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Il prezzo dei Bitcoin

Il prezzo dei Bitcoin

Per la nuova valuta virtuale si aprono nuove frontiere, ma tempi duri: sono già oltre 300 le "monete elettroniche" in uso, con una battaglia per il predominio che si annuncia aspra, vista la posta in gioco, e non senza colpi bassi sul piano della sicurezza e delle pressioni commerciali

Ivan Straniero, Arbor Networks

Le valute crittografiche con prova di possesso decentralizzata stanno divenendo sempre più popolari, ma anche di natura e tipologia diversa: gli analisti calcolano che siano attualmente in uso oltre 300 tipologie di valute crittografiche. Bitcoin e Litecoin sono due tra quelle maggiormente diffuse, con un numero costantemente in crescita di aziende che investono in piattaforme adatte ad accettare queste criptovalute.

Ma anche le stesse piattaforme di pagamento rappresentano un'eccellente opportunità di Business per chi punta a gestire Bitcoin, Litecoin e similari, consentendo di offrire numerosi vantaggi tanto a chi compra quanto a chi vende. Dai più tradizionali, quali minori costi di incasso per il venditore e sistemi di pagamento istantanei e globali per il consumatore, a quelli più fantasiosi e innovativi legati a varie forme di trading. 

Nel contempo, la rapida crescita del valore di Bitcoin e Litecoin ha creato un nuovo mercato per il signoraggio, la compravendita di asset digitali e un sistema di pagamento globale. A causa di questo, oggi esiste anche un nuovo mercato per le frodi e le minacce digitali.

Le valute digitali si fondano sul principio della decentralizzazione; nessuno "possiede" il protocollo e tutti possono parteciparvi. Esattamente come nel caso di Internet che non è posseduta da nessuno, ma è ormai un bene di tutti.

Se un individuo vuole creare un sito Web, tutto quel che gli occorre è un computer e una porta di accesso a Internet. Lo stesso concetto si applica a Bitcoin. Chiunque può partecipare al protocollo e renderlo sicuro.

Le BitCoin diventano priorità per le aziende

La recente introduzione delle criptovalute è stata progettata per adoperare le tecniche crittografiche a chiave pubblica al fine di garantire la sicurezza, la tracciabilità e la verifica di ciascuna transazione.

Le aziende stanno rapidamente rendendosi conto che le valute crittografiche, in particolare Bitcoin, sono divenute ormai mainstream in molte aree del mondo. A causa della natura globale di Internet, un pagamento mediante Bitcoin e altre valute similari risulta istantaneo e privo di costi. Un vantaggio davvero notevole quando si pensi alle commissioni delle carte di credito, che possono arrivare a pesare sul negoziante fino al 5% di ogni transazione.

Indipendentemente dal fatto che un'azienda accetti o meno una criptovaluta, essa è comunque soggetta al rischio di nuove minacce. Bitcoin, la valuta crittografica al momento più diffusa, ha registrato una rapida crescita in termini di valore percepito.

Un anno fa il cambio era di 104 dollari per Bitcoin, con un picco di 1.100 dollari circa a dicembre 2013. Questa esplosione del valore ha dato impulso a nuove minacce avanzate imperniate sulla creazione ("estrazione") e sul furto di Bitcoin.

Nessun dispositivo è rimasto immune al fenomeno, compresi ambienti mobili, piattaforme di virtualizzazione come VMware e dispositivi endpoint. Le aziende sono sempre più esposte ai rischi provocati da dipendenti che decidono di produrre Bitcoin sfruttando le risorse interne o che creano inconsapevolmente vulnerabilità attraverso tradizionali meccanismi come drive-by download e attacchi di malware.

L'accettazione delle Valute Virtuali espone le aziende a nuovi rischi

Le aziende che accettano pagamenti in criptovalute si espongono a nuove tipologie di rischio. Alcuni punti vanno considerati molto attentamente: conservare o convertire immediatamente il denaro digitale ricevuto, pagare i fornitori in valuta tradizionale o crittografica, quali modalità adoperare per convertire le criptovalute in normale moneta se necessario.

Conservare il denaro crittografico come forma di asset o di pagamento espone l'azienda a rischi simili a quelli che interessano qualunque altra risorsa digitale, per non parlare delle estreme fluttuazioni dei valori di mercato. Il ricorso a un processore di pagamento che si occupi di convertire le criptovalute in denaro tradizionale può mitigare questo rischio. Ma se un'azienda decidesse di tralasciare queste opzioni e conservare il denaro digitale, ecco che subentrerebbero le implicazioni di una tale scelta in quanto la maggiore parte degli enti di regolamentazione non assicura attualmente gli asset di questo tipo. Per garantire la massima sicurezza, è altamente consigliabile conservare i Bitcoin in una risorsa storage isolata e scollegata da tutto il resto.

I nuovi progressi compiuti dalle valute crittografiche offrono alle aziende interessanti opportunità per competere sul mercato globale; tuttavia si sono creati anche nuovi spazi per minacce avanzate, anche provocate dall'interno stesso delle aziende. Occorre dunque essere consapevoli delle implicazioni che questo fenomeno presenta in termini di sicurezza digitale indipendentemente dall'atteggiamento che un'azienda può avere nei confronti delle valute crittografiche. Un'attenta disamina degli utenti e degli asset interni è essenziale per la massima protezione contro frodi e vulnerabilità e nuove ondate di attacchi. Infine, le aziende devono comprendere i rischi di sicurezza associati all'accettazione delle valute crittografiche.

Ivan Straniero, Territory Manager di About Arbor Networks

Straniero-IvanIvan Straniero ha oltre 15 anni di esperienza nel mondo della sicurezza IT, avendo operato in aziende quali Trend Micro, Check Point, Crossbeam Systems, Siositemi.

Entrato in Arbor Networks, azienda specializzata nelle soluzioni di protezione DDoS, nel 2008, attualmente ne è Territory Manager per l'Italia, la Turchia ed il sud este dell'Europa. 

Ricerche, analisi, approfondimenti e i dati provenienti dal sistema di monitoraggio delle minacce globali ATLAS possono essere consultati su ATLAS Threat Portal.

Ultima modifica ilLunedì, 22 Settembre 2014 19:03

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