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Piccoli Imprenditori: Sconcertante il Contrasto tra i Messaggi della Politica e dei Media e gli esiti di alcune indagini di mercato. Chi bara?

Piccoli Imprenditori: Sconcertante il Contrasto tra i Messaggi della Politica e dei Media e gli esiti di alcune indagini di mercato. Chi bara?

Pochi giorni fa, American Express ha pubblicato i risultati di un'indagine di mercato condotta tra gli imprenditori di piccole imprese con il titolo: Piccoli Imprenditori Italiani Soddisfatti della Propria Attività. Stando ai Media ed ai politici, siamo invece davanti ad un disastro. E' un tentativo di strumentalizzare l'informazione per imporre decisioni altrimenti impossibili?

Stando ai dati pubblicati da American Express, frutto di un sondaggio svolto dalla società di ricerche Toluna nello scorso mese di Maggio su 250 Decision Maker di piccole imprese italiane (meno di 100 dipendenti), qualificati come amministratori o dirigenti (CEO, CIO, CFO), "Le piccole imprese del Bel Paese affrontano la crisi con positività e concretezza, i Piccoli Imprenditori Italiani son Soddisfatti della Propria Attività."

Si tratta di dati oggettivi, che hanno portato a gli analisti a trarre tali conclusioni, che però riflettono una realtà assolutamente diversa da quella che viviamo quotidianamente con grida disperate che denunciano la perdita di milioni di posti di lavoro, la scoprarsa di centinai di migliaia di aziende - soprattutto piccole - la chiusura di esercizi storici. A questo punto, sorge una domanda spontanea: dove sta l'inghippo? I titoli di American Express sembrano fare eco alle criticatissime frasi di Berlusconi "I ristoranti sono sempre pieni di avventori, gli aerei volano pieni, l'Italia è un Paese ricco", in netta contrapposizione ai moniti della BCE, alle restrizioni da super-austerity imposteci da Mario Monti, al susseguirsi di tasse e nuove regole fiscali che ci arrivano ogni giorno. Una possibile conclusione è che "l'Italia è indebitata, ma gli Italiani sono ricchi", ma anche questa viene messa in discussione dalle continue chiusure di imprese e dall'ingrossarsi delle fila di disoccupati, per cui non resta che dare un'occhiata ai dati pubblicati da American Express per cercare di capire e magari di arrivare alle proprie conclusioni.

I dati del Barometro sulle Piccole Imprese di American Express

Il Benessere non è solo "denaro"!Stando a quanto pubblicato nell'ultimo Barometro sulle Piccole Imprese di American Express, nonostante l'attuale clima economico, il 79% dei piccoli imprenditori italiani dichiara di essere 'abbastanza' o 'molto' soddisfatto della propria attività, affermando che le principali motivazioni di appagamento stanno nel “fare qualcosa che appassiona e in cui credere”(70%), ne poter ”essere padroni del proprio destino” (66 %) e nell'aver “realizzato un equilibrio migliore tra lavoro e vita privata”(46%).

Interessante sottolineare che tutte le prime motivazioni citate afferiscono all'area del "benessere", dando una volta di più forza all'indice BUD - Benessere Universale Distribuito - che noi stessi, in BCI Italia - abbiamo definito dedicandogli alcuni articoli proprio qui su ITware e su Toolnews. Quindi, non tanto e non solo "economia", ma "star bene con sé stessi e con gli altri"!

In ogni caso, dal momento che la gestione di una piccola impresa comporta pensieri e problematiche che impattano sulla vita privata degli imprenditori, tra le aspirazioni personali per i prossimi sei mesi, il 60% desidera cercare nuove opportunità di business, il 48% aspira a ridurre i livelli di stress, mentre il 19% desidera ritagliarsi più tempo per le vacanze. Attrarre nuovi clienti (74%) e mantenere quelli esistenti (50%) restano comunque le priorità lavorative più importanti dei prossimi sei mesi.

Ancora una volta, l'attenzione si sposta sul "Benessere", dopo aver raggiunto i limiti fisiologici per la sopravvivenza dell'impresa con "nuovi clienti" e "mantenere quelli esistenti".

Il commento che al proposito ha espresso Tabitha Lens, Direttore Carte Business di American Express Italia, evidenzia una volta di più come la serenità mentale, che porta al pensiero positivo, prevale sugli aspetti puramente economici: "È molto incoraggiante sentire che, nonostante il difficile contesto economico in corso, i piccoli imprenditori dichiarino di essere soddisfatti della propria attività. Sanno che dovranno affrontare sfide difficili, ma sembrano concentrarsi sugli aspetti positivi.".

