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Prendere tanti “Mi Piace” su FaceBook in modo sistematico. Come Fare?

Prendere tanti “Mi Piace” su FaceBook in modo sistematico. Come Fare? Mi Piace

Al tema ho già dedicato un articolo introduttivo ed un approfondimento. Ma dal momento che il gioco diventa ancor più divertente se prendere tanti "Mi Piace", anziché essere episodico, diventa un'abitudine, suggerisco alcuni trucchi su come farlo, senza pubblicare le solite banali foto di gatti, cani, belle donne, gruppi di amici...

Senza tanti preamboli, e rimandando ai pezzi già dedicati a questo tema linkati nell'introduzione, entro subito nel tema. Sembrerà sorprendente, ma anche nel mondo Internet, che per definizione è assolutamente paritetico e democratico, esistono le "Autorià Riconosciute". Con una grande differenza rispetto al mondo tradizionale: le "Autorità Riconosciute" non vengono elette, non sono nominate, non sono statiche.

Il che vuol dire che chiunque può trovarsi a divenire un'Autorità Riconosciuta, ma questo accade per spinta dal basso - ovvero dagli stessi utenti - che può esser di tipo spontaneo, o favorita da eventi, o promossa in altri modi (spintaneo), ma sempre senza esser forzata. E così come si può divenire "Autorità Riconosciuta" in tempi brevissimi, in tempi ancor più ridotti si può perdere tutto il credito che si è conquistato.

Per Autorità Riconosciuta si intende normalmente qualcuno che per competenze, idee, esposizione mediatica, lancio di iniziative riesce a crearsi un seguito che in alcuni casi può divenire "Comunità", basato su contenuti o azioni concrete. A quel punto, quanto più il seguito - o la Comunità - diverranno consistenti e solidali, tanto più facile sarà ottenere consensi su ciò che si pubblica e, di conseguenza, "Mi Piace".

Ricevre Mi Piace per perorare una causa facilmente condivisibile

Un esempio di questo ci viene offerto dalle azioni che promuovo la raccolta di fondi per curare una persona o un animale. Attenzione: non "una malattia" o "un genere di animali", ma qualcuno con nome e cognome, magari una foto ed una breve descrizione della persona/animale e dei suoi malanni. Questo in totale coerenza con lo spirito che anima i Social Media dove si deve esser sé stessi, scrivere in prima persona, togliere ogni barriera tra il proprio io e la comunità con la quale si condividono idee, emozioni, sentimenti, attività.

Azione che può esser ricorrente sulla tipologia di persone/animali sui quali si concentrano le proprie attenzioni, ma ad un patto: si deve esser sinceri, coinvolti, sensibili al problema -e quindi competenti in materia. Se invece si strumentalizzano situazioni imbarazzanti per "crearsi popolarità" il rischio è esporsi ad un effetto boomerang micidiale che, poiché su FaceBook si opera direttamente con il proprio nome, potrebbe compromettere seriamente la credibilità del suo autore in quanto persona. In questo, la rete è normalmente un giudice molto più severo e inappellabile della giustizia legale!

A questo punto, una domanda: siamo sicuri di voler improvvisamente divenire "Autorità Riconosciuta" per la difesa delle balene o la riduzione della mortalità infantile in Brasile? Sono due nobili cause, sulle quali operano attivamente migliaia di persone, che credono fermamente in ciò che fanno. Così, se si pensa di sentirsi davvero parte di questi movimenti qualsiasi azione di solidarietà sarà ben apprezzata e seguita. In caso contrario, non solo non si risulterà credibili, ma potrà addirittura risultare controproducente per sé stessi.

