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Bitcoins: addio ad Euro, Banche e Carte di Credito?

Bitcoins: addio ad Euro, Banche e Carte di Credito?

Non proprio, ma con interlocutori affidabili e sistemi sicuri con le Bitcoins si possono semplificare molte cose e fare grandi risparmi sulle transazioni finanziarie via Web...

Le Bitcoins in risposta al signoraggio bancario e alle tassazioni dei Governi, evoluzione in chiave digitale dei miniassegni diffusisi in Italia negli anni '70? Vediamo cosa sono e quali prospettive hanno per il 2014...

Bitcoins e signoraggio

Da qualche tempo a questa parte, sta prendendo sempre più forza il movimento contro il signoraggio bancario in base al quale "chi batte moneta" - ovvero chi ha il diritto di creare denaro come i governi degli Stati e le Banche Centrali, che nel caso dell'Europa hanno delegato a questo la BCE, o nel passato i feudatari da cui il termine "signori" - godono di un reddito derivato dal differenziale tra il valore dei beni reali e quello della moneta, frutto della combinazione tra gli interessi ed i tassi di inflazione. Detto in altri termini, il signoraggio diventa una delle fonti con le quali i Governi possono finanziarsi, cosa che però è idealmente possibile per chiunque sia in grado di emettere nuove valute accettate come mezzi di pagamento.

Bitcoins e Miniassegni

MiniAssegniCondizione fondamentale affinché sia possibile "emettere moneta" è che chi la utilizzerà la accetti come mezzo di pagamento. Cosa che in Italia è già avvenuta a metà degli anni '70, quando ancora ai tempi della lira, in mancanza delle monete metalliche che la zecca di Stato non era in grado di produrre, per dare il resto, molte organizzazioni tra le quali banche e grandi catene di distribuzione, cominciarono ad emettere Miniassegni di importi variabili tra 50 e 350 lire.

Comodità per gli utenti, ma enormi profitti per gli emittenti: ne furono emessi per un valore di oltre 200 miliardi di lire, con il duplice vantaggio che tutti i miniassegni persi o distrutti si traducevano in profitto diretto per che ne garantiva la convertibilità in denaro, mentre di fatto veniva generato del nuovo denaro, traendone i relativi interessi, a fronte di costi di gestione praticamente inesistenti.

Il pubblico accettò di buon grado i Miniassegni anche in virtù del fatto che erano garantiti da grandi banche e risultavano scambiabili in denaro vero senza problemi né costi, così come le varie valute nazionali erano idealmente permutabili in equivalenti valore oro, garantite dalle riserve delle rispettive Banche Centrali emittenti, seguendo i criteri stabilito dai patti di Bretton Woods del 1944. Cosa decaduta nel 1971, in seguito alla disdetta unilaterale dei patti da parte degli Stati Uniti d'America, dopo che essi stessi ne avevano dettate le regole iniziali. Senza entrare nel merito degli attuali meccanismi di valorizzazione delle valute - basati sui Prodotti Interni Lordi, sui tassi di inflazione, di produttività e altri fattori ancora - è importante capire che le singole monete traggono il loro valore dal fatto di esser accettate come mezzo di pagamento e di superamento del baratto per gestire gli interscambi commerciali. Da questi concetti traggono origine le più moderne Bitcoins, nate per rispondere alla domanda di semplificazione per la gestione delle transazioni commerciali che avvengono su Internet.

Origine delle Bitcoins

Di fatto, le Bitcoins sono nate nel 2009 con l'obiettivo di creare una nuova valuta elettronica interamente gestita da Software, tant'è che il nome Bitcoins si riferisce al sistema Open Source che ne governa la circolazione in modalità Peer-to-peer, evitando così la necessità di far capo ad un qualsiasi ente centrale. Gli interscambi di Bitcoins vengono registrati su un Database distribuito tra i nodi della rete, mentre tutti i dati relativi al loro uso ed ai loro possessori vengono trasmessi in modo cifrato per proteggerne la Privacy e la sicurezza.

Dopo i primi passi incerti, oggi il valore delle Bitcoins spazia da un singolo dollaro a mille e più, divenendo una valuta sempre più accettata e scambiata nelle transazioni commerciali via Web. Le Bitcoins possono essere conservate nel proprio portafoglio su PC o Tablet, o affidate a terzi che così assumono il ruolo di BitBanche. Possono esser spesi attraverso il proprio indirizzo Bitcoins e sempre attraverso la stessa via possono esser ricevuti, anche in modo del tutto anonimo. Aspetto che, associato alla mancanza di un ente centrale di controllo e gestione, rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, monitorarne i trasferimenti o manipolare il valore delle Bitcoins, ad esempio, emettendone di nuove.

Non per nulla, le Bitcoins sono al momento molto temute dai Governi anche come elemento di destabilizzazione di molti equilibri finanziari e legali, dopo che con il Web sono di fatto caduti i confini nazionali, mettendo in crisi i sistemi di tassazione - vedi la recente Web Tax che il Governo Italiano vorrebbe introdurre nel nostro Paese, ma che credo non vedrà mai la luce - i dazi e persino le azioni contro la creazione di fondi neri.

Smaterializzazione di fatto delle valute

Sembra assurdo? Pensiamoci per un attimo: al di là delle nuove regole italiane che impongono di effettuare qualsiasi pagamento superiore ai 1.000 Euro con sistemi tracciabili - assegni, bonifici, carte di credito,... - abbiamo mai visto 10.000 Euro tutti insieme in banconote? Eppure, se abbiamo comprato una macchina o una casa ne abbiamo spesi molto di più in una volta sola. Lo stesso dicasi per quando incassiamo lo stipendio, gli interessi di un investimento o se compriamo titoli di Stato: in tutti questi casi, a far fede è la registrazione elettronica della transazione che abbiamo effettuato, dematerializzando così non solo l'operazione, ma la stessa esistenza della valuta sottostante. Così, le Bitcoins non fanno che realizzare questo, astraendosi dal concetto di "valuta", sostituendolo con un mezzo di pagamento che sia comunemente riconosciuto e accettato, eliminando tutti i costi connessi alla gestione delle valute stesse.

