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Cloud? Quali Previsioni? Il futuro è scritto nella storia dei Semi-Conduttori e del Vinile

Bando ai sentimenti, con scientifica freddezza guardiamo il passato e traiamone gli insegnamenti che connoteranno l'evoluzione delle architetture Cloud.

Matthew Finnie*, CTO e Cloud Services EVP di Interoute

Siamo essere umani, quindi spesso condizionati da sensazioni e sentimenti. Per contro, l'innovazione tecnologica, sebbene sviluppata dagli esseri umani, non si lascia mai influenzare dalle emozioni e procede inesorabile per passi oggettivi dettati da ben altri fattori. Prendiamo, ad esempio, i Compact Disc (CD): in breve tempo dalla loro comparsa, hanno avuto rapidamente la meglio sul vinile - anche se attualmente da parte degli amatori del genere c'è molta nostalgia e un refolo di ritorni al passato - in quanto avevano capacità maggiori di registrazione, più resistenza a graffi e rotture, garantendo elevata qualità musicale.

Al loro apparire, i CD sembravano pertanto destinati a durare per lungo tempo, ma nel brevissimo volgere di qualche anno sono stati aggrediti - e in alcuni casi soppiantati - dai File scaricabili in formato MP3 che li hanno superati non tanto per la qualità del suono, quanto soprattutto per la convenienza del formato. E non è ancora finita: dalle pratiche di "scaricare" i File in formato MP3 si sta ancor più rapidamente passando allo streaming, fruendo dei contenuti in forma di servizio dinamico, senza neppure più la necessità di archiviare quanto di proprio interesse: è sempre disponibile in linea e facilmente trovabile a fronte di una semplice richiesta.

La verità è che siamo sempre alla continua ricerca di qualcosa di più conveniente. Non ci interessa più il packaging, stanno perdendo di interessa anche gli album nella loro integrità e completezza: si sceglie la singola canzone e, se non abbiamo voglia di scaricarla, l’ascoltiamo direttamente in streaming. Ma che correlazione c’è tra questo e il futuro del Cloud Computing?

Ecco, è proprio qui il punto: le due cose sono strettamente collegate. Quando iniziai a lavorare, la mia azienda creò, in tutta segretezza, un convertitore analogico-digitale in grado di trasformare il movimento dei trasduttori posizionati su aerei, carri armati, acciaierie e missili, in segnali digitali in modo che i sistemi di controllo potessero prendere le giuste decisioni. Esistevano due approcci per fare la stessa cosa: l’approccio “Ibrido” e quello “monolitico”.

Cloud e approccio ibrido

In quel periodo, siamo nel 1987, l’approccio “ibrido” ebbe la meglio. A quell’epoca il termine ibrido descriveva un componente, che per funzionare, necessitava di due diverse tipologie di silicio. Infatti “ibrido” letteralmente significa “elementi differenti”. Al contrario, “monolitico” significa “qualcosa formato di un solo blocco”.

Il fatto era che il prodotto monolitico era più economico da realizzare - molto più economico. Non necessitava di precisione da chirurgo per montare le componenti su substrati di ceramica con interconnessioni in oro. Si basava piuttosto su un processo di semiconduttori automatizzato.

Come si collega tutto questo con l’attuale stato del Cloud Computing?

Le soluzioni di Cloud ibride sono già oggi molto utilizzate e caratterizzano uno status-quo nel quale l’attuale Cloud Internet-based non riesce a soddisfare le richieste per tutte le applicazioni esistenti. Così, si combinano i servizi di Cloud pubbliche con le architetture Cloud private, dove tradizionalmente sono garantite flessibilità ed elasticità per la sicurezza e il controllo.

Come in passato per i semiconduttori analogico-digitali, il mondo del Cloud ibrido rappresenta però una fase di transizione, non un punto d’arrivo. Attualmente disponiamo di gruppi di unità di calcolo connessi ad una varietà di metodi di comunicazione e non abbiamo ancora elaborato un processo per raggiungere la fase del “monolitico”. Ma lo faremo.

L’attuale Cloud Computing è generalmente composto di tre parti, CPU elastica, RAM e disco, raggiungibili attraverso la connessione ad Internet o una rete fissa. Così come le architetture dei semiconduttori si sono evolute in passato per passare alla fase del “monolitico”, lo stesso succederà per il Cloud Computing, ma su larga scala a livello globale.

Il Cloud non è una tecnologia, ma una modalità di ottimizzazione dinamica dei consumi rispetto alla disponibilità di risorse - la stessa evoluzione avuta dal vinile al CD, fino al download.

La sfida è quindi quella di ripristinare la visione originale dei padri fondatori di una tecnologia core in grado di supportare il digitale e, quindi di riflesso, l’economia globale.

Il raggiungimento di una “piattaforma di capacità di calcolo” globale e monolitica dove la rete è il computer, non è una visione, né una scelta. E’ semplicemente la realizzazione di una realtà prestabilita e supportata da un modello che, negli ultimi 50 anni, è rimasto fedelmente prevedibile.

 

Finnie-MatthewMatthew Finnie, Chief Technology Officer di Interoute
Matthew Finnie gestisce la strategia di sviluppo dei servizi di Interoute e lo sviluppo della piattaforma che ha consentito all’azienda di lanciare prodotti VoIP, Ethernet e Media. Matthew ha alle spalle un percorso di studi da ingegnere elettronico, ha contribuito allo sviluppo delle prime innovazioni di prodotti IP, tra cui una delle prime applicazioni commerciali del VoIP, circa dieci anni fa. A capo del Gruppo di sviluppo dei servizi aziendali di Vocaltec, ha lavorato con operatori europei/statunitensi e multinazionali al fine di lanciare servizi di comunicazione congiunti.

Matthew è stato inoltre co-fondatore della start-up Internet Insitu, con sede negli Stati Uniti, che ha sviluppato strumenti per la collaborazione IP in tempo reale. Matthew ha conseguito una laurea in ingegneria elettronica e in marketing.

Ultima modifica ilDomenica, 26 Aprile 2015 08:52

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