Menu

La Digital Enterprise diventa di massima priorità strategica: i dati della ricerca di McKinsey

La Digital Enterprise diventa di massima priorità strategica: i dati della ricerca di McKinsey

Lo studio "Bullish on digital: McKinsey Global Survey results", firmato da Brad Brown, Johnson Sikese, Paul Willmott, tre consulenti di McKinsey, traccia un percorso ormai ineluttabile che non è vincolato all'IT, ma riguarda l'intero modo di condurre le attività e le imprese.

Digital è senza dubbio il termine più usato - e abusato - di questi ultimi tempi. Pensare che la "Digital" - famosa casa di Hardware di Boston è scomparsa ormai da anni, finita prima sotto il controllo di CompaQ e poi, entrambe, sotto quello di HP fa un certo effetto, ma oggi, ormai è tutto "digital": la televisione, il marketing e perché no? L'intera impresa... Ma cosa vuol dire esattamente "Digital Enterprise"? Per alcuni, l'azienda che vive nel mondo "virtuale" erogando prodotti e servizi "digitali". Per altri, quella che della digitalizzazione di documenti e processi ha fatto una vera e propria fede. Per altri ancora quella che alle pratiche tradizionali ha affiancato un intenso uso delle tecnologie digitali, coniugando così il vecchio ed il nuovo mondo, cercando di trarre il meglio da entrambi per migliorare la propria competitività e profittabilità.

Partendo da queste considerazioni, un Team di consulenti di McKinsey - Brad Brown, Johnson Sikese e Paul Willmott, hanno dato vita all'indagine intitolata "Bullish on digital: McKinsey Global Survey results" che da un lato ha cercato di fotografare cosa viene inteso per "Digital Enterprise" da chi fa "Enterprise", dall'altro ha rilevato chi guida nelle imprese questa trasformazione, con quali tempi, obiettivi, attese e risultati. L'intero studio è disponibile - in inglese - sul sito della stessa McKinsey, a questo indirizzo http://goo.gl/KkSzLK mentre qui ne proponiamo i passaggi più significativi.

Crescono attenzione e attese dei Manager sulla Digital Enterprise

Dire innovazione, oggi, nelle imprese è praticamente sinonimo di adottare strumenti e tecnologie digitali, specialmente nelle attività a più stretto contatto con i clienti, per cui anche i responsabili più lontani per cultura e funzioni dal mondo dell'informatica stanno cominciando a considerare con sempre maggior interesse il contributo che il passaggio al digitale può apportare al loro lavoro. L'unico problema è che, stando alle rilevazioni dell'indagine, si tratta di un'onda montante dal basso, che spesso non viene percepita in tutto il suo effettivo potenziale dai Top Manager, in generale più freddi nell'abbracciare le nuove tecnologie digitali. Questo è anche alla base di una certa scollatura che comincia a registrarsi tra le organizzazioni esistenti e come invece potrebbero esser ripensate in chiave digitale.

L'indagine è quindi stata sviluppata lungo cinque filoni, quelli che apparentemente possono trarre maggior vantaggio dal passaggio al digitale, con effetti diretti sulla competitività delle imprese: Big Data e Advanced Analytics, gestione digitale delle relazioni con i clienti, digitalizzazione delle relazioni con i dipendenti ed i partner esterni, automazione delle operazioni e innovazione in chiave digitale. Per ciascuna di queste tematiche sono stati rilevati gli atteggiamenti, le azioni, le responsabilità, gli ostacoli e le aspettative delle imprese, con i loro sviluppi nel tempo.

Il primo risultato, pericoloso ma positivo, è che, trasversalmente, nella gran parte delle organizzazioni intervistate (circa un migliaio), ci sono attese rilevanti dall'adozione delle tecnologie digitali. Pericoloso in quanto un eccesso di aspettative può portare a cocenti delusioni, positivo in quanto vengono diffusamente viste come un importante fattore di cambiamento e miglioramento di processi, prodotti e servizi.

C'è, ad esempio, una forte percezione che grazie alle tecnologie digitali diventa più semplice ed economico mantenere e sviluppare i contatti con i clienti, trasformando le comunicazioni in multicanale. Così, il Digital Marketing e la gestione dei clienti attraverso questi nuovi canali assumono priorità strategica, sebbene la maggior parte dei Manager consideri di aver percorso al momento solo un quarto del cammino che li attende lungo questa strada.

Gestione dei clienti al primo posto nell'uso delle tecnologie digitali

Aziende-Digitali-2013Tra le cinque aree indicate dai consulenti di McKinsey, la più gettonata è risultata essere (figura 1) quella del "Customer Engagement", con il 56% delle aziende che la pongono in cima alle loro priorità, in forte crescita rispetto all'analoga indagine condotta prendendo in esame il 2012, in virtù dei risultati ottenuti da chi vi ha fatto i primi investimenti.

Molto più indietro invece l'interesse sull'adozione delle tecnologie digitali nella gestione delle relazioni con i collaboratori, i partner, i fornitori. E, come al solito, più che i numeri assoluti contano qui le variazioni di un anno sull'altro, che proiettano anche ciò che potrà accadere nel prossimo futuro.

