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Office 2010: cambio di paradigma, letale per i suoi concorrenti!

Office 2010: cambio di paradigma, letale per i suoi concorrenti!

Dopo una serie di pre-annunci e di versioni di prova, con una Web Conference mondiale, la scorsa settimana, Microsoft ha finalmente ufficializzato formati, prezzi e disponibilità della suite Office, per volumi di fatturato e profitti, praticamente la “banca” della casa di Redmond.

Guardando al prodotto in sĂ© per sĂ©, pur presentando numerose nuove funzioni e miglioramenti, a prima vista non appare esser così rivoluzionario, specie nei confronti di come lo fu la versione 2007 nei riguardi delle precedenti: tra quella e le precedenti si è avuta infatti una specie di piccola rivoluzione, con una profonda revisione delle interfacce ed un grande incremento della semplicitĂ  d’uso, al punto che, stando ai dati di Microsoft, il livello delle funzioni effettivamente note ed utilizzate dagli utenti è raddoppiato in percentuale rispetto al passato. Nella versione 2010 ci sono invero numerose innovazioni, ma non tali da stravolgere il prodotto o cambiarne la natura. 

Eppure, la concorrenza di Microsoft si è affrettata ad attivare delle contromosse in difesa delle proprie posizioni, molto di più di quanto ci si potesse aspettare. Ad esempio, Google ha pubblicato un post – a firma di Matthew Glozbach, direttore per le soluzioni Enterprise di Google - una sorta di analisi comparativa tra il suo Docs e Office 2010, trascurando (volutamente?) la versione online del nuovo Office 2010, incentrata sui vantagi economici offerti dall’eventuale adozione della sua Suite “on the Cloud”.
Più o meno contemporaneamente, l’analista Christopher Dawson ha pubblicato un articolo dal titolo “OpenOffice is dead”, dopo esserne stato a lungo un sostenitore.

Incuriosito da questa reazione quasi spropositata dei concorrenti, ho guardato Office 2010 con un atteggiamento che andasse oltre la prima apparenza, ed in effetti il motivo principale di tali preoccupazioni è apparso in tutta la sua evidenza, andando ben oltre le pure motivazioni tecniche illustrate da Microsoft nel presentare la nuova Suite, incentrate, come sempre, sulle nuove funzionalità o sulla semplificazione d’uso di quelle esistenti. Siamo infatti davanti ad un vero cambio di paradigma, che modifica ancora una volta lo scenario competitivo tra Major Vendor sul fronte del “desk top” degli utenti.

Per spiegarlo, partiamo dalla constatazione su come oggi usiamo il nostro PC, nella maggior parte dei casi divenuto portatile e spesso totalmente dipendente dalla rete. Dopo averlo acceso, apriamo la posta elettronica e da quel momento in poi, la finestra dell’e-Mail rimarrĂ  l’unica sempre attiva, mentre le altre si alterneranno in funzione delle operazioni che vengono svolte. La cosa è vera, indipendentemente dal Client di posta utilizzato, sia esso in locale come OutLook o Thunderbird, oppure in remoto, come GMail o HotMail. 

Bene: se per un certo periodo di tempo abbiamo visto scatenarsi la battaglia tra sistemi operativi – Windows, Linux, Mac e altri – per accaparrasi l’interfaccia di partenza per l’uso del PC, in un secondo tempo, la battaglia si è spostata sui Browser, dando vita alla competizione tra Explorer, Mozilla e, più di recente, Crome e altri ancora. Tant’è che Microsoft ha visto progressivamente calare la sua quota di mercato da valori attorno al 90%, ad un più “umano” 60%. Con Office 2010, Microsoft dà uno stop a questa competizione e, mettendo tutto il peso dei suoi 17 anni di progressi continui con Office e della capacità di investire sulla trasformazione di tutta la sua offerta in forma di Cloud Computing – “we put all in” sono le parole con le quali si è espresso di recente Steve Ballmer sull’argomento Cloud, parafrasando il linguaggio del poker quando si punta tutto su una mano del gioco, tentando di buttar fuori dal tavolo gli avversari diretti – trasforma Outlook nell’interfaccia primaria d’uso dei PC, nella nuova Console di accesso a tutte le applicazioni, alle informazioni, alla posta elettronica, ma anche al Web con tutte le piattaforma di ricerca, di Social Networking e non solo, direttamente fruibili e perfettamente integrate all’interno di una stessa interfaccia. In altre parole, acceso il PC si attiverà Outlook e tramite esso si svolgeranno tutte le altre operazioni inerenti il proprio lavoro – nel caso di uso professionale – o il proprio piacere, senza mai doverne abbandonare le interfacce ed indipendentemente che si stiano utilizzando componenti installate sulla propria macchina, sui Server della propria azienda, o nella forma di servizi di Cloud Computing. Anzi, la scelta se ricorrere ad istallazioni in proprio – “On Premise” – o su Server della rete – “Cloud Computing” – sarà praticamente trasparente per l’utente e modificabile in funzione della convenienza del momento, senza mai dover effettuare conversioni di dati, revisioni delle interfacce, né alcuna altra modifica tecnica all’ambiente operativo.

A questo punto, tutte le altre innovazioni, che pure ci sono e sono consistenti, passano in secondo piano, visto che da un lato l’utente può lavorare in modo molto piĂą semplice che nel passato, utilizzando sempre un’unica interfaccia, che ora risulta totalmente omogenea con gli altri strumenti di produttivitĂ  dei quali potrebbe aver bisogno (Word, Excel, PowerPoint, Access), può condividere con i colleghi risorse ed informazioni (dalle agende, ai file, con anche la capacitĂ  di sviluppare documenti a piĂą mani in modo collaborativo e controllato), mentre dall’altro si chiudono gli spazi per i concorrenti, che in genere non hanno nĂ© la copertura di componenti offerte da Microsoft, nĂ© altrettanta affidabilitĂ  visto che spesso si tratta di prodotti ancora in piena evoluzione. 

A rendere ancor più problematico l’eventuale abbandono di Office, va inoltre aggiunto che nel passaggio da un ambiente all’altro molto spesso si perdono le formattazioni imputabili alle variazioni delle Font e le macro che difficilmente vengono convertite in modo corretto e che in ogni caso prima di essere eseguite vanno comunque testate. E, come se non bastasse, a questo si aggiunge un’offerta commerciale estremamente aggressiva che parte dalla possibilità di usufruire per un centinaio di euro all’anno dei servizi online – disponibili 24 ore su 24, da ovunque, senza neppure richiedere l’uso di una propria macchina, ma solo una connessione Internet da un qualsiasi Internet Point – sino ad arrivare a valori risibili per le installazioni di grandi dimensioni tipiche delle grandi multinazionali.

Ecco spiegate le preoccupazioni dei concorrenti, per i quali in quest’area si aprono tempi davvero duri!

Ultima modifica ilMartedì, 19 Marzo 2013 22:19

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