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Fake News? Molto più letali le Fake Photos: come individuarle, difendersene, evitare le bufale?

Se un’immagine vale mille parole, sul Web vale centomia, o un milione. Così, per ogni notizia falsa - o bufala- che diventa virale, ci sono centinaia di foto false che si diffondono alla velocità della luce. Riconoscerle, bloccarle, eliminarle diventa così sempre più importante per qualsiasi impresa, testata, utente...

La piaga più grave che sta compromettendo il futuro di tutto il web, specie dei suoi più popolare Social Meda quali Facebook o Twitter, è l’uso di questi mezzi come facili canali di comunicazione per diffondere notizie, fotografie, immagini false. Le cosìdette Fake News o Fake Images. Sembra addirittura che durante l’ultima campagna presidenziale USA, le notizie false pubblicate sul Web – e spesso divenute Viral, diffondendosi a macchia d’olio alla velocità della luce – abbiano superato di tre volte le notizie effettivamente vere. Così, la credibilità della fonte Web, sebbene oggi assimilata a quella dei principali network televisivi o dei quotidiani, sta subendo un attacco capace di renderne precario il futuro. Sia con interventi legislativi di portata più o meno internazionale, sia con la maggiore maturità che potranno acquisire gli utenti nel selezionare le fonti, anche all’interno del web, e nel verificare l’attendibilità di quanto viene pubblicato.

Un percorso che è oggi solo agli inizi, proprio per il fatto che le Fake News e le Fake Images sono per il Web un fenomeno relativamente giovane, ma che sta raggiungendo molto rapidamente proporzioni preoccupanti.

In attesa che la situazione si stabilizzi in modo virtuoso – cosa che non avverrà certo in tempi brevi – è importante imparare a riconoscere le notizie false, così come le immagini false per difendersene se ci riguardano direttamente o se colpiscono la nostra impresa, per evitare di pubblicarle o di costruirci delle storie se operiamo all’interno di una redazione giornalistica o come blogger sulla rete. In un altro post che ho dedicato a questo argomento, ho indicato come individuare le Fake News.

Qui concentro l’attenzione su come individuare le Fake Photos, tenendo presente che alcune sono frutto di interventi così sofisticati che è pressoché impossibile riconoscerle. Cosa che vale anche per le notizie false. Teniamo infatti presente che da sempre i fotomontaggi, così come la costruzione di notizie false fanno parte delle attività condotte dai servizi segreti o dagli eserciti impegnati in azioni militari.

Spesso si parla di depistaggi costruiti ad arte – pensiamo per esempio alle vicende dell’aero Itavia caduto a Ustica – nei quali neppure gli interventi della magistratura sono riusciti a venire a capo. Di conseguenza, consideriamo queste tecniche come validi ausilii per non incappare in facili errori, ma non come soluzioni universali al problema.

La forza di Photoshop nella produzione di Fake

Lo strumento di gestione delle immagini realizzato da Adobe – Photoshop – è indubbiamente un’eccellente arma per la creazione di fotografie e immagini false: i fotomontaggi possono essere fatti così bene da rendere irriconoscibili le zone di sovrapposizione o sostituzione degli elementi che appaiono in un’immagine. Photoshop non è in ogni caso l’unico strumento che può essere utilizzato per queste operazioni: che ne sono molti altri più a buon mercato – alcuni persino gratuiti – mentre altri sono specializzati per manipolare determinate tipologie di immagini tipo PortraitPro per i ritratti. La vera differenza la fanno quindi le abilità e la precisione dell’autore del fotoritocco, esattamente come accadeva nel passato quando si interveniva con taglierine e china nel modificare i negativi delle fotografie o direttamente le stampe fotografiche.

Google Search Images per risalire alle fonti delle immagini e verificare se sono vere o false

Se si hanno dubbi sull’attendibilità di un’immagine, un buon punto di partenza è, come al solito, Google. Ma anziché inserire una stringa di caratteri, nel suo motore di ricerca selezioneremo la funzione Google Immagini e vi andremo ad inserire la foto incriminata, facendo Drag&Drop dal nostro PC o indicandone l’indirizzo Web nel quale risulta esser pubblicata.

