, Data Mart, Big Data e via dicendo. Certo, ad una vista superficiale, Data Mining e Analisi Predittiva potrebbero sembrare la stessa cosa, ma in realtà cambiano le prospettive, le fonti e anche le tecnologie... Come?

Leggi tutto...

Web Application Firewall: dopo la 3.0, in arrivo la nuova generazione 360º

Oggi è ormai pressoché normale utilizzare Firewall e sistemi di prevenzione delle intrusioni (Intrusion Prevention Systems - IPS) per proteggere le applicazioni aziendali da accessi non consentiti. Un baluardo che tuttavia non si sta rivelando così sicuro come si sarebbe auspicato, visto che gli aggressori sono tuttora in grado di sfruttare le vulnerabilità di sistemi reti e applicazioni traendone vantaggi pecuniari e non solo. Fenomeno confermato di continuo dai dati sugli attacchi andati a buon fine e al giro d’affari che ruota attorno alla cybercriminalità.

Massimo Romagnoli, Country Manager per l’Italia di Positive Technologies

Leggi tutto...

Cloud Object Storage: la Risposta più Sicura ed Efficiente per Gestire l'impressionante crescita dei Dati Aziendali

Big Data, Internet of Things, Industry 4.0 sono oggi in grado di offrire alle aziende una serie di marce in più per produrre e competere, ma generano la necessità di gestire quantità di dati impensabili anche fino a poco tempo fa. Come farvi fronte mantenendone in equilibrio i costi, le prestazioni, la qualità, la sicurezza?

Andrea Marchi, Fondatore e Amministratore di Cynny Space

Leggi tutto...

Protezione delle Identità: non Abbassare la Guardia!

Viviamo nell'Era On-Demand: far aspettare i clienti per informazioni e servizi fruibili via Web è un lusso che non ci si può più permettere. Ma... Attenzione ai rischi: i dati e le identità vanno sempre tutelate e protette!

Jimmy Nilsson, Professional Services Director APAC & EMEA, Verizon Enterprise Solutions

Leggi tutto...

Il Ruolo del CISO in Continua Evoluzione

Il Chief Information Security Officer (CISO) è in continua trasformazione, dovendo far fronte a sempre nuovi rischi informatici. La complessità delle infrastrutture IT, la necessità di rispettare compatibilità e normative, la proliferazione di dati sensibili aprono sempre nuovi fronti sui quali intervenire. E mentre aumentano gli investimenti e gli sforzi, non passa settimana senza che i media denuncino nuove violazioni, incidenti e minacce. Come può gestire il CISO tutto questo?

Ivan Straniero, Regional Manager Southern & Eastern Europe di Arbor Networks

Leggi tutto...

GDPR: Ruoli vecchi e nuovi

Il GDPR, nuovo Regolamento europeo sulla Privacy, ha introdotto la nuova figura del DPO, ma ha anche ridefinito in modo significato il concetto di Responsabile di trattamento, costringendo i Titolari a ripensare ai propri organigrammi privacy.

Giancarlo Butti (LA BS7799). (LA ISO 27001:2005 - 2013), ISM, CRISC, DPO

Leggi tutto...

Opportunità di lavoro: i ruoli più richiesti dalle imprese nel mondo del Digital Marketing

Per Kelly Services Italia, le posizioni più ricercate sono: e-Commerce Manager, Digital Strategist, Social Media Manager, Community Manager, Digital Project Manager.

Opportunità di lavoro nel Digital MarketingAnche in Italia, stiamo avendo una fortissima crescita per la Digital Economy che pone al centro il Web e la rete, sia pure con prospettive e compiti molto diversi. In alcuni casi, infatti, questi costituiscono il cuore dell’impresa – si pensi ad esempio ai negozi unicamente OnLine o ai servizi tipo TripAdvisor – mentre in altri sono l’indispensabile complemento per le attività commerciali, di marketing, di comunicazione, connesse all’amministrazione, alla logistica o anche alla produzione.

Focalizzando l’attenzione sulle sole attività commerciali è facile scoprire che il Web e più in generale l’intero comparto del Digital Marketing è in grado di offrire numerose opportunità di lavoro a chi vi ha competenze: stando a quanto rilevato dall’Osservatorio NetComm - Politecnico Milano, nel nostro Paese, da cinque anni a questa parte, le imprese hanno più che raddoppiata il fatturato proveniente da questo settore, passando dai 9,3 miliardi del 2011 ai 19,3 miliardi del 2016. Crescita che tuttavia non ha ancora espresso tutto il suo potenziale essendo l’Italia ancora molto distante dalla media europea, aprendo quindi opportunità a chi si affaccia a questo settore.

