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Data Steward per Mestiere: più Semplice che Data Analyst, più di Valore per l'Impresa!

Il Valore dei Dati è il vero tormentone del prossimo triennio per la gran parte delle imprese. Tra Big Data, Analytics, IoT e Digital Transformation le tecnologie di raccolta, gestione e analisi dei dati stanno acquisendo la piena centralità nella priorità delle aziende di ogni dimensione. Da qui, la domanda per una lunga serie di professionalità che solo qualche anno fa non esistevano. Tra queste, quelle del Data Sterward offre uno dei migliori equilibri tra necessità di competenze specialistiche, difficoltà di ruolo e criticità per l'organizzazione.

Di Data Steward su ITware e su Toolnews abbiamo cominciato a scrivere già nel 2009, segnalandola come una delle professioni emergenti di maggior spicco, così non siamo certo sorpresi nel constatare che oggi risulta molto richiesta dalle aziende, così come la gran parte di quelle che ruotano attorno alla gestione dei dati e dei Big Data, spaziando dagli analisti, a coloro i quali ne disegnano i modelli di strutturazione e interpretazione. Con una caratteristica che ne fa attribuire un maggior valore rispetto ad altre: le competenze specialistiche in discipline sofisticate quali la matematica, la statistica, l'intelligenza artificiale sono meno stringenti, per cui risulta più facilmente accessibile di altre. Il che non vuol tuttavia dire che sia più semplice o meno critica. Anzi. Infatti, se la capacità di maneggiare i dati risulta fondamentale per trarne il massimo valore, la necessità di assicurarsene la qualità è cruciale affinché le conclusioni alle quali si arriva attraverso processi anche molto sofisticati siano attendibili. E qui entra in gioco proprio il ruolo del Data Steward.

Il Ruolo del Data Steward

Partiamo da cosa NON è il Data Steward:

  1. Non è il Database Administrator di antica memoria, il cui ruolo è essenzialmente tecnico e focalizzato sulla gestione delle strutture e delle tabelle dei Data Base;
  2. Non è un analisita di dati, né di programmi, concentrato sulla realizzazione di Report, interrogazioni o di applicativi;
  3. Non è il responsabile della modellazione dei dati finalizzata allo soluzione di determinati problemi di Business.

Compiti e ruoli che risultano complementari e dipendenti dal Data Steward che è più un "acuto uomo d'ordine" al quale fanno capo la gestione dei contenuti e dei metadati in termini di qualità e coerenza in modo tale che chiunque ne fruisca sia certo di utilizzare dati conformi al loro significato apparente, trasversalmente accettati dall'intera organizzazione, completi e affidabili nella loro qualità.

Un ruolo che passa prima di tutto attraverso la definizione di processi, politiche e autorizzazioni, linee guida, moduli di iserimenti, uso e aggiornamento. Il tutto, rispettando le normative in vigore, così come le regole definite all'interno dell'azienda andando oltre la semplice focalizzazione sui dati. Una sorta di "custode dei dati", intesi come parte del patrimonio dell'azienda e in tale veste più vicino alle logiche di chi ne cura gli Asset - tipo la Direzione Finanziaria - che non ai tecnici di qualsiasi estrazione.

Le attività del Data StewardIn ultima istanza, il Data Steward è così il responsabile della Qualità dei Dati e della loro fruibilità a livello dell'impresa, con il compito di metterli a disposizione a chiunque ne debba sviluppare interrogazioni, analisi, applicazioni transazionali. Un ruolo logici e organizzativo, svincolato dalle specifiche tecnologie, ma strettamente connesso alle procedure di salvaguardia dei dati e della loro integrità con tutti i relativi interventi di protezione. Un ruolo metodologico e organizzativo che, ad esempio, stabilisce da quali fonti attingere i dati, in che modalità e come verificarne la qualità e l'integrazione con metadati, individuandovi che ne dovranno essere i "proprietari", con quali limiti di accesso/aggiornamento e uso e in che modo ne dovranno esser tracciati gli interventi e le azioni.

