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Matteo Renzi in California a "lezioni di Start Up"

Per gli italiani il sogno americano vale oggi più che mai. Chi riesce a trasformare le buone idee in imprese di successo lo fa subito su scala planetaria. Ma oltre alle competenze, servono fiducia nel futuro, capitali di rischio, burocrazia e contratti di lavoro agili. Un compito davvero difficile per i politici, ma che devono risolvere se si vuole rilanciare l'Italia, anziché perdere prezioso capitale umano e arricchire le economie di altri Paesi. Come dimostra la storia di Decisyon, uno dei Tutor di Renzi....

Quale scopo ha la visita di Renzi degli USA? Tante le ipotesi:

  1. Cercare e rafforzare i consensi del Governo Americano per dare maggior respiro alla nostra economia, e soprtattutto al nostro Governo.
  2. Elemosinare capitali USA disposti a investire in Italia, rassicurandoli sull'affidabilità della nostra economia (!).
  3. Studiare il modello delle imprese globalizzate sin dalla nascita che viene comunemente praticato negli USA per declinarlo nel nostro Paese.

Personalmente, mi auguro che l'obiettivo sia quello dell'ultimo punto di questo elenco, anche se francamente non mi sentirei di metterci la mano sopra. Eppure, proprio in relazione al terzo punto avremmo molto da dire - e da fare - grazie soprattutto all'esodo di italiani bravi che hanno scelto la strada dell'emigrazione per affermare le proprie capacità e competenze, abbandonando un Paese nel quale ancora oggi contano di più gli amici e gli amici degli amici che non il saper fare, il saper cambiare, il saper innovare. E purtroppo, una serie di recenti nomine ai vertici di molte organizzazioni statali e para-statali non fanno che ribadire proprio questo... Ma cerchiamo di esser ottimisti!

Il caso Decisyon raccontato a Matteo Renzi

Tra i casi di eccellenza scelti per l'incontro degli startupper nazionali della Silicon Valley e il nostro Premier Renzi ci sarà quello con Cosimo Palmisano, VP di Decisyon, un’impresa specializzata nel Software per Business Intelligence e Big Data divenuta un'importante realtà internazionale grazie all'intraprendenza dei suoi fondatori e ad alcuni fondi di Private Equity statunitensi.

Decisyon nasce a Latina nel 2005 per iniziativa di Franco Petrucci, affascinato dall'idea di realizzare un sistema di collaborazione e decision making che, partendo da un’analisi approfondita dei dati aziendali, strutturati e non strutturati, fosse in grado di integrare analisi, pianificazione ed esecuzione in un unico ambiente. Una combinazione tra visione sul futuro, forti competenze tecnologiche e la capacità di tradurre le idee in soluzioni capaci di generare un tangibile Valore Aggiunto per chi le adotta.

Fare Analytics vuol dire ricondurre tutti i frammenti ad un’unità. Si tratta di dare una funzione predittiva e prescrittiva alle Analytics e poi essere capaci di agire sulle decisioni che vengono prese rapidamente e all’interno dello stesso ambiente”, è il punto di partenza di Franco Petrucci, che lo traduce in "Questo è quello che facciamo in Decisyon. Aiutiamo le aziende a innovarsi e risolvere le criticità con nuove modalità, connettendo rapidamente le persone a tutti i tipi di dati e di processi in modo che possano sia prendere decisioni alla luce delle informazioni ricevute, sia tradurre queste decisioni in azione.

Petrucci-PalmisanoMa per quanto buone, le idee e le capacità realizzative da sole non bastano: se si vuole competere su scala globale - e nelle tecnologie Software questa è la regola - occorre puntare al Mondo come Mercato e per farlo occorrono strutture agili, capitali freschi, visione e strutture internazionali. Così, abbandonate le speranze di trovare questi ingredienti in Patria, nel 2009, Franco Petrucci fa il grande salto, facendo uscire Decisyon dai confini italiani puntando direttamente sull'incubatore della Silicon Valley più focalizzato sulle tecnologie di business intelligence, Plug&Play. Alza la cornetta, lo chiama e vola a San Francisco per presentare il suo progetto.

In Silicon Valley conosce ed entra in società con Cosimo Palmisano, Fondatore di ECCE/Customer trasferitosi qui come borsista Fulbright BEST. Insieme, Franco e Cosimo condividono il sogno di far fortuna nel Mondo, con il Software Made in Italy. E la cosa ha successo! Dopo tre anni di incubazione, cominciano ad arrivare i primi clienti, non solo in Italia, ma dall'estero: a Telecom, Alpitour e Trenitalia si aggiungono numerose imprese statunitensi. Un successo continuo che nel novembre 2012 porta a Decisyon altri capitali freschi: 15 milioni di dollari.

Alla base di questa nuova iniezione di capitali una nuova scommessa: realizzare, sempre nel settore dei Big Data, la prima piattaforma di Business Intelligence e gestione delle Performance dei processi aziendali. Dopo di che, la strada è divenuta quasi in discesa: altri 22 milioni di dollari sono arrivati da un gruppo di investitori guidati dalla società di growth equity Catalyst Investors.

Oggi, Decisyon opera in 11 Paesi diversi del mondo, ha oltre 100 dipendenti e 200 clienti attivi. Ma il merito maggiore sta nell'aver mantenuto il centro di ricerca e sviluppo di Latina, esaltando una volta di più le capacità e le competenze dei nostri tecnici, troppo spesso vituperate.

Il caso Funambol

Decisyon caso isolato? No, assolutamente no: più o meno la stessa storia si applica a varie altre aziende, una delle quali è la Funambol, fondata da Fabrizio Capobianco, un giovane pavese che dopo il Ph.D. in Computer Science conseguito presso l'Università di Pavia, è emigrato in California per creare la sua nuova azienda, oggi specializzata nelle soluzioni di Personal Cloud utilizzate per la sincronizzazione di telefoni cellulari, personal computer, tablet e altri dispositivi con sistemi di posta elettronica, social network e siti multimediali.

Fabrizio, così come Franco Petrucci, non ha tradito le sue origini e pur essendo Presidente Chairman of the Board di Funambol, quindi sempre in California, ha scelto di basare il centro di sviluppo della sua azienda presso il Polo Tecnologico di Pavia.

Fondata nel 2006, Funambol si è affermata dapprima con la forza delle idee, raccogliendo un finanziamento da 12,5 milioni di dollari da HIG Ventures, Pacven Walden Ventures e Nexit Infocom, ai quali se ne sono aggiunti altri, fino ai più recenti 25 messi nel 2013 da Nexit Ventures, Castile Ventures e H.I.G. Capital. Ma i laboratori sono sempre rimasti a Pavia, con il CEO di Funambol, l'indiano Amit Chawla, che mi ha sottolineato: "Altro che India, il posto ideale per fare lo sviluppo offshore è l'Italia: come fuso orario è messa molto meglio, rispetto agli Stati Uniti, consentendo di avere svariate ore nelle quali collaborare tra le due sponde dell'oceano. E alla fine dei conti, gli italiani costano meno degli indiani, sono più capaci di ascoltare e di creare soluzioni innovative e risultano mediamente molto più autonomi e affidabili dei miei connazionali. Non capisco come l'Italia non sfrutti questo enorme patrimonio di competenze e capacità, lasciandosi superare da Paesi con i quali potrebbe competere in modo vincente!"

Capito @matteorenzi? #DiamociDaFare!

Ultima modifica ilDomenica, 26 Aprile 2015 08:46

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