I profili più richiesti nel Digital Marketing

Sempre stando a Kelly Services Italia, innovativa azienda di selezione e gestione del personale, attualmente, i profili più richiesti dalle aziende sono:

  1. e-Commerce Manager,
  2. Digital Strategist,
  3. Digital Project Manager,
  4. Social Media Manager,
  5. Social Media Analyst,
  6. Community Manager.
  • L’e-Commerce Manager è il responsabile delle attività di e-Commerce, con un ruolo di gestione che va dall’elaborazione delle strategie (valutazione, pianificazione e realizzazione del progetto), al lancio di prodotti e servizi, oltre ad essere responsabile delle vendite OnLine. Per tale ruolo sono richieste competenze di carattere economico-gestionale, di marketing, di controllo di gestione e una buona conoscenza dei mercati internazionali.
  • Al Digital Strategist fanno invece capo la definizione delle strategie di Web Marketing e di Social Media Marketing per la Brand Awareness e l’offerta commerciale. Sono quindi necessarie elevate capacità di comunicazione e di analisi, in aggiunta alle competenze di Web Marketing, SEO, SEM e Social Media Marketing.
  • Il Digital Project Manager gestisce l’intero ciclo di vita dei  progetti di comunicazione digitale, rispettando i tempi, il budget e le strategie aziendali.
  • Il Social Media Manager adatta le strategie di marketing ai diversi supporti del Web 2.0, con l’obiettivo di migliorare la visualizzazione di prodotti e servizi. Si occupa, infatti, della presenza di un’azienda o di una Community sui Social Network. Spesso lavora in abbinamento al Community Manager , responsabile di gestire i rapporti tra le diverse Community OnLine e la presenza dell’azienda sui canali Social.
  • Infine, il Social Media Analyst ha il compito di valutare i dati e i ritorni degli investimenti sui Social Media raccogliendo ed esaminando i dati provenienti dalle fonti digitali e non.

Le competenze che contano per trovare lavoro nel Digital Marketing

Le competenze tecniche più richieste per questi profili, a parte quelle specifiche di ciascun ruolo, sono: la conoscenza delle tecniche di SEO (Search Engine Optimization) per ottimizzare il posizionamento delle pagine Web, e SEA (Search Engine Advertising) come ad esempio, Google Adwords, le logiche alla base delle varie forme di Web Advertising (Display Advertising, Programmatic Advertising...).

Occorrono inoltre esperienze nell’impiego delle piattaforme di CRM (Customer Relationship Management) e CMS (Content Management System) per la gestione dei contenuti così come nell’uso dei classici canali del Digital Marketing tipo l’e-Mail Marketing.

In ogni caso è importante sottolineare che tra le competenze trasversali, spiccano le capacità di lavorare in team eterogenei e in modo multidisciplinare.

La laurea, biglietto di ingresso per i professionisti del Digital Marketing

Interessante evidenziare che se da un lato la laurea viene considerata come un requisito pressoché indispensabile, nel mondo del Digital Marketing trovano spazio tanto i laureati in ambito umanistico (un plus per chi lavora con le parole e con le persone), compresa quella in Comunicazione, quanto coloro i quali si sono specializzati nelle discipline Economia e Marketing o Ingegneria Gestionale o Informatica. I master in Digital Marketing e temi affini costituiscono ovviamente un ulteriore elemento preferenziale.

Data la costante e rapida evoluzione del settore, bisogna mettere in conto uno spiccato orientamento alla formazione e all’aggiornamento continui: le competenze e le conoscenze sono infatti destinate a divenire obsolete nel giro di pochi mesi, per cui si deve costantemente rinnovare il proprio bagaglio di conoscenze.

Buone retribuzioni per chi lavora nel Digital Marketing

Nota finale positiva: a fronte della richiesta di sofisticate competenze ed elevate caratteristiche personali, le retribuzioni per i professionisti del Digital Marketing sono decisamente interessanti: si va dai 30-35.000 Euro annuali per le figure Junior, ai 60/70.000 Euro per un e-Commerce Manager con qualche anno d’esperienza.