Per quanto riguarda la gestione del personale, la voce più ricorrente nell'adozione di strumenti digitali è stata per "la raccolta Online di feedback", seguita dalla condivisione dei contenuti (Knowledge Management) e dalle funzioni collaborative, in alcuni casi utilizzate anche per la gestione della Supply Chain.

Big Data sempre e ovunque

Tra le aziende che si sono convertite più convintamente al digitale - o che lo stanno facendo - un peso sempre più rilevante viene acquisito dalla gestione e dall'analisi dei Big Data. Questo può esser attribuito alla disponibilità di grandi masse di dati acquisibili direttamente dalle macchine, mentre il freno è rappresentato dalla mancanza di competenze specifiche per sfruttare appieno le capacità dei più nuovi e avanzati strumenti per l'analisi predittiva (Analytic).

Big-Data-e-Digital-EnterpriseI Big Data trovano quindi spazio nei processi decisionali, nelle attività di Ricerca e Sviluppo, nella formulazione dei Budget e nei modelli previsionali (vedi figura 2). Ciò che tuttavia più conta è che i Big Data vengono considerati come un fattore competitivo per la crescita delle imprese e non come uno strumento di risparmio di costi o di efficienza, come invece sono tradizionalmente percepite le tecnologie informatiche.

Digital Enterprise è anche automazione dei processi, con progetti in corso in varie aree, puntando a migliorare contemporaneamente qualità (ad esempio eliminando o riducendo gli errori operativi) ed efficienza (rendendo più rapide le operazioni), ma anche aprendo su nuovi fronti come la possibilità di controllare da remoto l'esecuzione di determinate attività. Per contro, i casi nei quali l'automazione viene citata in funzione esclusiva di riduzione del personale sono piuttosto rari.

Il 40% dei rispondenti hanno inoltre affermato di utilizzare - o di avere allo studio - le tecnologie digitali per migliorare i propri prodotti e servizi esistenti o per crearne di nuovi. La gran parte considera prodotti e servizi di tipo tradizionale, tant'è che solo il 23% dei rispondenti sta considerando di dar vita ad una nuova offerta interamente basata su prodotti e servizi digitali.

Il CEO sempre più al centro della "svolta digitale"

Tecnologie digitali "roba da informatici"? No, non più: l'analisi e l'adozione delle tecnologie digitali sta ormai andando ben al di là delle pure funzioni informatiche, avendo ormai oltrepassato di gran lunga i confini delle Direzioni Sistemi.

Nel 31% delle aziende a guidare - o a sponsorizzare - il cambiamento sono direttamente i CEO, in netta crescita rispetto al 23% registrato nel 2012. Una crescita che dimostra l'importanza che le tecnologie digitali stanno acquisendo nel fornire un contributo tangibile al rilancio della competitività delle aziende.

Digital-Enterprise-Ruoli

Una cosa molto interessante è la nascita della nuova figura del Chief Digital Officer (CDO) all'interno dei Comitati di Direzione delle imprese, volendo così rappresentare un individuo con forti competenze informatiche ma una ancor più forte propensione al Business e a coniugare le nuove tecnologie con la realtà esistente per migliorarne risultati e prestazioni. Il CDO diventa così una sorta di super-consulente interno, che ha il compito di sovraintendere i cambiamenti all'interno dell'organizzazione sia sul fronte dei processi sia su quello dei prodotti e dei servizi erogati al mercato.

Operando a cavallo tra la ricerca, il marketing, l'organizzazione e l'IT il CDO assicura anche l'allineamento tra i piani strategici di sviluppo dell'azienda e gli investimenti per la loro attuazione, avendo sempre ben presenti gli obiettivi che si intende perseguire e le possibilità offerte dalle tecnologie digitali.

Guardando al futuro, la Digital Enterprise diventa un imperativo

Nella proiezione sulle scelte che attendono le imprese, il 65% degli intervistati ha asserito che le tecnologie digitali diverranno sempre più centrali per il proprio sviluppo, con una continua crescita di investimenti che si protrarrà per lo meno per i prossimi tre anni. In particolare, poi, i CEO dimostrano di aver addirittura delle aspettative più alte dei loro collaboratori sui ritorni conseguibili dagli investimenti di tecnologie digitali, segno che l'ondata di innovazione in tale direzione non è certo destinata ad arenarsi nel breve.

Guardando ai settori, il Business-to-Business viene percepito come maggiormente beneficiario dalle tecnologie digitali rispetto al Business-to-Consumer, probabilmente a causa delle maggiori esigenze dei clienti, della necessità di maggiore trasparenza nella proposizione commerciale e della pressione competitiva. 

Un fattore di rischio è dato,per la nostra Europa, da fatto che le aziende del Nord America, oltre ad essere più avanti nella digitalizzazione di quelle del vecchio continente, stanno anche investendovi di più, allargando così il gap tecnologico e quello relativo alla competitività delle imprese. Un punto di attenzione sul quale occorre riflettere attentamente.

Commenti?

Ultima modifica ilLunedì, 10 Febbraio 2014 18:40

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Torna in alto