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Link Building e Guest Blogging: fine di un idillio?

Link Building e Guest Blogging: fine di un idillio?

Il post di Matt Cutts intitolato "The decay and fall of guest blogging for SEO" sta sconvolgendo il mondo degli specialisti SEO instillando il dubbio che la regina del Link Building, ovvero scrivere contenuti sui Blog di altri siti diversi dal proprio possa addirittura risultare controproducente, per cui...

Dico subito che su questo tema non ho - né potrei avere - informazioni esclusive né la "verità vera", per cui il mio contributo qui si limita a ricostruire una storia che rischia di mettere in discussione una delle attività primarie sulle quali gli specialisti SEO (Search Engine Optimization) sono più impegnati: arricchire i loro siti di Link ottenuti pubblicando contenuti e commenti sui Blog di altri siti. Il tema è estremamente delicato, avendo destato l'attenzione di tutti gli analisti delle aziende più autorevoli in materia, con centinaia di opinioni e commenti che piovono da ogni parte del mondo. Basti pensare che il post di Matt Cutts dal quale è partito tutto ha raccolto a oggi 423 commenti, mentre quello di MOZ, al quale mi riferirò nel corso di questo post, 46.

L'importanza del discorso scaturisce dal fatto che Google considera il numero di Link che riceve ogni singola pagina di un sito come uno dei fattori determinanti per stabilirne la qualità e quindi proporla tra le prime a fronte delle ricerche effettuate attraverso il motore di Google sull'argomento che affronta. E tutti sappiamo che essere in cima alla lista dei risultati delle ricerche organiche è fondamentale per avere molti Click e quindi dare visibilità ai propri contenuti.

Il Post di Matt Cutts sul Guest Blogging

Da anni, ormai, Matt Cutts è diventata la star universale del Web per tutti coloro i quali vi si dedicano professionalmente per far svettare i propri siti sulla rete. In Google, Matt ha il titolo piuttosto defilato di "Responsabile del Team (anti)Webspam, ma nei fatti determina le regole da seguire e delle tecniche da evitare per creare pagine web "gradite" al motore di ricerca. Il che vuol dire "premiate", ma eventualmente anche "punite" per comportamenti scorretti sulla rete.

Cutts-MattBene, il blog dello scandalo è comparso sul sito di Matt lo scorso 20 gennaio, con il titolo "The decay and fall of guest blogging for SEO". In buona sostanza, Matt dice che "se come abitudine generate Link alle pagine Web del vostro sito attraverso il Guest Blogging, state molto attenti a partire proprio dal 2014, in quanto in Google ci siamo resi conto che questa è una tecnica molto usata per il Webspam, per cui ne puniremo l'impiego". In particolare, prosegue Matt, "se un sito abusa di questa pratica, verrà etichettato come spammer e di conseguenza trattato come tale".

Il post di Matt offre poi alcuni esempi di "cattivo" guest blogging spaziando dai contenuti che hanno poca o nessuna attinenza con i contenuti trattati nel blog rispetto a quelli sui quali punta il Link, sui post eccessivamente brevi ma corredati di opportuni Link all'esterno del sito, sugli eccessi di post provenienti da un singolo sito o autore, sul ritmo con il quale questi vengono pubblicati e cita persino il caso del commercio di Link nel quale qualcuno ha persino tentato di coinvolgere lui stesso, sebbene questo sia in aperta violazione delle regole di Google che vorrebbe una assoluta spontaneità dei lettori che "affascinati dai contenuti" decidono di Linkarli ad esclusivo beneficio dei propri lettori. Disegno, quest'ultimo, eticamente ammirevole ma certamente poco diffuso e realizzabile... (Giusto per la cronaca, dalla quantità e qualità dei Link dipende il Page Rank, uno dei fattori utilizzati per creare l'ordine di apparizione dei contenuti a fronte delle interrogazioni del motore di Google da parte degli utenti. Il Blog di Matt, estremamente trafficato di lettori essendo uno dei primi 5.000 al mondo, in realtà ha solo 5 di Page Rank, contro il 10 di Twitter).

Ad ogni modo, detto in altri termini, secondo me, Matt ha semplicemente distinto tra un uso ed un abuso delle pratiche di Guest Blogging, sempre nell'insegna di elevare la qualità dei contenuti pubblicati sulla rete e premiandone di conseguenza gli autori a scapito di chi invece fa il furbo. Molto semplice e chiaro, specie per chi ha la coscienza assolutamente pulita e non prova neppure a barare sulla rete, come invece fanno molti smanettoni senza tanti scrupoli. 

