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Mercato del Software in crisi? Guardare i numeri e riflettere, prima di continuare a lamentarsi!

Nei giorni scorsi, PricewaterhouseCoopers (PWC) ha pubblicato l'aggiornamento trimestrale per il 2014 della sua indagine MoneyTree sugli investimenti dei Venture Capital in Start Up e sviluppo di nuove imprese. Dai numeri appare che il flusso dei finanziamenti è sempre in crescita e che il Software vi fa la parte del leone. Un bel messaggio da chi punta soldi propri per trarne profitti concreti che deve servire da guida per le scelte di politica industriale dello Stato e per chi guida le imprese guardando dallo specchietto retrovisore....

Partendo dalla considerazione che al di là delle indagini di mercato e delle sensazioni dei singoli, lo sviluppo economico ormai si gioca tutto sull'innovazione e che il modo migliore per capire dove va l'innovazione è monitorarne gli investimenti dei Venture Capital e delle Istituzioni Finanziarie, da qualche anno PricewaterhouseCoopers (PWC) pubblica trimestralmente il Report MoneyTree™ che rileva sistematicamente, le aree e l'entità degli investimenti operati da chi finanzia nuove imprese o lo sviluppo di quelle esistenti. I dati sono basati anche sui dati della National Venture Capital Association (NVCA) e pubblicati da Thomson Reuters.

Nei giorni scorsi, è uscito l'aggiornamento relativo al primo trimestre del 2014 che, smentendo clamorosamente i luoghi comuni della crisi distruttrice di imprese e capitali, dimostrano come dal 2009 a oggi gli investimenti in nuove imprese sono pressoché triplicati, passando dai 3.858 milioni di dollari del primo trimestre del 2009, ai 9469 del primo trimestre 2014, con un andamento in crescita costante per trimesti e su base annua. Si tratta di un dato che in sintesi esprime tre concetti:

1. C'è una cospicua e crescente disponibilità di capitali in circolazione pronti a finanziare nuove iniziative;

2. La crisi ha creato la tipica turbolenza che imprime una forte accelerazione sull'innovazione, con il risultato di favorire il rimescolamento di modelli di business e scenari competitivi offrendo enormi opportunità a chi è in grado di guidare il cambiamento;

3. Le aziende che per varie ragioni - strutturali, tecnologiche, di sottocapitalizzazione o poca propensione all'innovazione magari condizionate da posizioni dominanti sul mercato conquistate in passati più o meno remoti - rimangono ancorate ai propri modelli e risultano restie ai cambiamenti sono quelle che più di ogni altre sono destinate a rimaner travolte dall'ondata di innovazioni.

MoneyTree PWC 2014 Per Settore

Al proposito, basti pensare a come sono cambiati interi settori di mercato spazzati via dalla digitalizzazione o da cambi di modelli di business, tipo le Pagine Gialle, le biglietterie aeree o gli SMS, questi ultimi resi obsoleti da WhatsUp acquisita da Facebook per la (modica) cifra di 18 miliardi di dollari!

Nel corso del primo trimestre 2014, i Venture Capital hanno investito 9,5 miliardi di dollari in poco meno di un migliaio di operazioni (951), con una crescita in valore del 12% rispetto allo stesso periodo del 2013, ma in calo del 14% per numero di operazioni, segno che è aumentata l'entità dei finanziamenti delle singole iniziative.

Ma allungando lo sguardo a ritroso, appare evidente come l'andamento degli investimenti sia progressivamente cresciuto, ma non altrettanto il numero di iniziative finanziate, segno che se si vuole aver credito è meglio puntare su operazioni grandi piuttosto che su piccole imprese.

Il Software pigliatutto

Beh, tutto è forse eccessivo, ma la metà è il dato oggettivo, che fotografa come l'attenzione sul tema sia sempre più elevata, divendendo il fattore competitivo e discriminante di maggior rilievo per chi voglia pensare a creare imprese per il presente/futuro.

L'industria del Software ha infatti raccolto 4 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2014, con un incremento del 39% rispetto al trimestre precedente, lasciando il resto del piatto da spartirsi tra tutte le altre aree dove fermenta l'innovazione tecnologica.

MoneyTree-PWC-2014-Per-Settore

Ancor più sorprendente, dietro al secondo posto delle biotecnologie, ampliamente staccate del software essendosi fermate a poco più di un miliardo di dollari, troviamo un altro settore del mercato IT, quello che viene etichettato come IT Service, ma che in larga parte può esser letto come Cloud Computing in tutte le sue forme, che tallona da vicino proprio le Biotecnologie e, ad differenza del precedente, è in fortissima crescita (+33%).

La sostanza, quindi, è presto detta: chi sta rischiando soldi propri o di propri investitori, cercando di trarne profitti consistenti e in tempi brevi, sta puntando pesantemente sul Software e sul Cloud Computing che vengono giudicati come fattori determinanti per la competizione in ogni settore e anche per le proprie capacità intrinseche. La morale, quindi, è una sola: non è il settore dell'IT in crisi, ma lo sono indubbiamente tutte le sue componenti che nel tempo sono o stanno divenendo obsolete, commodity o prodotti/servizi di largo consumo. Pensare di continuare a competere come si faceva nel passato e con tecnologie superate è effimero, così come lo è il tentare di tenere in vita aziende che hanno esaurito la propria spinta verso l'innovazione, mentre per chi osa e guarda avanti le prospettive possono divenire estremamente interessanti. Cosa che vale tanto per le imprese e gli imprenditori, quanto per lo Stato a proprio uso interno e nelle politiche industriali e di finanziamento.

E, una volta aperti gli occhi, non resta che rimboccarci le maniche e "sbadilare" nella direzione giusta!

Ultima modifica ilVenerdì, 19 Giugno 2015 15:24

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