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Acquisizione Opel: Mossa Vincente o da Dinosauri in via di Estinzione?

Dalle sue origini, l’industria automobilistica è stata di tipo metalmeccanico, per poi orientarsi verso l’assemblaggio. Motori elettrici, batterie, materiali compositi, elettronica: una trasformazione anche digitale, che ne muta la connotazione dal profondo. L’obiettivo dei 5 milioni di auto/anno perseguito dal gruppo francese PSA (Peugeot, Citroën) costituisce la base di una strategia ancora attuale?

Ieri, con grande clamore, il gruppo francese PSA ha annunciato l’acquisizione da parte di General Motors dei marchi Opel e Vauxhall. L’operazione è indubbiamente consistente, visto che vale quasi 2 miliardi di euro tra prezzo di acquisto e rilevamento delle attività finanziarie in Europa della GM che così, di fatto, abbandona il Vecchio Continente.
Tra le dichiarazioni fatte da politici francesi e tedeschi e dal management dei due colossi del settore automobilistico spiccano le rassicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali, nella logica delle tutele tipicamente europee, mentre gli americani abbandonano, ma siamo sicuri che questa sia una strategia vincente?

Digital Trasformation per l’intero settore automobilistico

Già da anni, le auto assorbono la maggior parte dei chip prodotti a livello mondiale, surclassando PC, Tablet e telefonini. L’elettronica impera ovunque e il software la fa da padrone i tutti i controlli.
Ma guardiamo con occhio critico le pubblicità e le comparazioni fatte dai vari produttori nella promozione dei rispettivi veicoli: si apre quando ti riconosce, si parcheggia da sola, frena per te se ti distrai, persino guida da sola… Tutto qui? No: è sempre connessa a Internet per darti informazioni, per segnalarti guasti e interventi di manutenzione, per assicurarti il massimo confort in funzione dei carichi e del clima… Cosa c’entra tutto questo con la metalmeccanica?

Motori elettrici, batterie superperformanti, materiali compositi

E’ tutto? Assolutamente no: stiamo migrando a passi rapidi dai motori a scoppio e diesel – basamenti in ghisa, testate in alluminio, valvole in metalli innovativi – dotati di centraline elettroniche per il loro funzionamento, a motori elettrici e veicoli interamente alimentati in questo modo o di tipo ibrido, con il passaggio da un propulsore all’altro sempre regolato dall’elettronica. Così, mentre i motori diventano elettrici, la competizione si sposta delle fonderie ai trasduttori, dall’ottimizzazione dell’uso dei combustibili allo sviluppo di batterie sempre più durevoli e sempre meno pesanti. Cosa c’entra tutto questo con la metalmeccanica?

Non solo: un numero crescente di modelli sta abbandonando larga parte degli elementi delle carrozzerie in acciaio – o in alcuni casi in alluminio – per adottare materiali compositi con altrettanta resistenza e solidità, ma molto più leggeri. La sicurezza viene garantita da longheroni e scocche ancora in acciao, ma per quanto? Di conseguenza, anche per le carrozzerie il ricorso alla metalmeccanica – con enormi robot di stampaggio, verniciati poi in analoghi forni/robot – è in forte calo, con prospettive sempre meno rosee.

Personalizzazione su tutto

Infine, guardando alle tendenze di ogni settore del mercato, grazie ai nuovi orientamenti del Marketing e all’impiego dei Big Data, non si ragiona più in termini di “mercato” o di “segmenti”, ma di singoli consumatori. Arriviamo agli estremi della Ferrero che ti propone la Nutella con l’etichetta personalizzata. Può ancora l’industria dell’auto ragionare in termini di linee (o Isole) di montaggio, di produzione di massa, di economie di scala?

L’esempio Tesla

Tesla 3In questo scenario, svetta la Tesla che ha aggredito il mercato dell’auto scegliendo proprio la strada dell’elettronica, della digitalizzazione, dei materiali e dei servizi avanzati. Al punto, che è praticamente un produttore di auto che non ha proprie fabbriche, ma che concentra il proprio valore aggiunto proprio nell’innovazione sulle parti considerate cruciali per la competizione: le batterie, la progettazione, i servizi ai clienti. Con un ristrettissimo numero di dipendenti e un’estrema focalizzazione sui singoli clienti e le personalizzazioni di offrire loro. Con quali risultati?
Mentre i saloni d’auto sono pieni di macchine da vendere – nonostante il mercato sia significativamente cresciuto in questi ultimi 2 anni – per entrare in possesso di una Tesla 3, che viene venduta al modico prezzo di 30.000 Euro, contro le cifre ben più consistenti di altri modelli analogi molto meno confortevoli ed estremamente più costosi nell'esercizio, bisogna prenotarsi e attendere dai 3 ai 6 mesi. Ma quando se ne entra in possesso, comfort, prestazioni e piacere ripagano abbondantemente dell’attesa!

In conclusione, possiamo dire che i metalmeccanci tanto cari a Murizio Landini sono una classe in rapida via di estinzione, destinati ad essere sostituiti da esperti in ben altri settori. Ma ancor di più, siamo sicuri che la strategia del Gruppo PSA sia in linea con l’evoluzione del mercato dell’auto o il tentativo di ripercorrere modelli vincenti nel passato, ma senza molto futuro?

Ultima modifica ilMartedì, 07 Marzo 2017 09:57

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