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Big Data: il 64% delle maggiori organizzazioni del mondo vi hanno già investito o pianificato di investirvi nel 2013

Big Data: il 64% delle maggiori organizzazioni del mondo vi hanno già investito o pianificato di investirvi nel 2013

Un estratto dei dati pubblicati nel Report appena pubblicato da Gartner, frutto di un'indagine svolta quest'estate sui membri del Gartner Research Circle". L'intero Report è acquistabile per 1.295 $ direttamente dal sito: http://www.gartner.com/DisplayDocument?id=2589121&ref=clientFriendlyUrl

Gartner ha appena rilasciato il Report: "Survey Analysis: Big Data Adoption in 2013 Shows Substance Behind the Hype", 17 pagine dense di informazioni, acquistabile per 1.295 dollari, frutto di un'indagine svolta durante lo scorso mese di giugno su 720 membri del "Gartner Research Circle" e volta ad esaminare le strategie, le soluzioni, i ritorni degli investimenti in Big Data delle organizzazioni più avanzate su scala mondiale.

Dai dati, emerge che nell'ambito degli investimenti in Big Data siamo in presenza di una situazione molto più avanzata di quanto si possa immaginare: sono già oltre il 64% le organizzazioni che hanno investito o pianificato di investire nelle tecnologie ed in progetti incentrati sull'uso dei Big Data, spaziando in un'ampia varietà di aree così come in queste stesse pagine stiamo evidenziando presentando l'impiego dei Big Data nella Ricerca Farmacologica, nel Marketing, nella Sicurezza IT, per Migliorare la Qualità della Vita ed in molti altri settori. Tuttavia, la difficoltà d'uso dei Big Data si riscontra nella quantità di progetti effettivamente entrati in produzione: sono solo l'8% del totale di quanti vi stanno investendo, segno che tra il dire ed il fare talvolta non c'è proprio il mare, ma il percorso non è poi così semplice...

In particolare, circa la metà del 64% delle aziende che stanno investendo in Big Data lo stanno facendo nel 2013, poco più di un quarto l'hanno pianificato per il 2014 ed il resto lo hanno già a Budget per il 2015.

Lisa Kart

Per Lisa Kart, Research Director di Gartner. "Il rumore che si sta creando sui vantaggi che l'impiego dei Big Data sono in grado di assicurare alle imprese non è assolutamente mal riposto, per cui la crescita degli investimenti nel settore è assolutamente legittima e spiegabile. Non per nulla, i dati della nostra indagine dimostrano che per la gran parte delle organizzazioni che vi stanno lavorando - anche in aree molto disparate tra loro sia geografiche che funzionali - i ritorni di investimento sono tangibili, a differenza che in altri settori molto decantati la cui reale convenienza è molto più difficile da dimostrarsi."

Ai Big Data stanno guardando le imprese di ogni settore

A dimostrare il valore dei Big Data e la trasversalità del loro impiego potenziale in varie aree operative ci sono i numeri: il 39% delle aziende del settore Media hanno già investito in Big Data, seguire dal 34% delle banche, dal 32% delle aziende del comparto servizi, mentre la nuova ondata di investimenti sarà guidata delle imprese del settore trasporti - il 50% delle quali hanno detto di aver già pianificato del progetti per il 2014 - della Sanità (al 41%) e di un gran numero di altri settori verticali, nessuno escluso.

Sul piano geografico, a guidare sono le aziende asiatiche (45%) e del Nord America (38%), sempre molto più propense di quelle europee e dell'america latina ad assumere decisioni basate sui dati anziché su confronti di natura dialettica. In questo aiuta anche la disponibilità di basi dati molto più affidabili e ricche di informazioni, frutto dei forti investimenti in qualità operate da alcune organizzazioni, ancora piuttosto indietro in Europa e ancor di più in Italia.

Per l'impiego dei Big Data un ciclo di adozione ricorrente e ben definito

Osservando le organizzazioni che hanno partecipato all'indagine, Gartner ha rilevato una sorta di ciclo ricorrente per l'adozione dei Big Data. La prima fase consiste nell'acquisire competenza sui Big Data e sulle tecniche di analisi predittiva, approfondendone i concetti e le tecnologie per la gestione e l'uso degli Analytics. Successivamente si passa all'esame di come i Big Data e gli Analytics possono contribuire al funzionamento dell'impresa, definendone i potenziali impieghi e quindi un'eventuale strategia di adozione. In queste fasi gli investimenti sono piuttosto modesti e consistono principalmente in tempo di tecnici manager con un retroterra culturale di tipo informatico, statistico o funzionale.

Una volta messe a punto le idee si passa ad una vera e propria fase di sperimentazione destinata a verificare le idee maturate e a verificare l'applicabilità delle tecnologie dei Big Data e degli Analytics nel contesto individuato. Anche in questa fase gli investimenti sono contenuti e privi di veri e propri criteri di valutazione dei ritorni. Si è ancora in fasi ricerca e sperimentazione, per cui sarebbe prematuro pretendere di valutare l'esatto rendimento delle somme spese.

