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Migliorare il Page Ranking: Velocità e Responsive sempre più cruciali per la SEO

L'estate è il momento migliore per rivedere i propri siti in ottica SEO, preparandosi per tempo ai tipici aumenti di traffico dell'autunno e dei periodi natalizi. Diamoci quindi da fare ora: un Menù di azioni pratiche per l'ottimizzazione di pagine e siti, con una sulla quale concentrarsi per quest'anno.

Nei miei seminari di Digital e Web Marketing - da quelli di base ai più avanzati di Link Building, Lead e Traffic Generation - parto sempre da due principi basilari per avere successo sulla rete, e non solo:

  1. Generare Valore Aggiunto in modo competivo;
  2. Offrire Contenuti, Servizi e Prodotti di Valore.

Senza questi due elementi qualsiasi sforzo per "abbellire" la propria offerta può portare unicamente risultati di breve periodo per i quali, nella maggior parte dei casi, gli effettuati investimenti non producono i ritorni cercati.

Dal punto di vista manageriale, questa impostazion non viene sempre percepita in tutta la sua rilevanza in quanto pressati dalle urgenze dettate dalla contingenza si è spesso portati a cercare delle scorciatoie in grado di dare risultati sul breve periodo. Pratiche che possono indurre, ad esempio, a giocare tutte le proprie carte su prezzi e promozioni, piuttosto che - strettamente in ambiente Web - nell'acquistare Link, liste o servizi da fornitori che operano in modo non sempre totalmente corretto.

Concentrando l'attenzione sul mondo Web, a rendere particolarmente rischiose le scelte meno limpide interviene prima di tutto Google, interessata a tutelare da un lato la qualità dei risultati generati dalle ricerche effettuate dagli utenti, dall'altro a proteggere il proprio Business basato sulla vendita di pubblicità, sia pure in varie forme.

A tale scopo, Google produce continui aggiornamenti negli algoritmi del proprio motore di ricerca, nei criteri di valutazione dei parametri premianti per conquistare le prime posizioni della lista dei risultati, nel censurare siti e pratiche rilevate come non corrette o, addirittura truffaldine. Di conseguenza, per evitare improvvise e spiacevoli sorprese, meglio seguire la via maestra della qualità, che risulta certamente più lunga e onerosa da percorrere, ma che crea un migliore rapporto tra chi cerca informazioni e chi le riceve attraverso il Web.

Il Bignami (o Bigino) del SEO: si parte dal Page Ranking

Mentre nei miei seminari affronto in dettaglio tuttii i punti sui quali occorre intervenire per elevare la visibilità delle proprie pagine Web - e sottolineo Pagine, non Siti, recependo così uno dei principali cambi di paradigma introdotti di recente da Google - in questa occasione ne fornisco un rapido elenco, per poi concentrare l'attenzione su quelli che rappresentano i punti di maggior rilevanza di quest'anno: la velocità di caricamento delle pagine Web e il supporto degli accessi per i Device Mobili.

Il punto di partenza è il "Page Ranking", parametro attribuito da Google per la valutazione delle pagine per cui, a fronte di una ricerca di parole o frasi, a parità di coerenza dei contenuti viene stilata la classifica di presentazione delle varie pagine rilevate sulla rete.

L'effettivo Page Ranking attribuito da Google alle pagine dei nostri siti non è ufficialmente noto, ma ci sono vari servizi che, studiando e interpretando i criteri adottati dalla stessa Google, forniscono dei valori molto vicini a quelli effettvi. Tra i più affermati e affidabili ci sono quelli di Alexa, MOZ, SEOquake, PageRank Detector e altri ancora. Il problema è che il Page Ranking può cambiare, anche in modo significativo, al cambio degli algoritmi di Google che in generale non sono prevedibili né per contenuti, né per tempificazione.

L'obiettivo deve pertanto puntare sul miglioramento del Page Ranking, dal quale dipende la posizione nella quale apparirà la nostra pagina a fronte delle ricerche dei navigatori del Web.

Per migliorare il Page Ranking occorre operare a diversi livelli:

