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Siti di qualità? Ecco le indicazioni più recenti di Google

Siti di qualità? Ecco le indicazioni più recenti di Google

Dopo l'uscita della nuova versione di Panda ci sono stati numerosi riposizionamenti nei ranking delle ricerche. Ma non tutto è attribuibile a Panda, visto che gli aggiornamenti hanno riguardato varie altre componenti del motore di ricerca di Google, e altri (500?) sono attesi per i prossimi mesi. Così, Amit Singhal, Google Fellow, ci dà qualche consiglio.

Con il titolo "More guidance on building high-quality sites", sul Webmaster Central Blog di Google, è apparso un interessante articolo di Amit Singhal che offre alcune considerazioni su come evolveranno i criteri di ricerca del motore di Google e fornisce preziose indicazioni su come adeguarsi, senza tuttavia dare una descrizione dettagliata del funzionamento degli algoritmi utilizzati ora ed in corso di sviluppo in casa Google.

In sostanza, dice Amit, inutile cercare di "ingannare" il motore con gli artifizi adottati dagli specialisti SEO più evoluti, visto che nel tempo tutte le tecniche mirate a drogare i risultati delle ricerce verranno sistematicamente private del proprio valore. Molto più valido, invece, considerare i criteri lungo i quali si stanno articolando le linee di sviluppo di Google e seguirne i principi. Questo vuol dire, nello sviluppare i siti ed i contenuti, rispondere costantemente a domande del tipo:

- In qualità di lettore, quanto ci fidiamo e riteniamo attendibili i contenuti pubblicati in questo articolo?

- Chi è l'autore dell'articolo? Un esperto della materia in oggetto, un suo appassionato o un illustre sconosciuto che scrive unicamente a scopo commerciale? La fonte dei contenuti - tanto da parte dell'autore, quanto in relazione ad altri collegamenti di corredo - ha un peso rilevante per stabilire il valore di quanto espresso.

- L'articolo è originale, offre contenuti esclusivi e fornisce valore al lettore, o si tratta di un duplicato di altri pezzi scopiazzati, dai quali sono state solo cambiate alcune parole?

- Dal punto di vista ortografico e grammaticale, l'articolo è ben scritto o pieno di errori, segno che è stato redatto di fretta, o da persone incompetenti, o frutto di cattive traduzioni in automatico da altre lingue? E' scritto pensando al lettore, o è strutturato unicamente per apparire bene nei motori di ricerca?

- Il sito dove è stato pubblicato l'articolo è noto, affidabile e gode di buona reputazione? Ovvero, saremmo disposti a fornirgli i nostri dati anagrafici e magari anche quelli della nostra carta di credito? Ma, ancor di più, i suoi contenuti sono generalmente coerenti con l'articolo in oggetto? La specializzazione e la qualificazione sulla materia sono sempre elementi di grande rilievo per valutare anche la qualità dei singoli contenuti.

- Che uso è stato fatto dell'articolo pubblicato sulla pagina in oggetto? Appare unicamente su di un unico sito o è replicato su molti, generando così rumore e confusione sulla rete.

La lista delle domande continua con numerose altre, che però ruotano tutte attorno ai concetti sopra espressi.

La morale per avere buoni risultati SEO? Scrivere contenuti di qualità!

In sintesi, anche in questo caso, viene ribadita quella che in Google è la filosofia di sempre: fornire contenuti effettivamente di qualità sotto tutti i punti di vista, ma prima di tutto da quello del lettore. Cosa che richiede il ricorso a persone competenti in materia, capaci di scrivere e comunicare in modo efficace, che tuttavia per tale ragione vanno valorizzate e remunerate di conseguenza.

Un'opportunità per la grande quantità di giornalisti specializzati che vedono scomparire le proprie testate, travolte proprio dall'onda Internet. Un processo di riallocazione dei budget che qualsiasi impresa affacciata sul Web - e ormai dovrebbero esser proprio tutte - dovrebbe prendere in considerazione quanto prima.

Ultima modifica ilLunedì, 14 Luglio 2014 10:31

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