Ma, siamo sicuri che le uniche cause da perorare siano quelle a migliaia di chilometri di distanza da noi? Pensiamo, ad esempio, ad una specifica famiglia di terremotati emiliani, o ad un centro di sostegno per bambini autistici, o ad un complesso di case degradate della propria città... Siamo pieni di occasioni intorno e vicine a noi sulle quali poter creare un movimento di sostegno capace di fare del bene, senza apparire ipocriti. Da qui, con i fatti, si potrà assumere il ruolo di "trascinatore", con ricadute dirette anche sulla propria popolarità e quindi sul numero di "Mi Piace" che si raccoglieranno al lancio di ogni nuova iniziativa..

Dal Perorare una Causa, a Divenire un Trascinatore, un Leader

La considerazione precedende punta diretta verso l'assunzione di un ruolo di responsabilità verso una determinata Comunità. In questo caso, l'azione può estendersi dal promuovere azioni di responsabilità al condividere, ad esempio, azioni censorie di determinati fatti, esercizi, prodotti. Ad esempio, gli oggetti del nostro interesse potrebbero divenire alcuni locali/esercizi/uffici pubblici, nei riguardi dei quali esprimere e condividere giudizi, commenti, suggerimenti che risultino utili alla Comunità che si sta aggregando.

Supponiamo, ad esempio, di aprire un contenzioso qualunque con una Compagnia di Assicurazione. Avendone la competenza e la perseveranza di portare avanti con successo la propria azione, si potranno condividere i risultati ottenuti ed i passi compiuti per arrivare alla vittoria. Documentando quanto fatto così da metterlo a disposizione di chiunque altro abbia questo genere di problema, diverrà naturale costituire una comunità nella quale si affrontano e dibattono queste problematiche, con il risultato che ogni "conquista" postata diverrà un centro di attrazione fatale per raccogliere grandi quantità di "Mi Piace". E la cosa avrà un effetto positivo di consolidamento nel tempo, a vantaggio di tutti i propri "Amici", "Follower", "Membri della Comunità".

Pensando in termini di nicchie, il ritorno potrà essere così consistente da consentire di gettare le basi per fare addirittura dei salti di qualità che vanno oltre il creare dei gruppi, come dar vita a Identità su FaceBook tipo Comunità, Servizi, Aziende... Da lì in poi, si ragionerà in parallelo a cavallo tra la propria individualità personale, quella del Brand creato su FaceBook ed eventualmente quella su siti esterni sui quali appoggiare approfondimenti, proposte e così via...

Un percorso che tuttavia non va "improvvisato", ma attentamente studiato, pianificato, condotto.

La struttura di Pagine, Post e messaggi

Sul piano dei contenuti, la struttura sta diventando praticamente uno standard: un testo, breve ma incisivo, seguito da un'immagine d'effetto, che può esser una foto, il primo fotogramma di un filmato o di un webcast.

Nella didascalia dell'immagine si può mettere la richiesta/promessa: "Metti Mi Piace" se... o per...

La cosa diventa ancor più efficace se nella richiesta si cerca di innescare anche un effetto virale del tipo "fai girare" o "condividi con i tuoi amici", o "se arriviamo a tot Mi Piace succede questo"....

Il meccanismo "clicca qui se" può esser giocato anche in altri modi e contesti, senza aver alcuno scopo specifico, sebbene l'ottenimento di "Mi Piace" torni ad essere un fatto più episodico che ricorrente. Ad esempio, si può utilizzare associandolo a situazioni facilmente condivisibili tipo:

1. Un'immagine di Lucio Dalla o Giorgio Gabert, collegata ad un loro pezzo famoso, nella quale si dice metti "Mi piace" se pensi che "siano sempre i grandi cantanti a lasciarci troppo presto" o "se ti piace questa canzone";

2. La foto di un piatto di Trirami Sù con la scritta "Al diavolo la dieta";

3. Un cartello con una scritta del tipo "Si può vivere senza soldi, ma non senza amore" - Clicca "Mi Piace" se condividi;

In conclusione, "piaciuto questo post"? Clicca "Mi piace" se ti è piaciuto e vuoi leggerne ancora sullo stesso argomento

Ultima modifica ilMartedì, 19 Marzo 2013 21:15

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