Leggi tutto...

I Migliori Posti di Lavoro in Europa

Il Great Place to Work® (GPTW) Institute ha appena pubblicato la classifica delle aziende che offrono i migliori ambienti di lavoro in Europa. Quali sono? E perché sono le migliori?

Se da un lato i livelli delle disoccupazione giovanile preoccupano i Governi di ogni parte d’Europa, dall’altra c’è un’accesa lotta per accaparrarsi i migliori – i così detti “talenti” - i veri protagonisti delle imprese di nuova generazione sempre più orientate al mondo dei servizi o dell’innovazione. Due contesti nei quali a contare di più sono le competenze, combinate con creatività, intelligenza, spirito critico e analitico. Così, per i giovani brillanti dotati di tali caratteristiche si aprono orizzonti estremamente positivi, al punto che sono proprio loro a scegliere le imprese per le quali lavorare e non il viceversa!

A far da guida nella scelta delle imprese – e per le imprese stesse nel governare i fattori critici per risultare attraenti agli occhi dei giovani – si sono diffuse numerose classifiche di gradimento del posto di lavoro, stilate da varie organizzazioni. Una delle più note e affermate in questo contesto è quella pubblicata regolarmente dal Great Place to Work® Institute (GPWI) che proprio in questi giorni ha rilasciato quella relativa alle Corporation operanti in Europa.

Le caratteristiche del miglior posto di lavoro

Già, ma innanzitutto, quali sono i fattori che rendono “grande” un posto di lavoro nel 2016 agli occhi di chi vi opera? Nel passato potevano essere elementi quali “la sicurezza del posto di lavoro”, “le opportunità di carriera”, “i livelli di retribuzione” e così via. In un’era dominata dall’incertezza su tutto e sull’accorciamento dei cicli di vita di ogni cosa, sono questi parametri considerabili ancora validi?

No: stando al GPWI, questi elementi sono stati sostituiti da altri molto più orientati al “clima dell’ambiente aziendale” e ai livelli di qualità della vita offerti dall’azienda. Espressi in elementi in qualche modo misurabili, questo vuol dire:I migliori posti dove lavorare dal punto di vista dei dipendenti - fonte GPWI

  • Avere fiducia nel Management e nei colleghi di lavoro;
  • Essere orgogliosi di ciò che si fa;
  • Apprezzare e avere buone relazioni con i colleghi.

Fattori che oggi pesano di più della retribuzione, dei benefit e dei numerosi altri elementi materiali che normalmente fanno parte dei pacchetti offerti dalle imprese ai propri collaboratori.

Dal punto di vista del Management dell’impresa, garantire ai propri collaboratori un buon ambiente di lavoro offre dei ritorni tangibili misurabili in:

  • Riuscire più facilmente a raggiungere gli obiettivi fissati;
  • Avere persone sempre motivate e pronte a dare il meglio di sé in ogni circostanza;
  • Vivere in un clima familiare nel quale la collaborazione reciproca diventa spontanea, senza richiedere alcuna regola né fattore di stimolo.

Risultati ai quali spesso si può arrivando con semplici accorgimenti quali rispettando e ascoltando le persone e dando seguito ai loro messaggi, ringraziare privatamente e pubblicamente le persone per il loro operato, considerare anche il lato umano degli individui, andando oltre la loro veste puramente professionale.

Le metriche che qualificano i migliori posti di lavoro

Dal momento che nessun elemento qualitativo ha significato a meno che non si riesca a misurare in qualche modo, forte dei 25 anni di esperienza maturati in questa attività, il GPWI ha sviluppato perciascuno dei fattori indicati una specifica metrica. Ad esempio, la fiducia viene misurata attraverso il Trust Index© che considera cinque dimensioni sulla base delle quali le persone valutano il proprio posto di lavoro.

Per ogni approfondimento sulle metriche rimandiamo direttamente al sito di GPWI, considerando che queste divengono le domande dei questionari sottoposti direttamente ai dipendenti delle imprese coinvolte nell’indagine. Si tratta di un campione d’indagine molto consistente, con oltre 10 milioni di dipendenti di circa 6.000 organizzazioni distribuite il 50 Paesi diversi del mondo.