Definito e realizzato il progetto pilota, dopo averne valutati i risultati, normalmente si passa all'avvio di un primo progetto realmente operativo. A questo punto la curva degli investimenti conosce un picco, visto che ci si deve attrezzare sia sul piano tecnologico che su quelli culturale ed operativo. In questo caso, la scelta di utilizzare servizi in Cloud Computing può risultare conveniente, evitando l'acquisto di consistenti risorse di Storage e di elaborazione dati.

Da questo punto in poi, avendo "rotto il ghiaccio" ed avendo verificato l'effettivo raggiungimento dei risultati attesi e dei ritorni di investimento conseguibili nel tempo, le aree nelle quali utilizzare i Big Data, ed i conseguenti progetti, si moltiplicano, spostando il centro degli investimenti dalle infrastrutture di base a quelle di gestione e di manutenzione dei sistemi.

Per i Big Data, il 2013 è l'anno della sperimentazione e dell'entrata in esercizio effettivo dei primi progetti

Alla luce del ciclo appena tratteggiato, dall'indagine di Gartner, appare evidente che per il Big Data il 2013 può esser considerato come l'anno dei progetti pilota e del rilascio in produzione dei primi progetti operativi. Non siamo infatti in presenza di un'adozione su larga scala, con solo l'8% delle imprese intervistate che ha dichiarato di aver rilasciato in esercizio nuovi progetti basati sull'impiego di Big Data e Analytics, il 28% alle prese con progetti pilota ed il 18% in fase di messa a punto delle strategie. A questi va aggiunto un 19% di imprese che sono nelle fasi di acquisizione di informazioni e competenze, avendo l'obiettivo di cominciare con i Proof of Concept l'anno prossimo.

I due obiettivi più ricorrenti che stanno conducendo verso l'adozione delle tecnologie di Big Data e Analytics sono ascrivibili alla ricerca di maggiore efficienza nei processi (49%) e nel miglioramento dell'efficacia nei rapporti con la clientela, dall'acquisizione alla loro gestione. Due obiettivi che erano al vertice delle preferenze anche in un'analoga indagine condotta nel 2012, dove le due voci erano però a parti invertite.

Un'osservazione interessante è che le attività che ruotano attorno ai Big Data diventano lo spunto per migliorare il funzionamento dell'impresa anche sotto altri aspetti. Ad esempio, nel costruire i Business Case per migliorare i rapporti con la clientela, spesso ci si accorge che occorre modificare i processi aziendali e magari anche acquisire dati che nel passato venivano trascurati o ignorati. Il risultato è che si parte con un obiettivo - tipo incrementare le quote di mercato o la soddisfazione dei clienti - per poi conseguirne anche altri tipo la riduzione dei costi per l'esecuzione di determinati processi - eliminando attività prive di valore o riorganizzandone le sequenze - o la riduzione dei rischi operativi. A questo proposito, il 42% delle aziende impegnate in progetti di Big Data hanno sviluppato nuovi prodotti o rivisto i propri modelli operativi, mentre il 23% stanno traendo nuovi ricavi dall'uso dei dati stessi. Per questo, le priorità e le aree di applicazioni sono molto diverse da comparto a comparto, ma anche da azienda ad azienda.

"Dall'indagine emerge un quadro molto variegato per aree e priorità d'uso dei Big Data, anche rimanendo all'interno di uno stesso comparto merceologico" - è il commento della dott.ssa Kart. - "Al di là della differenza tra i settori delle aziende che già si stanno cimentando con i Big Data, a guidare le priorità ci sono anche le scelte di strategia e posizionamento delle singole imprese. Ad esempio, mentre alcune si stanno concentrando sulla gestione ed il miglioramento dei rapporti con la clientela, altre stanno puntando sull'efficienza. Cose che sono riscontrabili tanto tra le compagnie assicurative o quelle dei servizi finanziari, quanto tra le aziende della grande distribuzione, gli editori, le industrie di produzione, le aziende del comparto sanitario e dei trasporti."

Per Gartner, la spinta verso i Big Data è salutare anche sul più ampio fronte dell'Information Management, inducendo le aziende a concentrarsi meglio sulla valorizzazione del proprio patrimonio informativo, sulla qualità dei dati e sulle indicazioni che ne possono trarre per migliorare la propria competitività.

L'intero Reoport "Survey Analysis: Big Data Adoption in 2013 Shows Substance Behind the Hype" è accedibile all'indirizzo http://www.gartner.com/resId=2589121, mentre il tema sarà ripreso ed analizzato in dettaglio nel corso delle apposite sessioni della prossima edizione del Gartner Symposium/ITxpo 2013 che si terrà a Barcellona dal 10 al 14 novembre 2013.

  

 

Ultima modifica ilLunedì, 23 Settembre 2013 12:20

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