Nel mirino l'Outsourcing del Guest Posting

La pratica del creare contenuti per generare Link si è talmente diffusa sulla rete che sono nate delle organizzazioni specializzare nel â€œguest post outsourcing”, alcune delle quali hanno addirittura creato degli strumenti capaci di automatizzare la produzione di Post nei siti che accolgono contenuti da terzi, così come commenti da distribuirsi su larga scala. E sono proprio queste le organizzazioni finite nel mirino di Matt Cutts, fermamente determinato a combattere questo genere di attività che non arricchiscono i contenuti sulla rete, ma anzi li danneggiano creando dell'inutile rumore, fastidioso per tutti, a cominciare proprio dalla stessa Google.

La conclusione di Matts è quindi perentoria: "So stick a fork in it: guest blogging is done; it’s just gotten too spammy."

Pratiche virtuose di Guest Blogging

L'aver identificato alcune pratiche negative di Guest Posting e Guest Blogging non vuol dire che bisogna cancellarle dalla propria agenda di attività di SEO, quanto occorre farle in modo più consapevole e mirato, cercando di fornire dei contenuti effettivamente di valore, senza sfruttare tale tecnica in modo truffaldino. Il che vuol dire che pubblicare dei post e dei commenti sui siti di terzi, eventualmente rinviando al proprio per approfondimenti e delucidazioni, deve avere come presupposto dei contenuti da condividere o dei contributi da fornire che vanno al di là del semplice Link ad un sito.

Illustrando quindi le pratiche di Guest Posting che vengono considerate con favore da Google, Matt ha indicato le seguenti:

1. Affiancare i Link derivanti dal Guest Blogging ad altri Link provenienti da altre forme di condivisione dei propri contenuti, considerando inoltre che i Link possono arrivare anche da siti con bassi livelli di Page Rank, non solo da quelli di alto pregio.

2. Non eccedere nell'apparire in modo subitaneo su un gran numero di siti che accettano contributi esterni. Questo risulterebbe immediatamente come un'operazione commerciale e di conseguenza sarebbe malvisto, anziché premiato.

3. Non pubblicare lo stesso articolo su vari Blog ed ancor di più evitare i Tool che "rimaneggiano" i contenuti per far sembrare diverse le versioni modificate di uno stesso contenuto. L'analisi semantica dei testi svolta dal motore di Google, che continuerà ad affinarsi nel tempo, è in grado di rilevare queste azioni e le penalizza di conseguenza.

4. Prima di pubblicare su di un sito sconosciuto, valutarne la reputazione usando servizi quali WOT, che ne fornisce una scheda riassuntiva molto utile. Qui sotto la schermata relativa a ITware, che viene correttamente indicato come Good:

Wot

5. Pensare al "valore aggiunto" dei propri post e commenti: se non si ha nulla da aggiungere a quanto già scritto nel Blog, meglio evitare di sprecare parole, ma se si ha qualcosa di concreto da proporre e pubblicare, ben venga: servirà ad arricchire l'esperienza di lettura e nel contempo contribuirà ad accresce l'immagine e la credibilità del suo autore.

6. Quanto più un contributo risulta condivisibile e viene commentato, tanto più sarà considerato di valore. E questo vale sia per i propri Blog, sia per i contributi pubblicati su quelli degli altri.

7. Creare una relazione continuativa tra l'autore ed il sito sul quale vengono pubblicati i Post: avere tanti Link da un innumerevole numero di siti può esser considerato Web Spamming, mentre avere un inferiore numero di Link provenienti da un ristretto set di siti, ma ricorrenti, segnala l'esistenza di una relazione, di una condivisione di contenuti e target, non unicamente di Link.

8. Se si ospitano contributi di altri, prima di pubblicarli verificare che siano originali e non copiati. A tale scopo, utilizzare il comodissimo servizio Copyscape che compara il testo con quelli identici eventualmente già presenti sulla rete. Questo servizio offre numerose altre informazioni che posso guidare in una maggior conoscenza del proprio sito, così come quelli della concorrenza o di quelli con i quali si intende collaborare.

9. Ricordiamoci infine di quanto io stesso ho segnalato come tendenza di Google per il 2014 proprio in seguito all'intervento di Matt di Las Vegas, secondo il quale si va verso l'Authorship Ranking, così come ho indicato nello scorso Post. Di conseguenza, è determinante poter "firmare" i propri contenuti e far sì che questi vengano percepiti in quanto tali dai lettori, oltre che dal motore di Google.

Un'ultima considerazione: il Page Rank è importante per apparire in cima alla classifica delle ricerche, ma ancor più importante è avere traffico sul proprio sito. Il che vuol dire che si possono pubblicare contenuti anche indipendentemente dalla possibilità di inserirvi Link, puntando a catturare l'attenzione dei lettori che potranno così arrivare al proprio sito senza mai passare dal motore di ricerca.

La lezione quindi è una sola, sempre la stessa: contenuti di qualità, contenuti di qualità, contenuti di qualità!

Idee? Commenti? Contributi? Tutti ben accetti. Grazie

Ultima modifica ilLunedì, 27 Gennaio 2014 19:23

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