Commentando la performance del proprio business fino a maggio 2013, la maggior parte dei piccolo imprenditori (48%) hanno indicato che i risultati sono stati in linea con le aspettative, mentre, il 17% dichiara addirittura un miglioramento della propria attività. Il 37% ha rivelato, infatti, una crescita durante i primi cinque mesi del 2013, mentre per il 24% il lavoro non ha registrato slanci.

Guardando al futuro, il quadro è, però più ottimista, oltre la metà (53%) delle piccole imprese prevede una crescita per il resto dell'anno, solo il 18% pensa ci sarà una contrazione, mentre il 28% ritiene non si registreranno cambiamenti.

Quadro generale

Il 70% degli imprenditori italiani ritiene che la crisi nell’eurozona sia l’ostacolo maggiore alla crescita della propria azienda tant'è che rispetto agli altri Paesi, il 17% degli imprenditori italiani pensa che le opportunità di crescita maggiori si possano trovare nei mercati emergenti, contro l’8% dei francesi, il 6% degli inglesi e il 4% dei tedeschi.
Gli imprenditori vorrebbero dedicare più tempo alla pianificazione e alla strategia (56%) e al marketing (47%), il focus maggiore è invece rivolto alla relazione con i clienti, il 60%, infatti, dedica la maggior parte del proprio tempo a questa attività. Non per nulla, nelle piccole imprese è proprio l'imprenditore il perno attorno al quale ruotano le attività commerciali, dato che si riscontra anche nell'elevato valore (62%) di utilizzo delle relazioni pubbliche per attrarre nuovi clienti. Relazioni pubbliche che in questo caso sono naturalmente più personali che di tipo mediatico.

La negatività del clima economico si rflette invece su un peggioramento della qualità della vita, sacrificata proprio per cercare di dare un futuro alla propria attività:

  • Il 54% ha lavorato più ore a causa delle pressioni derivanti dal lavoro
  • Il 54% ha rinunciato alle vacanze negli ultimi 12 mesi a causa del lavoro
  • Il 33% delle piccole imprese ritiene che la recente situazione di incertezza politica possa provocare una diminuzione delle vendite.

Uso di Carte di Credito e pagamenti elettronici

In omaggio a Mario Monti con le sue azioni di scoraggiamento dell'uso del contante, e all'attività principale di American Express che è specializzata nei sistemi e nei servizi di pagamento elettronici, tramite carte di credito e altre forme più innovative, l'indagine ha anche esaminato l'evoluzione dei livelli di impiego di questi mezzi.

Per la gestione delle spese aziendali, il 56% dei piccoli imprenditori ha dichiarato di gestire il proprio flusso di cassa su base quotidiana. Per pagare le spese, il 54% degli intervistati utilizza una carta di credito aziendale, e in particolare il 40% usa la carta almeno una volta al mese, mentre il 14% meno di una volta nell’arco di un mese. Infine, il 58% utilizza una carta di credito personale per pagare le spese aziendali.

Il bonifico bancario rimane il metodo più diffuso su base settimanale dal 32% degli intervistati, anche se il 54% desidererebbe utilizzare la carta di credito per pagare i propri fornitori. La ragione di questa scelta è dovuta al fatto che, secondo il 47% degli italiani, i fornitori preferiscono altre forme di pagamento. I clienti che pagano in ritardo sono percepiti, invece, come una pressione per il flusso di cassa dal 45% delle piccole imprese.

Conclusioni: pensare positivo, guardare al benessere e rimboccarsi le maniche!

Il messaggio che si può trarre dai questi dati è che l'imprenditore ha l'ottimismo nel proprio DNA, lo spirito di rimboccarsi le maniche per risolvere i problemi e più attenzione alla qualità della vita che non alla ricchezza in quanto tale. La Politica dovrebbe tenere in considerazioni questi elementi in quanto è inutile incentivare le assunzioni, se manca lavoro e se gli imprenditori non assumono: visto che lo Stato deve "dimagrire", riducendo drasticamente i costi di funzionamento ed il proprio personale, ad assumere dovranno esser gli imprenditori che nonostante tutto continuano a mantenere inalterata la propria voglia di fare. Il che vuol dire che non solo non debbono esser criminalizzati, ma neppure terrorizzati con messaggi su di un futuro sempre più nefasto, o spremuti fino al punto di non avere più i mezzi per continuare al lavorare. Andrebbero quindi incentivati nella loro azione, che alla fine crea posti di lavoro, ed aiutati a ricreare mercato, instillando in tutti un pensiero positivo e la prospettiva di un futuro migliore.

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Ultima modifica ilLunedì, 01 Luglio 2013 16:06

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