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Cloud Storage: Microsoft alza i prezzi di OneDrive? E' il momento di valutarne le alternative: Box, Copy, Dropbox, Google Drive, Mega!

In Novembre sono cambiate le condizioni d'uso di OneDrive, il Cloud Storage di Microsoft: i limiti dell'uso gratuito sono scesi da 15 Gb a 5 Gb, mentre 50 Gb aggiuntivi costano circa 2 dollari al mese. Così, le alternative offerte dai suoi concorrenti divengono ancor più convenienti...

Partiamo dalla prima constatazione: nonostante la continua crescita delle dimensioni dei dischi e la corrispondente caduta dei loro prezzi, lo spazio dove archiviare documenti, immagini, musica e filmati non basta mai. Con due fattori moltiplicativi che spingono verso la ricerca di nuove soluzioni: la necessità di fare regolari copie di salvataggio dei dati e la possibilità di condividerli e accedervi da ovunque ci si trovi.

Cloud StorageCosì, sta diffondendosi il ricorso al Cloud Storage, ovvero a spazi su dischi virtuali posti in ambienti Cloud, utilizzabili esattamente come fossero dischi del proprio Server o del proprio PC.

A dare il via a questa tendenza è stato indubbiamente Dropbox che già nel 2008 ha cominciato a fornire spazio-disco per le macchine Apple con iOS e per quelle Windows, centrando una formula vincente per il rapido moltiplicarsi dei propri utenti: 2 Gb gratis a tutti al momento dell'iscrizione al servizio, più 500 Mb aggiuntivi, sempre gratis, per ogni utente che si iscriveva in seguito ad un proprio invito. Un servizio concepito per l'utente singolo, quindi facile da usarsi, ma privo di particolari accorgimenti sui fronti della sicurezza e della condivisione dei dati. Nel tempo, Dropbox è stato migliorato sul piano tecnico, mentre le condizioni commerciali sono rimaste invariate, con la possibilità di comprare fino a 1 Tb di storage per 10 dollari al mese. Meno conveniente di Microsoft in quanto a spazio gratuito - salvo la formula di "porta un amico che è in grado di far crescere lo spazio fruibile gratuitamente fino a 16 Gb -ma molto più conveniente per ciò che riguarda quello a pagamento.

Sono quindi arrivati sul mercato Google Drive, Copy, Box e Mega, tutti molto più aggressivi nell'offerta commerciale, anche se ciascuno di loro ha puntato su caratteristiche che li rendevano più indicati a diverse tipologie di utenti:

  • per chi usa le Google Apps, lo spazio dei documenti generati in tal modo non rientra nel computo dello Storage usato su Google Drive;
  • Box ha puntato principalmente sulle funzioni di condivisione dei documenti e sulla sicurezza, avendo come obiettivo primario le imprese;
  • Copy ha aggredito DropBox sul suo stesso terreno con prezzi e condizioni più convenienti: lo spazio gratuito di partenza è salito a 5 Gb, con 1 Gb aggiuntivo per ogni nuovo utente portato;
  • Mega, che è il più recente essendo arrivato sul mercato nel 2013, ha scelto una formula ancora più aggressiva, offrendo 50 Gb di spazio gratuito ai suoi utenti. In compenso, risulta molto più caro degli altri nella formula a pagamento, visto che per 2 Tb occorrono 26 dollari al mese, contro i 10 di Copy, Google Drive e Dropbox.

Per un'analisi più approfondita delle singole alternative rimandiamo all'articolo che abbiamo pubblicato tempo addietro in questo stesso spazio: Cloud Storaging: Come valutarlo? Quale scegliere? Mentre una completa comparazione tra DropBox e Mega è pubblicata QUI.

Rimane il fatto che quello che sembrava un settore marginale delle attività di Cloud Computing comincia a divenire sempre più consistente, con il numero di fornitori che si ingrossa, la gamma delle alternative e delle differenze che diviene ogni giorno più articolata e con alleanze che si compongono e riassestano di continuo come quelle IBM/Box o Microsoft/DropBox.

Un aspetto che in ogni caso va esaminato con attenzione è la compatibilità delle varie soluzioni di Cloud Storage con l'ambiente applicativo che si sta utilizzando. Così come Google privilegia su Google Drive gli utenti delle sue APPs, Microsoft offre 1 Tb di spazio agli utenti di Office 365. Anche sul piano delle capacità di condivisione dei File ci sono delle differenze significative, per cui il prezzo diventa un attributo importante, ma non l'unica discriminante sulla quale basare le proprie valutazioni.

Ultima modifica ilGiovedì, 12 Novembre 2015 16:23

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