  1. La Qualità dei Contenuti: questo rappresenta l'elemento cruciale di tutto il discorso, considerando che sulla rete c'è sempre troppo "rumore" con il proliferare di pagine prive di contenuti di valore per chi le legge, duplicate, scopiazzate, obsolete. Google stessa definisce le caratteristiche che dovrebbero avere i contenuti di valore, ma senza ricorrere alla loro definizione formale, basta porsi questa domanda: dopo che ho letto questo contenuto, ho ottenuto ciò che cercavo? Ho informazioni utili ad agire, ho imparato qualcosa, ho le indicazioni su come approfondire alcuni aspetti dell'argomento cercato? Se così è, abbiamo centrato l'obiettivo, in caso contrario ci siamo uniti al coro che fa rumore, quindi non abbiamo prodotto alcun Valore Aggiunto per il lettore.
  2. La Forma dei Contenuti: i contenuti non vengono mai giudicati in modo assoluto, ma in relazione alle aspettative che ne avevano gli utenti che li ricevono a fronte delle proprie ricerche. Di conseguenza, visto che le ricerche vengono effettuate "per parole" o "per frasi", è importante che le parole e le frasi siano correttamente utilizzate ed evidenziate. Questo vuol dire strutturare il testo in modo corretto, usando appropriatamente le Keyword nei titoli, nel sottotitoli e nei sottotitoli dei vari paragrafi (generalmente codificati in HTML con le rispettive etichette H1 per i titoli, H2 per i sottotitoli, H3-H5 per i titoli dei paragrafi). Keyword che troveremo, magari evidenziate, anche nei paragrafi, nel titolo delle figure, nel Meta Tag Description, nei Link di rimando all'interno del proprio sito. Naturalmente, nel perseguire la qualità dei contenuti, non ci dovranno essere errori di ortografia o sintassi, mentre non si dovrà eccedere nell'uso delle Keyword, disseminandole in modo esagerato, ma eventualmente usandone sinonimi o termini alternativi. Anche la lunghezza dei testi ha la sua importanza: se troppo brevi o squilibrati tra parole, immagini e keyword non saranno premiati, a differenza di quelli più lunghi e articolati. Questo anche perché il motore di Google sta sempre più orientandosi sull'analisi semantica dei contenuti, anziché sulla semplice rilevazione dei termini dalla quale era partito nel passato.
  3. La Rilevanza, il Seguito raccolto dai Contenuti: le citazioni, il consenso, le condivisioni, i commenti sono segnali tangibili che dimostrano come il contenuto pubblicato stia riscuotendo successo tra chi lo legge. Ora, mentre nel passato il fattore maggiormente premiante era rappresentato dal numero di Link raccolto dalla pagina, nel tempo si sta avendo un passaggio verso i segnali provenienti dai Social Media. Cambiamento che ha alla sua base un razionale molto più consistente di quanto si possa immaginare a prima vista. Infatti, mentre i Link vengono usati da chi "pubblica" sulla rete, ovvero dagli addetti ai lavori, titolari di proprie pagine Web, i commenti, i "Mi Piace", i ReTweet, le condivisioni sono normalmente fatte dai lettori dei contenuti che, in ultima analisi ne sono gli effettivi fruitori. Così, le citazioni dei contenuti riscontrate su Facebook, Google+, Pinterest, Twitter e via dicendo, se in coerenza con i contenuti stessi divengono preziose per il miglioramento del Page Ranking. Un elemento che aiuta sta anche nella presenza di Link all'interno dello stesso sito, indicando che l'argomento viene regolarmente trattato da chi lo sta affrontando in quella determinata pagina. Per contro, i Link provenienti da siti non attinenti al proprio o ai propri contenuti possono divenire un fattore penalizzante, considerati come frutto di forzature più o meno illegittime per far apparire la pagina in una posizione superiore rispetto al suo effettivo valore.

Naturalmente, ci sono vari altri elementi da considerare, non solo in base a cosa, ma anche in funzione di come vengono svolte le varie azioni, ma qui desidero porre l'accento sui due punti che ho già indicato come veri fattori critici del 2015:

  1. Il supporto dei Device Mobili;
  2. La Velocità di Caricamento delle Pagine.

Per quanto riguarda il supporto di Device Mobili, diventa imperativo adottare soluzioni che rendano Responsive le pagine del proprio sito. Il che vuol dire riscriverle se sono state sviluppate in HTML o adottare Template Responsive se si sta utilizzando un CMS (Content Management System) tipo Joomla, Wordpress o Drupal.

Dirò di più: se il sito è in HTML puro questa diventa l'occasione per trasferirlo su di una piattaforma più evoluta, ovvero su di un CMS che offre nuove prospettive e nel tempo concrete riduzioni di costi di gestione, a fronte di un netto aumento della qualità del sito stesso. Un tema estremamente complesso al quale ho dedicato un intero seminario di un giorno: Mobile Marketing & Responsive Design.

Velocità di Caricamento delle Pagine

Stando ad alcune indagini, il 40% dei visitatori di un sito non aspetta più di 3 secondi per l'apertura delle pagine richieste. Ma ancor peggio, non vi ritornerà neppure nel futuro.

Per Ilya Grigorik https://www.youtube.com/watch?v=7ubJzEi3HuA, il valore scende addirittura a un secondo, specie se si sta utilizzando uno SmartPhone o un Tablet. Un secondo nel corso del quale l'utente perde attenzione sulla pagina che si sta caricando e comincia a pensare ad altro.

Consapevole di questo, Google sta attribuendo sempre maggiore importanza alla velocità con la quale vengono caricate le pagine, considerando il valore complessivo dato dalla pagina stessa, dal Server che la ospita, dalle linee di accesso al sito.

Per facilitare la comprensione di questa complessità e fornire le possibili indicazioni su dove e come intervenire, Google ha messo a punto il Tool Google PageSpeed Insights: – https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/ liberamente utilizzabile da chiunque voglia farlo. Io stesso l'ho usato tempo fa per migliorare i tempi di risposta del nostro sito Joomla.

Google PageSpeedPage Speed Insights offre una serie di indicazioni su come si ripartiscono i tempi di apertura delle pagine, le azioni che possono essere intraprese per ridurli e offre persino  dei servizi erogati dai propri Server. Il motivo è ben spiegato: migliori tempi di risposta vuol dire da un laro utenti più contenti, ma dall'altro - ed è questo ciò che conta maggiormante per Google - un maggiori numero di richieste smaltite a parità di potenza elaborativa. Quind, minori sprechi e costi di infrastruttura!

Ultima modifica ilLunedì, 27 Luglio 2015 13:53

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