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Pavia: il Polo Tecnolgico diventa realtà!

Un paio di sere fa, presentazione ufficiale con la presenza di Gianluca Dettori e Alberto Onetti. Io c'ero e sono intervenuto per dare il mio piccolo contributo, frutto di 30 anni di esperienze in una dozzina di start up fatte per conto mio e di terzi..

Bene, finalmente Pavia si muove: siamone orgogliosi e facciamo fiorire questa attività creandovi sinergie. Alcune indicazioni per chi vuole lanciarsi in questa attività, mantenendo sempre lucidità ed un buon equilibrio tra ambizione, speranze e realtà:

1. Fare start up è appassionante, coinvolgente, gratificante, ma faticoso, emozionante e pieno di stimoli. Quindi, nervi saldi, positività, ottimismo e credere in una vita fatta di cicli: ad ogni vittoria seguono sconfitte, ma le sconfitte servono per prepararsi alle nuove vittorie.
2. Tutti i miei start up sono sfociati in imprese al massimo da qualche milione di euro, con non più di una quarantina di dipendenti. Tre le ho anche accompagnate fino alla quotazione di Borsa. Ambire a pescare il Jolly facendo l'impresa di livello mondiale come indicato da Dettori è bene, ma poi bisogna fare i conti anche con la realtà. E se non peschiamo il jolly - io lo sto ancora aspettando - possiamo sempre costruire imprese che ci danno da grandi soddisfazioni anche su scala più modesta. Facciamolo, ma non demordiamo mai!
3. Per una start-up, l'idea non basta: bisogna creare una macchina in grado di svilupparla. I mezzi - e il tempo - scarseggiano sempre, per cui bisogna operare sempre con la massima focalizzazione sugli obiettivi, evitando dispersioni, panico e momenti di sconforto, ma concentrandosi su come arrivare sul mercato rapidamente, in modo competitivo e con qualità di offerta.
4. Fare sempre i conti con i mezzi che si hanno a disposizione: largo ai piani ambiziosi, ma fare sempre i conti con la realtà. Prima!
5. Le idee vincenti sono sempre le più semplici da realizzare, da comunicare, da sviluppare. Meglio quindi osservare la realtà che ci circonda piuttosto che immaginare cose molto lontane da noi.
6. Dimenticarsi di orari di lavoro, ferie, relax: lo start up diventa la nostra passione, che porteremo avanti con un'intensità pari solo a quella che si vive nelle fasi di innamoramento. Altrimenti, meglio lasciar perdere.
7. Considerare che non si smette mai di imparare e che le idee vengono e si coltivano solo studiando, curiosando in giro, confrontandosi con altri.
8. Tutti nasciamo imprenditori, per lo meno di noi stessi o per la nostra famiglia. La scuola dovrebbe prepararci a questo e non a presentare CV, così come oggi fa. Per cui, colmiamo questa lacuna integrando ciò che ci manca facendo corsi, appoggiandoci a consulenti, documentandoci prima di lanciarci in nuove iniziative: il lavoro occuperà sempre gran parte della nostra giornata, della nostra vita e se non c'è impariamo ad inventarcelo. Ne trarremo soddisfazioni immense, una vita avventurosa e la prospettiva di vivere nettamente meglio che inquadrati in aziende che spesso non premiano il merito, le iniziative, la capacità di assumersi rischi.
W Pavia, W l'imprenditorialità!

Ultima modifica ilGiovedì, 02 Gennaio 2014 12:14

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