I migliori posti di lavoro in Europa

Lavorare nelle multinazionali, specie per un giovane, rappresenta un traguardo importante: contesto internazionali, innovazione, progetti ad ampio spettro e visibilità, accompagnati da consistenti investimenti in formazione, costituiscono alcuni degli elementi che per l’inizio di carriera rendono queste organizzazioni le preferite per chi ha ambizione e lungimiranza.
Già, ma quali sono le migliori oggi a livello europeo per GPWI? Ecco la classifica:

  Nome Settore
1 Mars Manufacturing & Production
2 Daimler Financial Services Financial Services & Insurance
3  EMC Information Technology
4 Cisco Information Technology
5 Adecco Professional Services
6 W. L. Gore Manufacturing & Production
7 NetApp Information Technology
8 AbbVie Biotechnology & Pharmaceuticals
9 Admiral Group Financial Services & Insurance
10 Hilti Manufacturing & Production
11 H&M Retail
12 Volkswagen Financial Services Financial Services & Insurance
13 Microsoft Information Technology
14 Novo Nordisk Biotechnology & Pharmaceuticals
15 Cadence Information Technology
16 Hilton Hospitality
17 McDonald's Hospitality
18 Johnson & Johnson Biotechnology & Pharmaceuticals
19 Diageo Manufacturing & Production
20 Hyatt Hospitality
21 SAS Information Technology
22 National Instruments Information Technology
23  QlikTech Information Technology
24  Kiabi Retail
25  Phoenix Contact Manufacturing & Production

Interessante considerare che la classifica è pressoché dominata dal settore dell’Information Technology!

Leggi tutto...

Internet delle cose: è tutto intorno a noi

L'IoT, sul quale stanno convergendo l’Internet of Everything, il Machine-to-Machine” (M2M), il Physical Computing e l’Ubiquitous Computing sta facendo cadere le barriere tra il mondo fisico e quello digitale. Ma che cosa significa adottare queste tecnologie e come stanno impattando sul nostro modo di vivere?

Lucus Darnell, Chief Innovation Evangelist, TIBCO Software

Leggi tutto...

Migrare al Cloud Ibrido? Come, quando?

Combinare i servizi erogati dai propri Data Center con quelli fruibili attraverso piattaforme Cloud pubbliche, creando di fatto un ambiente di Cloud ibrido rappresenta oggi l'unica strada per sostenere il continuo incrementarsi di applicazioni vitali per ogni settore delle imprese. La domanda quindi non è perché svoltare verso il Cloud Ibrido, ma come farlo in modo rapido ed efficiente, migliorando i processi ed il controllo sulla spesa per Data Center e servizi IT....

Paul Dignan, Field Systems Engineer, F5 Networks

Leggi tutto...

Cybersicurezza: 6 miti da sfatare!

Sintesi ragionata su termini impropri e mezze verità dell'IT Security emerse dall’edizione 2016 del Data Breach Investigations Report (DBIR), l'indagine annuale sulle violazioni dei dati informatici sponsorizzata da Verizon.

Laurance Dine, Managing Principal, Investigative Response Verizon RISK Team

Leggi tutto...

Anche HP si iscrive nella gara alle Start-Up con l'unità HP Tech Ventures

Da HP Invent, glorioso slogan con il quale l'azienda si è qualificata per anni, al più recente "HP finanzia" dopo esser passati per una consistente serie di acquisizioni di organizzazioni di ogni dimensione, tra le quali spiccano CompaQ e EDS. Si apre una nuova era per la multinazionale di Palo Alto?

Leggi tutto...

Hackathon: Concorsi a premi tra intelligenze, Vetrine per Start-upper o Scorciatoie per assumere talenti?

Nati nel 1999 per aggregare un gran numero di intelligenze nella soluzione di problemi specifici, gli Hackathon, maratone per giovani sviluppatori e innovativi imprenditori si sono diffuse anche nel nostro paese, assumendovi diverse anime. A quali partecipare e perchè?

Leggi tutto...

Sempre più dura per i "piccoli commercianti" vecchio stampo. Il Digital Retail Marketing pronto ad assestargli la mazzata finale!

Ai Centri Commerciali, alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), alle reti di Franchising, all'e-Commerce a minacciare il futuro dei commercianti al dettaglio si aggiungono le nuove pratiche del Digital Retail Marketing che richiedono investimenti e competenze alla portata di pochi. Sono queste le mie considerazioni al termine del convegno sul tema promosso da Noovle in collaborazione con Gigya, Google e PWC.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS