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Il Cloud? Virale, Pervasivo e Complesso. Sul Mercato rimarranno solo Due Fornitori!

Parole forti da Fabio Spoletini al Cloud Day di Oracle, che davanti a un pubblico da grandi occasioni, con il tipico piglio dell'azienda fondata da Larry Ellison aggiunge: "Entro 10 anni, per la tutte le aziende il Cloud Computing sarà la regola. Software, Piattaforme e Infrastrutture saranno "as a Service" e solo chi sarà in grado di assicurarne completa copertura resterà su un mercato dove ci sarà spazio per un paio di fornitori. Noi ci saremo..."

A Milano, il 19 novembre si è celebrato l'Oracle Cloud Day, giornata nella quale Oracle, contornata da una selezione dei propri partner, ha illustrato le proprie strategie, l'offerta e alcuni progetti già realizzati autonomamente o assieme a propri partner grazie alle tecnologie Cloud ad integrazione o in sostituzione di soluzioni installate sui sistemi interni delle aziende.

Al mondo Cloud, Oracle - così come Microsoft - non è arrivata per prima né per scelta autonoma, traendo la gran parte dei propri profitti dalla consistente base di clienti con licenze e contratti di manutenzione per il software installato all'interno delle imprese. Discorso che non si limita alla casa madre, ma che coinvolge anche tutta l'articolata filiera di partner tecnici e commerciali alla base del successo dell'azienda.

La spinta datale dai clienti le ha tuttavia imposto di riconsiderare il proprio modello di Business, dando così il via ad un significativo cambio di strategie con una conseguente lista di acquisizioni di imprese che già avevano sviluppato tecnologie e progetti nel mondo del Cloud Computing. Già, perché la filosofia di Oracle è di "giocare sempre da Leader di Mercato", ponendosi nei riguardi dei propri clienti come fornitore unico di Hardware, Software e Servizi. E quando questo non è possibile, di entrarvi con soluzioni aperte e facilmente integrabili nell'esistente, con l'obiettivo di sostituire nel tempo tutte le componenti necessarie a soddisfare le esigenze del cliente.

Il Cloud Day è stato così l'occasione per fare il punto della situazione sull'offerta di soluzioni Oracle che ora spaziano su tutti e tre i principali livelli del Cloud Computing: Software as a Service (SaaS), Platform as a Service (PaaS), Infrastructure as a Service (IaaS). Una cosa molto interessante è che in tale scenario, Oracle è il primo cliente di sé stessa: stando alle affermazioni formulate nella presentazione in sessione plenaria, circa l’80% delle sue soluzioni sono installate sulle proprie piattaforme Cloud.

Nelle previsioni di Oracle, il passaggio agli ambienti Cloud sarà ineluttabile e generalizzato, ma non immediato: si svilupperà lungo un arco di tempo ipotizzabile in dieci anni, nel corso dei quali dovranno convivere soluzioni tradizionali, ovvero installate e in esercizio sugli stessi sistemi delle imprese, con servizi in Cloud private e in Cloud pubbliche. Uno scenario nel quale, grazie alla nuova strategia, Oracle si pone proprio come "abilitatore" di questa transizione, grazie ad un portafoglio di soluzioni e competenze eterogeneo e completo.

In tutto questo, sicurezza e affidabilità giocheranno un ruolo determinante e per garantirne i massimi livelli diventa conveniente indirizzarsi su pochi fornitori, addirittura su di uno solo, in grado di dare la piena copertura dei servizi richiesti dalle aziende. Una posizione nella quale Oracle vuole farla da padrone. Pur mantenendo vive le alleanze con i partner di sempre, a cominciare da Intel, nell'Hardware ha infatti appena presentato il nuovo microprocessore Sparc M7 dotato in modo nativo di funzionalità di Intrusion Detection e di crittografia dei dati; per arrivare a soluzioni verticali in vari settori applicativi, dalla gestione del personale all'e-Commerce.

Nuove regole per un mercato che in totale cambiamento: le conclusioni di Fabio Spoletini

Fabio Spoletini Nel corso della sua presentazione, Fabio Spoletini, Country Manager di Oracle Italia è stato molto sicuro di sé, ma anche minaccioso sul fronte del mercato: “Nell'arco dei prossimi dieci anni, avremo la coesistenza tra On Premise e Cloud, con due fattori centrali per il successo: la sicurezza e l'intercambiabilità ottenibile solo adottando soluzioni basate su standard aperti. Il passaggio al Cloud avverrà quindi in modo continuo e virale: una volta partiti con un primo servizio, le aziende accelereranno il proprio processo di migrazione fino a dipendere quasi integralmente da soluzioni Cloud. Per questa ragione occorre disporre di soluzioni e competenze a 360 gradi, cosa che Oracle ha fatto mettendo a posto uno a uno tutti i tasselli di un mosaico estremamente complesso. Il che lascerà spazio nel futuro a soli due operatori sul mercato: sono fermamente convinto che uno di questi sarà Oracle. Sull'altro non mi pronuncio ancora".

E che fine faranno i partner e le vostre relazioni con essi?

"Oracle deve molto del suo successo ai partner, per cui alcuni rapporti si intensificheranno, aprendo nuove prospettive alle imprese che aggiungono valore concreto per i clienti. - ha risposto Spoletiti - Così, in un mercato che si globalizza, i Global Partner di Oracle avranno un ruolo e delle opportunità ancora più consisenti che nel passato. All'altro estremo, vinceranno competenze e specializzazioni. Ma le nuove regole sono ancora tutte da scrivere. Il mercato è in forte cambiamento su tutti i fronti: le tecnologie, le soluzioni, i clienti e, di conseguenza, le filiere di fornitura. Indubiamente un momento di cambiamento storico che offre grandi opportunità a chi è in grado di cavalcarlo con successo".

Ultima modifica ilVenerdì, 20 Novembre 2015 15:36

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