Un passaggio fondamentale per il Data Steward sta nella definizione delle regole per la gestione dei dati, la cosìdetta Data Governance. Regole che possono essere raccolte in un documento, ma meglio ancora tradotte in procedure automatiche che amministrano le autorizzazioni, vincolano ad eseguire determinati controlli o a completare di informazioni aggiuntive i dati inseriti. Ad esempio, le fonti, le date di inserimento, chi e in che modo vi può accedere. Regole che sono sempre indispensabili, ma che diventano mandatorie nel caso in cui vengono gestiti dati considerati sensibili dalle normative o di estremo valore per l'impresa quali quelli sui clienti, sui processi, sui brevetti.

I passi da compiere nel ruolo di Data Steward

In molte organizzazioni il ruolo del Data Steward non esiste ancora, per lo meno in modo formalizzato, sebbene molti dei compiti che gli sono attribuiti vengono assolti da varie figure aziendali. Di conseguenza, la prima domanda da porsi nel momento in cui si viene "ingaggiati" in questa veste - dall'interno, o dall'esterno dell'azienda - è: da dove partire e in che modo. La risposta è semplice, ancorché non scontata: dall'inventario dei dati, delle fonti, dei loro fruitori classificandoli per priorità aziendali, contesti, finalità d'uso e tecnologie impiegate. Dopo, ovviamente, essersi garantiti il supporto del Top Management e il consenso dei colleghi...

L'inventeriazione dei dati non deve limitarsi a rilevarne l'esistenza, ma deve comprendervi l'individuazione delle fonti, la loro qualificazione, la definizione dei processi di acquisizione e gestione, attribuendone i ruoli di "proprietario", "garante", fruitore. Ruoli ai quali vanno date le relative autorizzazioni d'uso, derivate da Policy stabilite a livello organizzativo. Una descrizione di attività semplice, ma densa di insidie. Ad esempio, considerando il ruolo di "fruitore" occorrerà individuarne le esigenze d'uso quali la frequenza di aggiornamento, la completezza nelle compilazioni, i formati ed i contesti applicativi in vigore....

Il Data Steward diventa così l'abilitatore nella disponibilità e nell'uso dei dati a livello aziendale, garantendone la disponibilità, la qualità e la conformità di raccolta, conservazione e accesso alle normative da rispettare. Lo stesso rispetto delle normative rappresenta un punto fondamentale, reso ancor più complesso dai continui cambiamenti delle regole e dalle difformità esistenti a livello nazionale, europeo, mondiale.

Integrazione Data Policy / Identity Management

Un modo per semplificare la gestione dei dati in base alle persone e ai ruoli che vi hanno accesso consiste nel combinare le autorizzazioni alle regole del sistema di Identity & Access Management, nell'ipotesi che l'azienda si sia attrezzata in tal modo. Questo perché ci si pone in una posizione molto più favorevole per seguire le dinamiche di cambiamento tipiche di qualsiasi azienda, con frequenti riorganizzazioni e trasferimento di persone da un ruolo all'altro.

Un'attività che deve essere svolta in sincrono con la Direzione del Personale, per le Policy, e i responsabili degli aggiornamenti nei dati del sistema di Identity & Access Management. 

Ma il vero punto di svolta che il Data Steward può dare alla propria organizzazione sta nella visione integrata e circolare dei dati, collegando in via logica tutte le fonti e i possibili usi che si possono tarre da una buona organizzazione e gestione dei dati. Ad esempio, i sistemi di CRM diventano contemporaneamente propulsori per la gestione dei clienti, dei venditori, delle Direzioni Ricerca e Sviluppo, Produzione, Qualità. Allo stesso modo, la gestione degli ordini può fornire preziose indicazioni al marketing, ai servizi di supporto e così via. Un contesto nel quale gli Open Data e le fonti non convenzionali, tipo i Social Network possono fornire nuovi spunti e indicazioni per migliorare la competitività dell'azienda.

In sostanza, quindi, il vero valore si può trarre da una visione circolare dei dati e dei loro possibili impieghi. Un valore che se da un lato chiede la capacità di sistematicizzare la gestione dei dati, dall'altro necessità di un approccio multidisciplinare e privo di "verità pregresse" così da divenire un nuovo propulsore alla comprensione e alla gestione dei modelli di Business dell'impresa.

Ultima modifica ilLunedì, 13 Febbraio 2017 08:58

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