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Google 2014: l'anno della riscossa sui Social Media?

Google 2014: l'anno della riscossa sui Social Media?

Nei giorni scorsi, in un'intervista di Bloomberg News, Eric Smidth, CEO di Google, ha dichiarato che il suo errore più grave nel condurre la compagnia è stato l'aver sottovalutato l'importanza dei Social Media. Ciò nonostante, il 2013 per Google è stato un grande anno. Dobbiamo quindi considerare l'ammissione di Smidth come una dichiarazione di guerra a Facebook & co.? A giudicare dalle mosse di fine anno, sembrerebbe proprio di sì....

Il 2013 è stato un intenso anno di aggiornamenti per il motore di ricerca di Google, che sarebbe meglio chiamare il mega-generatore di profitti dell'azienda regina del mondo Internet. Generatore di profitti perché anche per il 2013 si prevedono crescite a due cifre per fatturato (+12% circa) e per profitti (+20%) proiettando sulla fine anno i dati trimestrali del 2013 di Google. Non per nulla, le azioni Google nel 2013 hanno fatto segnare un bel +55%!

Gli aggiornamenti hanno riguardato le due componenti cardine degli algoritmi di ricerca impiegati da Google, portando a logiche sempre più vicine all'analisi della semantica dei contenuti delle pagine Web, combinate con l'obiettivo di "pulire" i risultati dal "rumore" generato da elementi non coerenti con quanto richiesto da chi sta navigando su Internet.

Stando alla cronologia ricostruita dal sito MOZ, sono infatti state rilasciate nuove versioni di Panda a Gennaio (versione 24), a Marzo (versione 25), a giugno (Panda Dance, accompagnato da un nuovo piano che prevede nuovi rilasci "non ufficiali" ogni 10 giorni), a Luglio (Panda Recovery/Softer, con la punizione di alcuni siti che tentavano in modo furbesco di drogare a proprio favore i risultati prodotti dal motore di ricerca, e la riduzione di penalità comminate ad altri siti giudicati in precedenza troppo severamente). Nel contempo, anche Penguin 2.0 è stato costantemente rivisto, fino all'ultimo rilascio ufficiale del 4 ottobre, mentre altri aggiornamenti hanno riguardato Hummingbird così come i criteri di valutazione dei contenuti attribuendo un peso sempre maggiore alle singole pagine rispetto ai siti dove risiedono. Ma a produrre le conseguenze più significative sono probabilmente stati gli aggiornamenti del 14 novembre scorso e del 5/6 dicembre che si è accompagnato alla revisione dei Page Rank, il punteggio che Google assegna ai siti ed alle pagine.

Al di là della specificità dei singoli aggiornamenti, ciò che appare sempre più chiaro è che Google sta rivedendo i criteri con i quali interpretare le richieste degli utenti e fornire loro i risultati delle loro ricerche. Dietro a questo ci sono un obiettivo dichiarato - fornire agli utenti risultati di maggior qualità - e due non dichiarabili, che tuttavia hanno forse un peso più rilevante del precedente. Il primo è spostare gli equilibri dei risultati delle "ricerche organiche" rispetto a quelle "sponsorizzate" così da indurre chi pubblica su Internet contenuti a scopo commerciale ad abbinarvi campagne pubblicitarie per dar più rilievo alla propria visibilità. Il secondo è sfruttare il peso e la posizione del motore di ricerca per risalire nel mercato dei Social Media, spingendo sempre di più verso l'adozione di Google Plus. La riprova di questo sta sia nelle parole dette da Eric Smidth, CEO di Google, nel corso di un'intervista rilasciata a Bloomberg, che riprendiamo più avanti, sia negli effetti registrati da molti siti Internet.

Per molti Web Master, infatti, l'aggiornamento di inizio dicembre ha premiato alcuni siti, ne ha penalizzati altri, ma soprattutto ha modificato profondamente l'uso del parametro di Authorship sul quale val la pena aggiungere qualche dettaglio. Con il parametro Autorship, Google intende attribuire i contenuti ai loro autori, presumendo che se una persona "firma" ciò che pubblica, ne è implicitamente fiero della qualità della sua qualità e di conseguenza i lettori ne trarranno il beneficio atteso.

Google-AuthorshipIl meccanismo è molto semplice: si tratta di "firmare" i contenuti tramite un proprio Account su Google+, indipendentemente da dove questi siano pubblicati. Al momento della loro individuazione, il motore di ricerca li proporrà con a fianco la fotografia che l'autore ha posto sul suo profilo, con l'accesso diretto al suo profilo su Google Plus.

Il punto è che, così come Matt Cutts, il "Guru" della qualità del motore di ricerca di Google, aveva annunciato lo scorso 24 ottobre a Las Vegas in occasione della conferenza PubCon, con l'aggiornamento di Dicembre, è stato modificato anche il meccanismo alla base dell'attribuzione dell'Authorship, con il risultato che molti "pezzi" non vengono più considerati attribuibili a degli autori - così come lo stesso Cutts aveva anticipato in una risposta video ad un sistemista indiano, "non ha senso attribuire ad un autore una Home Page, o la pagina dei contatti di un sito". L'effetto di tale aggiornamento è stato misurabile in oltre un 15% di riduzione di pagine che vengon associate al suo autore, sebbene noi abbiamo notato anche altri due fenomeni collaterali. Il primo è che gli articoli che compaiono sul sito di Blog di Google - Blogger.com - appaiono di preferenza attribuiti al suo autore, sebbene nel nostro caso abbiano solo un titolo e l'introduzione rimandando poi al nostro sito www.itware.com per il resto del contenuto e che, fatto ancora più strano, vengono presentati nell'elenco dei risultati ancora prima di quelli sul sito stesso.

La conclusione di queste osservazioni empiriche è molto semplice: per esser trovati più facilmente dal motore di Google diventa indispensabile avere un Account su Google+, mentre nello stesso tempo, l'importanza che sta assumendo Google+ diventa superiore a quella di qualsiasi altro sito.

Dalle parole di Cutts trapela inoltre un altro segnale sul quale occorre porre molta attenzione: senza dargli molta enfasi, in realtà Cutts ha fatto intuire che presto verrà attivato - se non lo è già stato fatto in modo silente - un meccanismo di valutazione degli autori (Authorship Rank) sulla falsariga del Page Rank, capace di condizionare i risultati del motore di ricerca. Avere un elevato Authorship Rank diventa pertanto fondamentale se ci si vuole assicurare un'elevata visibilità per i propri contenuti.

A tutto Google+ 

In aggiunta ai motivi appena illustrati, che sono già di per sé stessi abbastanza forti da investire sulla propria presenza su Google+, arrivano le già citate parole di Eric Smidth che considera il più grave errore della sua carriera in Google l'aver sottovalutato il peso che stanno acquisendo i Social Media, lasciando così libero lo spazio dove si è infilato con grande successo Facebook, per la quale abbiamo già dato le nostre previsioni per il 2014. Dichiarazione che fa presumere l'avvio di azioni dirette a insidiare il primato di Facebook nel mondo dei Social Media, accompagnata dal rilascio di nuovi contenuti e applicazioni per il mondo Mobile. Mondo Mobile nel quale, per altro, con l'81% di quota di mercato del suo sistema operativo Android, Google può dichiararsi a ben diritto molto soddisfatta!

La rimonta di Google+ si articolerà quindi su un piano più tecnologico nell'area delle correlazioni tra il motore di ricerca ed il Social Network di Google, probabilmente a scapito proprio di tutti gli altri Social Media del mercato, su quello funzionale attraverso una serie di nuove iniziative nell'area dell'intrattenimento, della formazione e dell'informazione - la Google TV che si coniuga a YouTube - e dei servizi per apparati mobili, segnatamente nell'ordine i Tablet e gli Smartphone. "Già oggi, vengono venduti più Tablet e SmartPhohone che PC" sono le parole di Schmidt "per cui cambieranno il modo con il quale la gente usa Internet e le proprie abitudine. Su questo stiamo lavorando per fornire nuove soluzioni e servizi."

Per il 2014 mi aspetto quindi una forte crescita di Google+, favorita anche dalla produzione di nuovi contenuti gestiti direttamente, o attraverso partnership, da Google, da contrapporsi ad un progressivo calo di Facebook sia sul piano degli investimenti da parte delle imprese, sia sul fronte degli utenti.