Google Search Image

La risposta di Google non sarà “è vera” o “è falsa”, ma ci indicherà tutte le immagini similari, dove appaiono e da quando. Se si tratta di un fotomontaggio o di una foto manipolata già l’impatto visivo ci permetterà di trarne un’impressione, che poi potremo approfondire andando ad acquisirne altri dettagli.

Una buona alternativa a Google Images è TinEye, che tuttavia non dispone di un database altrettanto ricco, per cui è forse più preciso, ma con minori fonti di confronto.

La foto è stata modificata?

Se le ricerche appena fatte non hanno fornito alcun risultato, vuol dire che l’immagine è con molta probabilità un originale o un inedito. A questo punto, occorre verificare se l’immagine è “pura”, o è stata modificata con Photoshop o altri strumenti. Lo strumento principe per questa operazione è FotoForensics. Di uso gratuito, parte dal principio che in fase di compressione delle immagini, ogni strumento impiega un proprio metodo. Di conseguenza, agendo come un microscopio che opera a livello di pixel, non percepibili a occhio, sulle singole parti dell’immagine ne esamina i livelli di compressione svolgendovi quella che viene chiamata la Error Level Analysis (ELA). Se tutta l’immagine appare omogenea, è quasi certamente vera, mentre se in alcune parti ci sono significative differenze rispetto ad altre, probabilmente è stata modificata.

L’analisi può esser svolta anche ad altri livelli tipo i Metadati, le modifiche dei colori, i livelli di qualità nei salvataggi e altri ancora.

Complementare a FotoForensics c’è JPEGsnoop, anche lui di uso gratuito, che rileva i dettagli normalmente nascosti che riguardando i file JPEG, MotionJPEG AVI e Photoshop. Si tratta, ad esempio, dei settaggi della fotocamera con la quale è stata scattata l’immagine, del livello di qualità iniziale e dopo la compressione JPEG, più numerose altre che permettono di capire l’origine della foto stessa.

Ci sono inoltre strumenti più essenziali, tipo Findexif o izitru che indica semplicemente se la foto è vera o falsa, o più sofisticati tipo Ghiro che permettono di operare su numerose immagini simultaneamente.

Da ultimo, tra quelli che voglio ricordare in questa breve rassegna, cito Forensically che offre una piattaforma completa non solo per la rilevazione delle immagini, ma anche per effettuarvi analisi e modifiche.

Occhio all’Occhio!

Se gli strumenti possono dare preziose indicazioni a livello tecnico, il miglio mezzo del quale disponiamo continua ad essere il nostro occhio, che va opportunamente guidato dal cervello. Alla base di questo si pone quindi l’osservazione: se nell’immagine alcuni dettagli stridono o non appaiono coerenti, l’evidenza della falsità dell’immagine appare in tutta la sua portata.

Ad esempio, nell’immagine qui sotto, che ritrae me stesso, apparentemente è un selfie mentre sto risalendo con uno skilift, ma guardando il riflesso sulle lenti degli occhiali appaiono i particolari della barca sulla quale ero al momento dello scatto!

Fake Image - Giac in montagna / barca

Altri indicatori possono essere le incoerenze tra i riflessi generati dalle fonti di luce, dagli effetti del vento in varie direzioni, nelle variazioni dei toni tra un punto e l’altro dell’immagine, nelle incoerenze sugli sfondi… Insomma, usare gli occhi in modo ispettivo concentrandosi sui dettagli e non sull’effetto generale!

Occhio all’Autore!

Come sempre, un buon indicatore di qualità è correlabile all’attendibilità della fonte. Nel caso specifico, dell’autore dell’immagine. Per farlo potremo usare pipl e webmii che fanno una scansione del web alla ricerca di tutte le occorrenze nelle quali appare il nome dell’autore, dandocene una vista con la quale potremo farci un’idea di chi è e se è verosimile possa aver realizzato l’immagine sospetta, in modo naturale o artefatto…

Se quanto rileviamo non ci convince, potremo sempre telefonare o scrivere all’autore per porgli domande in modo diretto!

Per concludere, andando nella direzione opposta, se si vogliono usare Fake Impages, su web se ne trovano a iosa. In particolare, di falsi storici è pieno HistoryInPics su Twitter: val la pena di seguirlo!

Ultima modifica ilSabato, 15 Luglio 2017 12:33

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