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Il Mondo è tutto APPs: l'inarrestabile APPification di servizi IT e delle interazioni tra utenti

Il Mondo è tutto APPs: l'inarrestabile APPification di servizi IT e delle interazioni tra utenti

Il termine APPification è stato coniato da IDC che in un proprio report del dicembre 2010 stimava che entro il 2014 il mercato delle APPs sarebbe arrivato a valere oltre 35 miliardi di dollari. Oggi, proiettati su numeri ben più elevati, il termine è più attuale che mai, ma sta assumendo anche significati diversi...

Nel dicembre 2010, quando IDC pubblicò il Report "Forecast Worldwide Mobile Applications Revenues", nell'AppStore di Apple c'erano 300.000 APPs e l'AppStore di Google Android stava cominciando a muovere i suoi primi passi. Oggi, il numero di APPs su iTune ha superato le 750.000 mentre per Android ci sono ben più di 600.000 APPs da poter installare sul proprio SmartPhone o Tablet. Ed i download si sono moltiplicati di pari passo, spaziando in ogni ambito della nostra vita quotidiana, dalle attività lavorative a quelle ludiche e ricreative. Così, le già ottimistiche previsioni che ipotizzavano 76.9 miliardi di Download nel 2014, per un giro d'affari a livello mondiale di oltre 35 milairdi di dollari sono state ampiamente superate. Ma ciò che più conta è che le APPs stanno ormai assumendo una fisionomia ben diversa da quella di allora.

Io stesso, nelle mie previsioni inizio anno, ho indicato che l'APPification sarà una delle priorità di molte Direzioni Sistemi alle prese con l'ammodernamento delle loro procedure e la spinta che viene dall'impiego di Device Mobili in azienda e dal BYOD.

Dalla Modernization all'APPification

Da parecchi anni, in molte Direzioni IT sono stati valutati, pianificati, svolti progetti di ammodernamento delle procedure applicative nate sui Mainframe, con interfacce rigorosamente a caratteri, puntando a trasferirne l'esecuzione su piattaforme con migliori rapprti prezzo/prestazioni e dotandole di interfacce grafiche più ergonomiche, facili e intuitive da usare da usare. Ma il paradigma di allora prevedeva la revisione delle architetture delle applicazioni, separandone le interfacce utente dalle componenti operative contenenti le logiche procedurali. E se all'inizio le interfacce utente di riferimento si indirizzavano verso gli ambienti Windows, in un secondo tempo, con l'affermarsi delle architetture Web, l'attenzione si è spostata sui Web Browser. Oggi, anche questa scelta viene rimessa in discussione da almeno tre considerazioni:

1. Nel 2012 sono stati venduti più SmartPhone e Tablet che non PC;

2. Per il 2013 si prevede che anche il traffico generato su internet da SmartPhone e Tablet supererà quello generato dai PC;Window8

3. Su SmarPhone e Tablet imperano interfacce molto diverse da quelle del tradizionale mondo Windows/Web, con l'uso di TouchScreen, pulsanti grandi e specifici per funzione. Iconografia che è stata fatta sua anche da Microsoft che con il lancio di Windows 8 - sistema omogeneo per PC, Tablet e SmarPhone - ha rivoluzionato in tale direzione tutta l'impostazione tradizionale delle proprie interfacce.

Questo spostamento sta generando una nuova ondata di progetti di ammodernamento delle tradizionali applicazioni, puntando quindi a dotarle delle tipiche interfacce dei Device Mobili, cosa che risulta estremamente facilitata se nel passato le applicazioni erano già state segmentate nelle tre componenti di interfacce, gestione dati e gestione logica applicativa e ancor meglio se nel rivederle erano state concepite come "servizi". Cosa che per la verità non sempre è stata fatta dalle nostre imprese (ci ricordiamo delle SOA - Service Oriented Architecture?), ma che oggi diventa più indispensabile ed urgente che mai.

Il perché è presto spiegato: se da un lato le APPs sono considerabili come entità autonome, svincolate da ogni processo, tipo quelle per le previsioni del tempo o il controllo dei battiti cardiaci, dall'altro sempre di più si stanno affermando APPs che prevedono l'integrazione con altri servizi della rete, tipo l'acquisto di un biglietto - che si riflette su due aspetti transazionali e di integrazione: il controllo della disponibilità e l'assegnazione dei posti; il pagamento con relativa autorizzazione e trasferimento di denaro, magari usando lo stesso telefonino come "carta di credito e pos virtuale" - la condivisione di documenti e qualsiasi altra attività collaborativa. Se le applicazioni sono impostate come servizi, l'attivazione di ogni loro componente corrisponderà al semplice lancio di un nuovo servizio, utilizzando gli standard dei Web Services. In caso contrario, si dovrà ogni volta metter mano alle API - ammesso che ci siano e siano pubbliche e documentate - con un grande dispendio di energie e risorse.

L'Appification per ogni tipo di interazione

Due aspettI da non trascurare nei processi di Appification sono le dimensioni degli schermi e la probabilità che l'esecuzione della APP sarà svolta mentre l'utente è in piedi e magari in grado di usare un'unica mano, mentre l'altra regge il telefono e/o qualcosa d'altro. Il che vuol dire che le APP dovranno esser molto più granulari dei servizi che sono in grado di attivare, onde poter mettere sullo schermo dei pulsanti facilmente leggibili e "cliccabili" con un dito. Quindi, al posto di un Menù con tante opzioni sarà sempre più diffusa la pratica di avere varie APPs specializzate che tutte insieme concorrono allo svolgimento di servizi molto più complessi.

Ad esempio, si potrà avere un'APP per autorizzare degli acquisti, attivabile solo come passo di un processo ben più articolato, il cui accesso può esser regolato da Policy e legato a fattori di sicurezza adeguati all'operazione che si sta svolgendo.

In pratica, una riconcettualizzazione in chiave ergonomica e funzionale di processi e applicazioni esistenti. Il tutto, condotto usando i Framework di nuova generazione - sui quali tornerò prossimamente con un'ampia rassegna - nati proprio per svolgere queste attività indirizzandosi alla gran parte degli ambienti operativi esistenti oggi su Tablet e SmartPhone. Framework sui quali in Italia ho censito almeno una cinquantina di Software House che stanno già lavorando e producendo/rinnovando applicazioni di ogni genere.

Insomma, un altro balzo tecnologico in avanti per il mondo dello sviluppo.

Ultima modifica ilMartedì, 19 Marzo 2013 17:11

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