Big Data, nuovi Device e applicazioni Machine-to-Machine

GoogleGlass-BrinLa seconda area nella quale Google è più avanti e intende sfruttare il proprio primato è quella relativa alla raccolta e all'analisi di Big Data per divenire sempre più efficace nel proporre e fornire pubblicità.

Tra le fonti che alimentano la raccolta dei dati rientrano nuovi device - a cominciare dai Google Glass e dal nuovo Tablet Nexus 7 - e l'installazione di sensori passivi e attivi con i quali tracciare i flussi e gli eventi relativi a qualsiasi cosa, senza alcun intervento umano.

Un percorso ancora accidentato, ma pieno di opportunità, alcune delle quali già pienamente sfruttate da grandi compagnie tipo Starbucks che sta progettando di collegare al Web le machine del caffé, i frigoriferi e altri apparati per monitorare in dettaglio i consumi e le preferenze del pubblico così da anticiparne i desideri ed i comportamenti.

Credo che il 2014 non sarà ancora l'anno dei GoogleGlass, sebbene il loro rilascio generalizzato fosse stato pianificato già per il 2013. Al momento i GoogleGlass sono ancora troppo cari per divenire un prodotto di massa e dotati di un portafoglio di applicazioni e servizi ancora in piena gestazione. Per contro, ritengo che i Nexus 7 possa raccogliere grandi successi, così come mi aspetto una buona diffusione di Chromecast la chiavetta per guardare la TV attraverso il proprio Tablet.

Servizi Cloud? Potenzialmente forte, ma poco interessata

Un'area nella quale Google è presente e potenzialmente ben posizionata è quella dei servizi di Cloud Computing, dove si trovano concorrenti quali Amazon, IBM e Microsoft, giusto per citarne alcuni.

Google offre già vari servizi in Cloud Computing, andando dalla posta elettronica di Gmail, alle suite di office, a Google Drive per lo Storage. Ma mente il target degli altri concorrenti sono le imprese alle quali cercano di vendere soluzioni a 360 gradi - dalla piattaforma di sviluppo alle applicazioni gestionali, passando per Business Intelligence, gestione dei processi e dei contenuti e via dicendo - ritengo che Google abbia altre priorità, indirizzandosi prevalentemente verso il mercato pubblicitario a livello di imprese ed il mercato Consumer per quanto riguarda i servizi ed i contentui.

Volendo, potrebbe cambiare i paradigmi della competizione, offrendo i servizi a titolo gratuito, ma condizionati all'accettazione di messaggi pubblicitari sulla falsariga del modello delle televisioni commerciali che si finanziano attraverso gli spot, distruggendo così di fatto il mercato degli attuali concorrenti che sono costretti ad adottare modelli tradizionali avendo nei servizi il cuore del proprio business ed essendo privi della possibilità di accedere al canale pubblicitario come fonte di ricavi, ma avendo davanti altre opportunità, questo settore per il 2014 non avrà priorità rispetto agli altri. 

Perplessità sull'auto che guida da sola...

Personalmente, ho infine parecchie persplessità sulle auto capaci di guidare da sole, sebbene ne siano gà state viste alcune all'opera, ma per le quali l'uscita ufficiale sul mercato è prevista da qui a una decina di anni. Sul progetto delle auto che guidano da sole Google lavora ormai da tempo, essendone stata un pioniere, ma al di là delle complicazioni tecniche che mi sembrano davvero pressoché insormontabili, visto che sulle strade gli imprevisti sono enormemente di più che nei cieli o sui mari dove questi meccanismi sono ormai diffusi, mi domando una cosa: nel malaugurato caso in cui un'auto di questo genere dovesse investire un bambino, di chi sarebbe la colpa, specie quella di tipo penale? Del costruttore del veicol, del produttore del software, di chi compra l'auto o di qualcun altro? E dal momento che la responsabilità penale è individuale e non aziendale, sarebbe il CEO dell'azienda a pagarne le colpe? Mah, questa penso sia una bella idea, ma impraticabile...

Le aree sulle quali formulare previsioni per Google sarebbero molte altre, tipo il destino di Motorola o il ruolo di Chrome che continua la sua scalata ai vertici dei Browser più diffusi, ma per il momento mi sembra di essermi sbilanciato già troppo.

Altre opinioni, commenti, considerazioni?


 

Ultima modifica ilSabato, 04 Gennaio 2014 18:14

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