Vantaggi economici e semplificazioni a vantaggio dell'uso delle Bitcoins. Da qui, la crescita significativa che stanno avendo su scala mondiale: entrate di fatto in circolazione solo cinque anni fa, la valuta digitale per eccellenza ha cominciato ad esser accettata da un numero sempre più elevato di esercizi, incrementando in modo esponenziale il numero e l'entità delle transazioni. A guidare il lotto dei commercianti che le accettano comunemente ci sono i Casinò su Internet, i produttori di giochi a pagamento, ma ad essi si sono aggiunti anche numerosi commercianti di beni anche di grane valore.

Quanto vale una Bitcoin?

Come detto - e analogamente alle comuni valute nazionali - le Bitcoins hanno un valore fluttuante, non ben definito. Trattandosi di un'economia ancora in piena gestazione, il prezzo delle Bitcoins risulta molto variabile, anche su breve periodo, per cui vanno al momento considerate come un puro mezzo di pagamento e non come una valuta di accumulo per i propri risparmi. Questo vuol dire che se ne può creare una sorta di riserva per i propri acquisti, ma è meglio fornirsene al momento dell'utilizzo e disfarsi delle eccedenze rispetto alle necessità contingenti subito dopo l'incasso. Al proposito, è interessante considerare le previsioni di quanto varrà una Bitcoin nel 2014, spaziando da meno di 1.000 dollari a 10.000, mentre la forchetta del 2013 è stata tra 13 e 1.147 dollari.

BitCoin-Valore-2011-2013

In ogni caso, per approvviggionarsene è sufficiente acquistarle usando la propria carta di credito o la carta Postepay, dopo di che si sarà totalmente svincolati da qualsiasi circuito bancario, fino alla loro riconversione in valute tradizionali.

Tutte le regole di funzionamento sono garantite dalla Bitcoins Foundation, una fondazione No Profit che conta centinaia di organizzazioni e individui che contribuiscono a finanziarne il funzionamento e supportarne le iniziative.

Le Bitcoins stanno comunque de-stabilizzando l'attuale sistema finanziario delle valute, provocando diverse risposte dai vari Paesi del mondo. Ad esempio, infatti, come poter gestire l'IVA in un regime dove le transazioni avvengono unicamente in modo virtuale, senza alcun rispetto di confini o di normative nazionali/internazionali? Il problema è molto consistente nel caso dei servizi, mentre più facilmente gestibili nei trasferimenti di beni, ma visto che le nostre economie sono sempre più spostate verso i servizi, l'impatto economico potrebbe diventare rilevante. Ad esempio, così, in Norvegia le Bitcoins non sono considerate "monete" ma "azioni" e di conseguenza sono state assoggettate alle tassazioni vigenti sui Capital Gain. In Germania, invece, in seguito alle normative varate lo scorso agosto le Bitcoins sono trattate unicamente come un nuovo genere di valuta. Anche negli USA si è aperto un dibattito sul tema, considerandone sia gli aspetti fiscali, sia quelli relativi la sicurezza, ma in concreto non sono stati ancora presi provvedimenti specifici.

Bitcoins nel 2014: nuove prospettive di crescita

Senza andar tanto lontano, negli ultimi anni abbiamo visto la nascita e la progressiva affermazione di PayPal come sistema di pagamento universalmente accettato sul Web, appoggiato tuttavia ai tradizionali sistemi di pagamento. Nel 2013, PayPal ha iniziato a trasformarsi sempre più in banca virtuale aggiungendo nuovi servizi a quelli di mascheramento dei dati della carta di credito degli acquirenti via Web. In parallelo, per le transazioni internazionali si sono affermate organizzazioni quali Western Union o MoneyGram, che ora hanno una capillarità mondiale inavvicinabile da qualsiasi banca tradizionale.

Le Bitcoins non fanno che aggiungere un ulteriore passo in avanti a questo processo, per cui è facile immaginarsi che nel 2014 raccoglierà nuovi successi, molto superiori a quelli già notevoli del 2013. Non per nulla, in questi giorni ne hanno annunciato l'adozione il sito di commercio elettronico Overstock.com, il sito di giochi Zynga.com, aggiungendosi alle centinaia di esercizi che le hanno adottate già dallo scorso anno, in varie parti del mondo. 

In realtà, ci sono anche altre alternative alle Bitcoins, tipo le valute create da Amazon, Nike e altri produttori - proprio in analogia a quanto avvenne a suo tempo in Italia con i miniassegni emessi ad esempio dalla Rinascente - ma in realtà, Bitcoins sembra al momento essere l'unico trasversale e trasnazionale sul mercato, con le maggiori credenziali per affermarsi in modo universale.

In conclusione, essendo un meccanismo de-stabilizzante, le Bitcoins dovranno prepararsi ad esser attaccate pesantemente - per esempio facendo leva su fattori quali sicurezza, illegalità, trasparenza e via dicendo - tanto dal mondo bancario quanto dai Governi che vedono minacciate le proprie posizioni ed i profitti che ne traggono, ma il sistema continuerà nella sua inesorabile crescita, sia pure in un andamento alterno, certamente non lineare.

Ultima modifica ilDomenica, 05 Gennaio 2014 16:57

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